Maxi richiamo Toyota: 6,5 milioni di auto con problemi ai finestrini

Il Costruttore giapponese annuncia un nuovo richiamo, stavolta per rischio di corto circuito. In Europa le auto sarebbero 1,2 milioni

21 ottobre 2015 - 16:54

La Toyota ha annunciato un richiamo che coinvolgerà nel mondo 6,5 milioni di veicoli. Come vedrete non si tratta di nulla di particolarmente complesso o estremamente pericoloso; ad ogni modo è apprezzabile la serietà del Costruttore nipponico che ha deciso, come tante altre volte, di optare tempestivamente per dei richiami. Atteggiamento questo non certo comune ad altri marchi negli ultimi periodi.

I NUMERI – La Toyota “salta” spesso alla ribalta della cronaca per richiami di unità in numeri da capogiro, stavolta anche si è ripetuta annunciando che dovrà ricontrollare 6,5 milioni di veicoli nel mondo per sistemare un difetto dei finestrini a comando elettrico di diversi modelli. Fra questi troviamo la Yaris, la RAV4, la Corolla e la Camry, tutti prodotti fra gennaio 2005 e dicembre 2010. Di questi veicoli, 2,7 milioni si trovano in Nord America, 1,2 milioni in Europa e 600.000 in Giappone. La Casa nipponica (che “spinge” per una produzione elettrica futura di massa) ha tenuto a informare che al momento non è a conoscenza di alcun incidente avvenuto a causa del difetto. Entriamo, nel paragrafo successivo, nel dettaglio causa del richiamo.

IL GUASTO – La Casa giapponese ha spiegato che i componenti del finestrino potrebbero non essere stati lubrificati a dovere durante il montaggio e che pertanto, con il passare del tempo, impurità e detriti causati dall'usura potrebbero accumularsi sui punti di contatto elettrico e causare un corto circuito che a sua volta potrebbe surriscaldarsi e potenzialmente causare un incendio (qui l'Osservatorio di SicurAuto.it). Di recente la Toyota ha richiamato anche le Avensis prodotte tra l'agosto del 2013 e il dicembre dello stesso anno per problemi di scollamento del tettuccio in vetro; mentre le Yaris, le Auris, le Verso S, le Urban Cruiser e le IQ prodotte tra l'aprile del 2008 e il novembre del 2014 (44.782 unità in tutto) sono state richiamate per un possibile accumulo di vapori dell'olio nell'intercooler con conseguente danneggiamento del motore e rischio di incendio. Ultimo noto richiamo di Toyota è stato fatto su 1,7 milioni di automobili in Europa per il caso “Takata”.

NESSUN DANNO – Consentiteci il gioco di parole, ma lo riteniamo adeguato per spiegare nel miglior modo possibile che un richiamo non può e non deve danneggiare un marchio e la sua serietà. Partiamo dal presupposto che la perfezione “non è di questo mondo”, pertanto nessuna automobile è in grado di essere perfetta. Inutile additare cattiva fama a un costruttore, piuttosto sarebbe meglio giudicarlo positivamente se, preso atto della pecca del proprio prodotto, corre immediatamente ai ripari e, in tutta onestà, Toyota (qui la sua presenza al Salone di Francoforte 2015) ogni volta che si sono verificati dei “casi”, ha optato per richiami tempestivi. Anche perché, come dappertutto, anche in questo mondo dell'automobile “di furbetti o di chi ci prova” a farla franca pur sapendo di essere in difetto ce ne sono in abbondanza e, senza qui dilungarci, ci soffermiamo a citare implicitamente le cronache recenti.

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