Milano dà la scossa al car sharing: almeno 400 auto per isola

Nuovo piano per il car sharing di Milano che punta sull'elettrico. Tutti i dettagli sulle nuove regole che potrebbero spingere BMW a entrare

22 aprile 2016 - 9:00

Milano rilancia sul car sharing, e incentiva l'elettrico. Segno che l'auto in condivisione va forte e può espandersi ancora di più, tanto che SicurAUTO.it aveva fatto subito una prova del servizio privato, appena nato sotto la Madonnina: vedi la comparativa fra Car2go (Smart bianche) ed Enjoy (Fiat 500 rosse). Senza considerare tutti gli altri operatori. E infatti, Palazzo Marino snocciola dati entusiasmanti: “Milano in 3 anni ha rivoluzionato la mobilità in sharing, il cui modello è stato esportato in tutte le principali città italiane – dice l'assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran -. L'apertura ai privati ha consentito di ottenere un'offerta ampia di car sharing in città con oltre 2.000 auto a disposizione di tutti i cittadini per una media 9.300 noleggi al giorno e 300.000 utenti attivi. Il nuovo bando non solo apre il mercato a nuovi operatori, ma fissa gli obiettivi per il futuro”.

CANONE E SCONTI Il canone mensile forfetario pari a 100 euro al mese per auto che gli operatori dovranno corrispondere al Comune va a copertura dei costi di utilizzo del suolo comunale, dell'accesso ad Area C e della sosta gratuita (erano 1.100 euro annui, diventano 1.200). Invece, canone zero per le elettriche, e qui sta il grosso incentivo. Ma ci sono bonus pure le altre macchine: Le prime 400 auto di ogni operatore dovranno corrispondere 100 euro/mese al Comune. Dalla 401esima auto in poi, sono previste riduzioni fino al 60% della tariffa, collegate alla soddisfazione di alcuni ulteriori obiettivi di interesse pubblico fissati dal Comune. 

RIBASSI: C'È PURE LA SICUREZZA STRADALE Ecco quando gli operatori potranno avere la riduzione del canone: per chi estenderà il servizio nei comuni dell'Area Metropolitana (-10%) con l'attivazione del servizio in 5 Comuni; sconto del 20% per l'attivazione in 10 Comuni; del 30% per l'attivazione del servizio in 15 Comuni o più. E questa è una mossa intelligente: giusto che anche chi abita fuori possa avere le auto in condivisione. Ribassi per chi applicherà uno sconto sulla tariffa di utilizzo nei confronti dell'utente che rilascerà il veicolo all'interno di una delle “aree di mobilità”. Riduzioni per chi applicherà uno sconto sulla tariffa in orario notturno. Meno canone per per chi applicherà uno sconto sulla tariffa di utilizzo nei confronti dell'utente che dimostri di aver rottamato un veicolo a loro intestato senza averne acquistato unno nuovo per il biennio successivo. Tagli al canone per chi applicherà uno sconto sulla tariffa di utilizzo nei confronti dell'utente che dimostri di possedere un abbonamento annuale al trasporto pubblico locale; e chi promuoverà iniziative di sicurezza stradale concordate con il Comune, organizzando corsi di guida sicura e di educazione stradale. E anche questa è una parte del bando davvero condivisibile. Riduzioni infine per chi doterà i veicoli di sistemi di monitoraggio ambientale legato allo stile di guida e prevede meccanismi di premialità per gli utenti virtuosi. 

QUALI AREE FONDAMENTALI Occhio alle aree di mobilità, che verranno individuate e create dal Comune di Milano in punti di interscambio (per esempio stazioni metropolitana e ferroviarie) e in quartieri specifici della città (per esempio Quartiere Olmi, Figino, Quarto Cagnino), con l'obiettivo di perimetrare alcune aree, anche videosorvegliate, con punti di ricarica elettrica per auto in sharing e private, postazioni di parcheggio per le vetture in sharing. Queste aree saranno obbligatoriamente servite dai gestori, che se prevederanno scontistiche per l'utente rispetto alla tariffa base otterranno la riduzione del canone. 

ALTRI REQUISITI Per partecipare al bando, oltre a garantire una flotta minima di 400 veicoli, gli operatori dovranno provvedere al miglioramento del servizio di call center offerto agli utenti, che dovrà essere contattabile sia telefonicamente che attraverso il veicolo, e all'implementazione di un sistema telematico attraverso cui il Comune potrà monitorare in tempo reale le attività dei veicoli dislocati nel territorio. Le nuove vetture dovranno rientrare nella categoria Euro più evoluta del modello in commercio al momento della immissione in servizio.  Agli operatori sarà inoltre concesso di limitare l'iscrizione ai soggetti neopatentati, fino ad un massimo di un anno dalla data indicata sulla patente di guida. Verranno infine introdotte cause di sospensione dei benefici nei confronti degli operatori in caso di inadempienze delle clausole previste nell'avviso pubblico. 

QUALI OPERATORI PRIVATI Se, fra i tanti operatori, Car2go ed Enjoy insistono, Twist (Volkswagen) ha gettato la spugna, come leggete qui, nell'articolo dedicato alla breve esperienza delle up! blu, da maggio 2014 a novembre 2015. Alle nuove condizioni del bando, potrebbe entrare in gioco anche BMW, col suo car sharing DriveNow. Ma si tratta solo di un'indiscrezione. Anche perché, a parte il Comune di Milano (che ci guadagna, ovviamente, grazie al canone), non è dato sapere se e quanto le società incassano, quali prospettive hanno, e da quando potranno iniziare davvero a guadagnare dall'operazione car sharing. Che pure presenta diverse criticità, dalle vetture danneggiate dai vandali, fino ai furti in diverse zone di Milano. Ragionamento che vale anche per le altre città italiane, fra cui Roma.

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