Mercato auto elettriche, Asia e USA top player, a dirlo è ING
Batterie costose, meno lavoro e manutenzione, più produttività e servizi: la rivoluzione elettrica, secondo ING, colpirà soprattutto l'Europa
Batterie costose
Batterie costose, meno lavoro e manutenzione, più produttività e servizi: la rivoluzione elettrica, secondo ING, colpirà soprattutto l'Europa
All'inizio del secolo scorso le elettriche avevano il 38% del mercato ma poi le cose, come ben sappiamo, sono andate ben diversamente, con una quota risibile che solo in questi anni sta dando segni di risveglio. Eppure gli analisti e la Case parlano di una prossima, impetuosa ondata “elettrica”, uno tsunami che nel giro di pochi anni stravolgerà settori che sembravano immutabili, o quasi. Le analisi e le proiezioni si susseguono e una recente ricerca di ING cerca di esaminare le ricadute che i veicoli elettrici avranno sull'industria automotive (leggi dei nuovi dischi e ruote Continental per le auto elettriche). I risultati parlano chiaro: nulla, o quasi, sarà come prima.
STANNO ARRIVANDO Lo studio di ING si chiama “Breakthrough of electric vehicle threatens European car industry” e potremmo tradurlo con 'L'irruzione dei veicoli elettrici minaccia l'industria automobilistica europea'. Nelle sue 20 pagine vengono esaminati vari aspetti del cambiamento prossimo venturo: la produzione, i servizi, le ricadute sull'occupazione e così via. Si parte dalla constatazione che i Battery electric vehicles (BEV) stanno diventando sempre più competitivi dato che i 3 maggiori ostacoli, indicati dai consumatori, alla loro diffusione di massa saranno superati a breve. Le infrastrutture di ricarica si stanno infatti estendendo e i loro progressi permetteranno di avere 300 km di percorrenza in 20 con tendenza al miglioramento. Anche l'altra barriera, la cosiddetta 'ansia da autonomia' dovrebbe attenuarsi progressivamente grazie ai miglioramenti delle batterie, venendo così incontro alle aspettative dei consumatori.
E SONO QUI PER RIMANERE L'ultimo ostacolo è quello più arduo ma ING prevede che anche le differenze nel prezzo e nel Costo totale del possesso, che include anche le spese per il “carburante”, la manutenzione, il deprezzamento e altre voci, andranno a ridursi. Anche se i prezzi di acquisto rimarranno relativamente più alti per qualche tempo ancora, i minori costi di funzionamento potrebbero rendere competitivi (considerando i costi totali di possesso) già nel 2024 i BEV ad alta autonomia rispetto alle comparabili vetture convenzionali.

Una volta raggiunta la parità, come prezzo e qualità, fra i BEV e le automobili a combustione interna (ICE) la transizione può accelerare il suo passo. ING ipotizza un percorso di crescita che vede i BEV avvicinarsi ad una quota del 100% nelle vendite di auto nuove entro il 2035: fra meno di 20 anni, quindi. Questo scenario pone molte sfide all'industria automobilistica europea, che attualmente vale circa il 25% della produzione automobilistica globale.
BATTERIE PERICOLOSE I veicoli elettrici aumentano la concorrenza ma riducono il valore e il lavoro: è da questo rimescolamento delle carte che possono nascere le difficoltà per i produttori europei. Il Vecchio continente è infatti così all'avanguardia nello sviluppo dei motori a combustione interna da aver costruito su di esso un vantaggio competitivo. Ma tutto questo scompare quando motori, trasmissioni e impianti di scarico/trattamento degli inquinanti (che sono 1/3 del valore dei componenti Automotive) si “tramutano” in motori elettrici e batterie.

Inoltre i BEV modificheranno il mercato dei powertrain. ING ritiene infatti che la produzione potrà essere più automatizzata e richiederà meno lavoro; il controllo dello sviluppo del powertrain e della produzione inoltre si sposterà verso fornitori di componenti e batterie. Questo shift ha pesanti implicazioni geografiche perché Asia e Nord America sono molto più avanti dell'Europa (leggi della Gigafactory europea che farà concorrenza a Tesla) nella produzione delle batterie per le elettriche: l'attuale quota di mercato dell'Europa è infatti un misero 3%. Probabilmente è questa la motivazione che ha spinto Volkswagen a pianificare investimenti per 70 miliardi di euro, 50 dei quali per le batterie.
UN CAMBIAMENTO EPOCALE È prevista anche una riduzione della differenziazione, un altro colpo alla raffinata produzione europea, mentre la pressione sui prezzi e sui margini aumenterà, soprattutto perché, almeno inizialmente, le batterie costeranno molto, in assoluto e in relazione ad un powertrain semplificato (questo spiega perché Daimler annuncia 4 miliardi di tagli per compensare i margini ridotti).

L'automobile avrà una connotazione più “utilitaristica” e questo abbasserà il valore del powetrain e di tutto il veicolo. La sfida per l'industria europea sarà il riuscire a passare da un modello di business tradizionale, nel quale il valore deriva da produzione e vendite di automobili, ad uno nel quale il valore è l'uso efficiente e conveniente del veicolo. Le opportunità saranno quindi nella mobilità come soluzioni di servizio, ad esempio leasing delle auto e il car sharing. I BEV, con i loro bassi costi di funzionamento, possono “spingere” questi servizi e questo, a sua volta, stimolerà la diffusione delle elettriche.