Mercato auto Italia: le previsioni per il 2016

Il mercato auto in Italia sarà positivo fino al 2018: uno studio prevede oltre un 1.700.000 immatricolazioni per il prossimo anno

27 novembre 2015 - 10:00

Buone notizie finalmente anche per il mercato italiano. È vero che di recente si sono registrati incrementi nelle vendite, ma non eclatanti, e dovuti soprattutto alle auto aziendali. Ora invece il Centro Studi Promotor è perentorio: “La ripresa a due cifre che ha caratterizzato il mercato dell'auto nel 2015 è destinata a continuare anche nel prossimo triennio”. È questa la previsione presentata dal suo presidente, Gian Primo Quagliano. Nel 2015, le immatricolazioni in Italia toccheranno quota 1.560.000 unità, cioè un livello ancora molto lontano rispetto a quello ante-crisi (-37,4%), ma superiore del 15% rispetto a quello del 2014. Nel 2016 si salirà a 1.747.000 unità per toccare le 1.939.000 unità nel 2017 e quota 2.152.000 nel 2018. Un livello, quest'ultimo, che può ritenersi quello fisiologico, dice la ricerca.

SPARTIACQUE – L'inversione di tendenza della domanda di auto è avvenuta a cavallo tra il 2013 e il 2014 ed è legata essenzialmente a due elementi. Da un lato, la convinzione diffusasi a partire dagli ultimi mesi del 2013 (e testimoniata dall'andamento degli indicatori di fiducia) che la ripresa dell'economia fosse imminente. Dall'altro, la pressione sempre più forte della domanda di sostituzione insoddisfatta accumulatasi durante la crisi.  Così almeno spiega il Centro Studi. Gli italiani a partire dal 2008 hanno infatti acquistato meno auto che in passato, ma non hanno rinunciato all'auto per la semplice ragione che nel nostro Paese non esistono alternative di massa all'ultilizzazione di autovetture. Insomma, mezzi pubblici assenti o inefficienti fanno rima con motorizzazione di massa.

RISULTATO FINALE – La conseguenza (nonostante diverse Cassandre) è che la consistenza del parco circolante è rimasta sostanzialmente invariata, ma è fortemente aumentata l'età media delle autovetture che è passata dai 7 anni e 6 mesi del 2007 ai 9 anni e 11 mesi del 2014, con valori superiori a 12 anni e 2 mesi nelle regioni del Sud e con una punta di 12 anni e 9 mesi in Campania. E questo comunque è un guaio: le macchine vecchie del Sud possono rappresentare un problema per l'inquinamento e la sicurezza stradale. E magari sarebbe opportuno, dice il Centro Studi, qualche misura da parte del Governo solo a favore del Meridione.

INIEZIONE DI OTTIMISMO – Il bilancio del 2015 si chiude in maniera molto positiva per la ripresa della domanda di auto, ma l'annata fa registrare anche un fenomeno che nessuno aveva previsto e cioè che il settore dell'auto diventasse un fattore trainante della ripresa dell'economia grazie a una produzione di autoveicoli in crescita del 47%, a una produzione di autovetture in crescita del 69% e a immatricolazioni di autovetture pure in crescita del 15%. In altri termini, nel 2015 il settore dell'auto è diventato uno dei motori principali della ripresa dell'economia. In attesa che anche il Governo contribuisca a farlo crescere, magari con una politica di incentivi fiscali, come ha fatto con le case.

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