L'Europa vuole nuovi tagli sulla CO2, ma i limiti preoccupano i Costruttori

Entro il 2030 limite di CO2 a 66 g/km, questa è la proposta della Commissione Europea ma riusciranno i costruttori ad adeguarsi in tempo?

9 novembre 2017 - 9:00

La Commissione Europea ha pubblicato nelle scorse ore il secondo pacchetto mobilità all'interno del quale è contenuta una proposta per tagliare le emissioni inquinanti di automobili e veicoli commerciali leggeri. Sono stati fissati obiettivi da raggiungere entro il 2030 partendo dagli standard del 2021; l'iniziativa è senz'altro lodevole, volta ovviamente a incentivare la diffusione delle soluzioni di mobilità ecosostenibile, ma l'entità della riduzione sta facendo discutere non poco. La stessa ANFIA, l'Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, si è espressa con chiarezza esprimendo dubbi sul fatto che l'industria automobilistica riuscirà a tenere il passo con la tabella di marcia proposta dalla UE.

BASTONE E CAROTA PER I COSTRUTTORI D'AUTO, PRODURRANNO ALTA QUALITÀ L'Unione Europea ha proposto un taglio delle emissioni di CO2 di autovetture e furgoni pari al 30% rispetto ai limiti che entreranno in vigore nel 2021. L'obiettivo, da raggiungere entro il 2030, porta di fatto il tetto massimo di emissioni inquinanti a 66 g/km; la proposta della Commissione Europea è stata commentata dal vicepresidente per l'Energia Maroš Šef?ovi?: “L'insieme di proposte di oggi sta determinando le condizioni per i produttori europei per procedere autonomamente sulla strada della transizione globale dell'energia piuttosto che seguire altri. Questo li spingerà a produrre automobili migliori, più pulite e competitive sui mercati, riconquistando la fiducia dei consumatori” (Leggi qui come la Commissione Europea intende cambiare i test di omologazione delle nuove auto).

STANDARD UE 2030, POSSIBILI SOLO CON LA DIFFUSIONE DELLE ELETTRICHE Il nuovo schema di riduzione dei livelli di emissioni inquinanti è visto quindi come un incentivo e stimolo per le Case costruttrici ad accelerare sull'innovazione tecnologica. Secondo ANFIA la proposta non prende in considerazione la bassa e frammentata penetrazione sul mercato europeo dei veicoli ad alimentazione alternativa; bisogna tener presente che il raggiungimento degli obiettivi del 2030 e strettamente correlato alla diffusione massiccia di veicoli a propulsione ibrida ed elettrica. Affinché si possa assistere finalmente a una consistente diffusione di auto ecosostenibili è fondamentale la presenza di un'adeguata rete di ricarica, aspetto considerato dalla UE che ha proposto di promuovere investimenti per realizzare le infrastrutture su tutto il territorio europeo; rimane comunque il limite rappresentato dai costi di acquisto di veicoli a batterie, ancora proibitivi per la maggior parte dei consumatori. Si rende quindi necessaria l'introduzione di incentivi mirati, grazie ai quali poter rinnovare e ripulire il parco auto circolante (Sapevi che in Cina si pensa a bandire le auto a combustione?).

LO SGAMBETTO DEL 2025, TROPPO PRESTO PER UN PALETTO INTERMEDIO Un ulteriore innalzamento del grado di difficoltà per le case costruttrici è rappresentato dall'obiettivo intermedio, proposto per il 2025. Secondo ANFIA i tempi sarebbero troppo stretti per consentire all'industria automobilistica di poter mettere a punto le necessarie tecnologie e le modifiche progettuali alle autovetture e ai veicoli commerciali. Sarebbe stato probabilmente più agevole considerare la tappa intermedia del 2025 non tanto come uno sbarramento quanto come un momento per verificare i progressi dei costruttori e applicare eventuali correttivi per giungere in maniera più fluida all'appuntamento del 2030 (Sai cos'è l'etichetta Equa AQ per le emissioni inquinanti? Leggilo qui).

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