Mezzi pesanti che guidano da soli: al via i test Mercedes

Chi ha detto che la guida autonoma fa rima con automobile? Daimler renderà il lavoro dei camionisti più sicuro con l'autopilot pronto alla produzione

7 ottobre 2015 - 13:35

Problemi legislativi a parte, la guida autonoma non è stata raggiunta solo ed esclusivamente da automobili, minibus e piccole citycar, ora anche i mezzi pesanti sono in grado di “andare da soli”. Mercedes-Benz ci crede da anni al progetto “Futur Truck 2025” e sta mostrando i risultati raggiunti in tutto il mondo, prima in America, ora in Europa e se la legge lo consentirà, anche questi “bestioni” potranno essere autonomi sulle nostre strade, molto prima del 2020.

LA NOTIZIA – Così dopo aver presentato staticamente e, in qualche occasione dinamicamente, alcuni prototipi predisposti con tutta la tecnologia utile alla guida autonoma, Mercedes-Benz ha deciso di “far partire” il progetto “Futur Truck 2025” anche in Europa. Qualche giorno fa ha inaugurato il viaggio d'esordio in autostrada del primo Actros dotato di Highway Pilot. Il test si è tenuto nei dintorni della cittadina tedesca di Denkendorf, a 20 chilometri da Stoccarda e al volante c'era Wolfgang Bernhard, numero uno della divisione Truck di Mercedes-Benz, accompagnato da Winfried Kretschmann, il governatore Baden-Württemberg. Si tratta del primo di una serie di test che il Costruttore tedesco prevede di continuare sulle strade di tutta l'Europa, con la speranza di raggiungere gli obiettivi prefissati: minori consumi, una riduzione dei tempi morti con effetti positivi sul traffico ma soprattutto una sensibile diminuzione degli incidenti stradali.

L'HIGHWAY PILOT – Più precisamente, il camion a guida autonoma del gruppo tedesco era un Actros con tecnologia Highway Pilot, il sistema in grado di gestire il traffico senza richiedere l'intervento umano, garantendo dunque una maggiore sicurezza per i viaggiatori, evitando qualsiasi rischio dovuto a stanchezza o pericolose distrazioni. In poche parole, senza neanche dilungarci troppo, si tratta della stessa tecnologia vista sulle automobili con guida autonoma, di cui si parla sempre più spesso, ma in questa occasione applicata al settore del trasporto merci su gomma. Durante la prova, quando il sistema era attivo, il mezzo pesante guidava tranquillamente da solo, accelerando, frenando, cambiando corsia e mantenendo la distanza di sicurezza. Affinché l'Highway Pilot non raggiungerà la soglia di perfezione voluta dalla Mercedes-Benz, a bordo (anche per una questione puramente legislativa, di cui vi abbiamo parlato in altri articoli) ci sarà sempre un collaudatore che si occuperà delle situazioni più complesse come i cambi di corsia o l'imbocco degli svincoli.

UNA SVOLTA – Dunque, sull'evoluzione di sistemi come questo oggi non si ha più alcun dubbio, la tecnologia corre forte e l'uomo, con i suoi investimenti, è in grado di pilotarla verso una buona riuscita. Se anche i governi faranno la loro parte per aiutare la guida autonoma a prendere piede, allora si potrà parlare di svolta, per una serie di circostanze che si potranno migliorare. Pensate un po' a quanti vantaggi la guida autonoma potrebbe portare al mondo del trasporto su gomma: meno distrazioni causate dalla stanchezza, ottimizzazione dei tempi di trasporto, più sicurezza durante la guida con miglioramento dei dati di incidenti stradali. Molti costruttori poi, hanno la volontà di trasferire altre tecnologie e progetti sui mezzi pesanti; ad esempio il progetto di Daimler non riguarda solo la guida autonoma, ma anche le comunicazioni V2V (vehicle-to-vechicle), che potrebbero consentire ai camion, ad esempio, di avvertire quelli che li seguono di un ingorgo stradale dovuto a cantieri o incidenti, permettendo a questi ultimi di rallentare ancor prima di ritrovarsi in situazioni di pericolo.

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