Mercato auto Italia: a settembre le vendite crescono del 17,1%

La crescita nel nostro Paese continua, confermando un positivo 2015. Bene Fca e lo scandalo "dieselgate? ancora non semina terrore

2 ottobre 2015 - 14:56

Erano due i timori per il mercato italiano nel mese di settembre: il rientro delle famiglie dalle vacanze estive e lo scandalo “dieselgate”, scoppiato dieci giorni prima della fine del mese scorso. Dunque, qualche soldo in meno dopo il relax estivo in tasca degli italiani e molte incertezze in più per una vicenda che ogni giorno mostra i suoi sviluppi. Ad ogni modo il mercato ha messo in evidenza ancora un segno positivo, confermando una stabilità di crescita fatta registrare durante tutto l'anno in corso.

VALORE POSITIVO – Il 2015 continua a dare risultati ricchi di speranza per il futuro del comparto automotive. Nel nostro Paese, nel mese di settembre, si è registrato il nono incremento in doppia cifra, stavolta del +17,15%, con 130.071 auto nuove vendute, una crescita annua stabile del +15,32% e un totale di 1.196.270 unità fino ad ora vendute (qui i dati di agosto 2015). Il panorama degli obiettivi raggiunti dai costruttori è abbastanza positivo, con il Gruppo Fca che continua la sua scalata anche in Italia, stavolta con una crescita del 20,3% (36.888 immatricolazioni) e miglioramenti per tutti i marchi, tranne uno: Fiat (+23,8%), Jeep (+251,6%) e Alfa Romeo (+11%), Maserati (+41,67%), mentre è in negativo Lancia (-18,72%), per via dell'attesa della nuova Ypsilon, ma anche a causa di un momentaneo (si spera) assenteismo strategico dei vertici Fca sul suo futuro. A seguire riportiamo la panoramica dei Costruttori (in ordine di volumi), così Volkswagen fa segnare un +6,1%, PSA un +14,34%, Renault +17,96%, Ford un +13,58%, GM un +22,37%, Hyundai un +4,44%, Daimler un +42,27%, Toyota un +15,34, BMW un +19,80%, Nissan un +13,84%, Suzuki +27,37% e Jaguar Land Rover +14,04%. Oltre alla fantastica avanzata di Jeep e anche di Suzuki (marchio che sta tracciando la sua nuova offensiva), bisogna menzionare Skoda con un +22,07%, Dacia con un +37%, Opel +24,91%, Mazda +60% e Smart +131,24%.

ALTRI VALORI, NEL DETTAGLIO – Di Jeep si può aggiungere poco, abbiamo parlato molto del suo fantastico “stato di salute”, la Skoda invece tra i marchi del Gruppo Vw è quella che sta “correndo meglio”, Dacia invece è forte di una gamma che offre prodotti affidabili a prezzi vantaggiosi, mentre Opel e Mazda sfruttano la loro nuova gamma, così come sta facendo Smart. In generale, il quadro del mercato conferma la crescita degli acquisti da parte dei privati, che segnano a settembre un +24,6% (il 67,1% del totale). In ripresa anche il noleggio (+17,6%), molto apprezzato quello a lungo termine (+28,9%, in Puglia però si sono lamentati dei costi di noleggio) mentre è in calo il valore che rispecchia le vendite alle società (- 3,8%). Per quanto riguarda il fattore alimentazione, gli italiani a settembre hanno orientato la loro scelta sui motori a benzina (+34%) e diesel (+19,4%), bene anche le ibride (35,7%), mentre molto rare ma comunque in crescita le automobili elettriche (+8,1% ma con un volume bassissimo, di 80 unità). In calo la scelta del Gpl e del Metano: il primo ha fatto evidenziare un -18,5%, il secondo un -24,3%.

LE PIU' COMPRATE DAGLI ITALIANI – Anche nella classifica delle automobili più vendute in Italia nel mese di settembre, il Gruppo Fca occupa tutti i gradini del podio, con al primo posto la Fiat Panda (13.681 unità), al secondo la Lancia Ypsilon (4.461 unità) e in terza posizione la Fiat Punto (3.940 unità).  Ad inseguire le prime tre sono, in ordine, la Volkswagen Golf (3.608), la Ford Fiesta (3.502), la 500L (3.017), la 500X (2.887), la Toyota Yaris (2.822), la Opel Corsa (2.737) e la Peugeot 208 (2.637). Osservando le prime dieci posizioni è possibile rendersi conto di quanto sia importante il segmento B nel mercato italiano e di come Fca stia confermando il suo stato di grazia anche tra i confini nazionali, piazzando ben cinque modelli tra i primi dieci.  In chiusura, lo scandalo “dieselgate” è stato ininfluente per il mercato italiano nel mese di settembre; sulla vicenda Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA, ha spiegato che “i fatti degli scorsi giorni e il successivo battage mediatico ci inducono a richiamare all'attenzione alcuni concetti. Sicuramente si tratta di individuare chiaramente le responsabilità dell'accaduto, senza per questo stigmatizzare tutta la categoria dei Costruttori di autoveicoli. Qualunque allarmismo relativo ai veicoli di nuova produzione è del tutto ingiustificato e rischia di minare la competitività del settore automotive europeo, un'importante industria che investe annualmente circa 40 miliardi di Euro in R&D, perlopiù per il potenziamento della sicurezza e delle performance ambientali dei prodotti, e che conta circa 12 milioni di addetti diretti e indiretti. In Italia, dove il comparto sta agendo da traino nella graduale ripresa dell'economia, i numeri parlano di 3 miliardi di investimenti annui in R&D e di 1,2 milioni di occupati”. Per quanto riguarda il futuro, ha ricordato che “l'obiettivo della Commissione Europea è di introdurre, a partire da Settembre 2017, una nuova prova per misurare le emissioni nelle reali condizioni di guida (pacchetto RDE – Real Driving Emissions) con limiti obbligatori, rendendo così l'Unione Europea la prima regione al mondo ad adottare una prova in condizioni reali, su strada e non solo in laboratorio.”

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