Mercato auto Europa: nel 2016 oltre 15 milioni di immatricolazioni

Il 2016 è stato il terzo anno di crescita consecutivo per il mercato auto Europa. 15 milioni di auto e fiducia dei consumatori in crescita

17 gennaio 2017 - 18:23

E sono 3! Il 2016 è il terzo anno consecutivo nel quale il mercato auto Europa è cresciuto, del 6,5% per la precisione. I volumi a dicembre sono saliti del 3,2% rispetto al 2015 (leggi del mercato auto Europa salito del 5,6 % a novembre) e le immatricolazioni sono arrivate vicine a quota 1,2 milioni. Le turbolenze politiche e sociali dell'anno appena trascorso non sembrano aver inciso sul clima di fiducia dei consumatori, rimasto favorevole anche nell'anno appena trascorso. La positività complessiva ha riguardato sia l'Europa occidentale sia i nuovi paesi della UE, che sono cresciuti in maniera percentualmente maggiore.

VOLUMI DA RECORD Il mercato europeo dell'auto raggiunge i volumi più alti mai registrati a dicembre, con 1.193.286 unità immatricolate nell'Europa dei 28 e nel mercato EFTA. Buona parte del merito va a 4 dei 5 mercati più grandi, cresciuti in maniera sostanziale: l'Italia ha segnato un +13,1% (leggi del mercato auto Italia cresciuto anche a dicembre 2016), la Spagna è cresciuta del 9,3%, la Francia del +5,8% e la Germania del +3,7% mentre il Regno Unito ha registrato un piccolo calo pari a -1,1% anche se è il nuovo record per il mese di dicembre. Aurelio Nervo, Presidente di ANFIA, ha commentato così: “Il 2016 è il terzo anno consecutivo positivo per il mercato europeo, che ha saputo assorbire l'instabilità politica e economica connessa a eventi come la Brexit e il referendum costituzionale in Italia. In Europa Occidentale il mercato è aumentato del 5,8%, arrivando a 13,97 milioni di immatricolazioni, mentre nei nuovi Paesi UE l'incremento è stato del 15,9% con 1,16 milioni di auto vendute. I cinque major markets sono valsi il 72,9% dell'intero mercato europeo: superando gli 11 milioni di nuove immatricolazioni. Questo volume, se supera del 6,4% il dato del 2015, è ancora il 6,3% in meno rispetto ai volumi record del 2007”.

FCA ANCORA IN POSITIVO Le marche italiane hanno immatricolato, nell'Europa dei 28 + EFTA, 74.031 unità a dicembre (+13,7%), arrivando a una quota di mercato del 6,2% contro il 5,6% di un anno fa. Tutti i Marchi sono cresciuti: Fiat (+11,8%), Jeep (+10,2%), Lancia/Chrysler (+1,5%) mentre Alfa Romeo balza del +43,7%. Nell'intero 2016 è andata ancor meglio: le 992.712 immatricolazioni rappresentano un + 14,1% rispetto all'anno precedente, per una quota di mercato salita dal 6,1% al 6,6%. Tutti i marchi crescono nel 2016 ma Alfa Romeo concentra i suoi sostanziosi progressi negli ultimi mesi (a novembre aveva fatto + 34,4% mentre a luglio soltanto il + 9,7%): è l'effetto-Giulia. Sempre rimanendo in Italia, interessante è il confronto fra le modalità d'acquisto nel 2016: le auto intestate ai privati crescono del 13% (la loro quota di mercato supera il 60%) ma quelle intestate alle società crescono del 21%, quelle delle flotte aziendali del 27,5% e quelle delle società di leasing del 20,3%. Se aggiungiamo che le vendite agli autonoleggi sono salite del 16,7% sul 2015 si capisce come misure fiscali quali il “Superammortamento” abbiano inciso sul mercato.

IL TERZETTO AL COMANDO Oltre all'Italia, in evidenza è anche la Spagna: le sue 96.886 immatricolazioni di dicembre sono un +9,3%, abbastanza allineato al +10,9% del 2016. Il Plan PIVE 8 ha aiutato i privati e il buon andamento dell'economia ha rinnovato le flotte aziendali ma il parco circolante aveva, nel 2016, un'età media di circa 12 anni (sono più di 7 milioni le “nonnette” con più di 15 anni) e, in assenza di misure ancor più incisive, si prevede un'anzianità in crescita fino al 2020. In Francia a dicembre sono state immatricolate 194.372 nuove auto, il + 5,8% in più rispetto al 2015. Nel 2016 il mercato ha raggiunto 2.015.177, il + 5,1%; correggendo per i giorni lavorativi l'incremento scende a +4,7% rispetto al 2015. Interessante il fatto che, anche se le compravendite di auto usate aumentano dell'1,5% rispetto al 2015, arrivando a 5.643.359 unità, il rapporto transazioni/immatricolazioni scende da 2,9 del 2015 al 2,79 del 2016.

GERMANIA E UK TRANQUILLE Vediamo ora la Germania, un mercato che ha visto 256.533 unità immatricolate a dicembre (c'è stato un giorno lavorativo in più rispetto al 2015), equivalenti al +3,7%; il 2016 ha invece visto una crescita del +4,5%. L'Associazione tedesca dell'automotive VDA nota che il 2016 è il terzo anno consecutivo in crescita e il secondo nel decennio come volumi anche se gli ordini segnano una lieve flessione. Fra le particolarità di questo importante major market notiamo come le auto intestate ai privati siano minoritarie (sono soltanto il 35 % del totale). Le immatricolazioni di veicoli a gas sono state bassissima: soltanto lo 0,2 % nel 2016 contro l'1,4% delle ibride e lo 0,3% delle elettriche. Il Regno Unito, infine, a dicembre ha visto 178.022 immatricolazioni, equivalenti ad un calo dell'1,1% rispetto al 2015. Le 2.692.786 unità dell'anno (+2,3%) sono comunque molto positive e sono un record, favorito dalla presenza di 44 marchi e circa 400 modelli diversi. La positività dell'anno è da attribuire alle flotte, il cui record di 1,38 milioni di unità ha più che compensato le vendite ai privati, in calo negli ultimi 3 trimestri e arrivate ad un totale di 1,2 milioni di unità. Le auto ad alimentazione alternativa sono arrivate alla quota del 3,3%, con le ibride plug-in salite del 41,9 a fronte di un aumento del 25,1% delle ibride e del 3,3% delle elettriche. L'Associazione inglese dell'automotive SMMT sottolinea la performance del 2016 nonostante l'incertezza politica ed economica dell'anno. Il 2017 si preannuncia più sfidante visto che il deprezzamento della sterlina, seguito alla Brexit, sta facendo crescere i prezzi dei beni importati; i bassi tassi d'interesse e i nuovi modelli in arrivo potrebbero però sostenere gli acquisti delle auto. Nel lungo termine la “salute” del mercato inglese dipenderà dalla capacità di mantenere le attuali relazioni commerciali con gli altri Paesi, evitando eventuali barriere tariffarie.

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