L'India vuole tassare le auto inquinanti: mazzata in arrivo per i costruttori

Il Governo indiano introduce la tassa antinquinamento sulle nuove immatricolazioni, penalizzando SUV e auto di lusso. I costruttori non ci stanno

3 marzo 2016 - 10:00

I livelli di inquinamento delle città indiane stanno raggiungendo limiti impensabili e il Governo introduce misure straordinarie per contenere lo smog, compresa una inedita tassa sull'acquisto di nuove auto. Il più grande mercato emergente sarà costretto a contrarsi?

CONTRO LO SMOG AUMENTA LA PRESSIONE FISCALE – L'India è uno dei mercati emergenti più ghiotti e promettenti per i costruttori occidentali (scopri i piani General Motors sull'India), ma negli ultimi mesi questo nuovo Eldorado sta tramutandosi sempre più in un arduo percorso a ostacoli. Dopo la messa al bando per tre mesi delle immatricolazioni di auto diesel di grossa cilindrata (Leggi come l'India taglia le vendite del diesel) e la recente introduzione delle targhe alterne nelle città più congestionate, il Governo di Delhi sperimenta la leva della tassazione. In tempi record è stata prodotta uno schema di tasse che penalizzerà maggiormente le auto dei segmenti più alti, SUV e vetture di lusso. I costruttori sono già insorti ma la decisione sembra essere definitiva.

QUASI MEZZO MILIARDO DI DOLLARI DA INVESTIRE NELL'AMBIENTE – Lo schema di tassazione previsto dalle autorità indiane cercherà di incentivare gli utenti a preferire auto compatte e di piccola cilindrata, facendo invece lievitare i prezzi dei modelli con un presunto maggiore impatto sull'ambiente. La nuova imposta prevede una maggiorazione dell'1% per le auto fino a 4 metri di lunghezza e 1.200 cc. di cilindrata con qualsiasi alimentazione; la tassa cresce al 2,5% per quelle fino a 4 metri e motorizzazioni diesel fino a 1.500 cc. e del 4% per le auto di lunghezza e cilindrata superiore. Parallelamente è al vaglio una ulteriore tassa dell'1% da applicare a vetture di categoria premium. Con questa nuova manovra il Governo registrerà nuove entrate per circa 439 milioni di dollari, da investire nella bonifica dell'aria delle metropoli.

I COSTRUTTORI PROTESTANO, INCERTEZZE SUGLI INVESTIMENTI OCCIDENTALI – La reazione dei costruttori d'auto locali non è tardata, capitanati dalla Maruti Suzuki, la quale vende un'auto su due in India, hanno protestato, considerandosi alla stregua di un capro espiatorio per la faccenda ambientale. L'opinione dei produttori è in antitesi con quella degli scienziati ambientalisti, i quali ritengono che il 40% dell'inquinamento delle metropoli indiane è da attribuire alle emissioni delle automobili. Questa svolta ambientalistica del Governo indiano avrà sicuramente effetto, oltre che sulla qualità dell'aria, anche sugli investimenti e sull'interessi dei Gruppi occidentali, che vedono così ridimensionate le opportunità di business (leggi i primi segni del cedimento del mercato India).

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