Le auto intere si rubano meno ma è boom di furti parziali di componenti

Un'inchiesta lancia l'allarme: dopo 36 ore l'auto non si trova più. Il furto parziale è in aumento e colpisce persino le batterie delle ibride

25 luglio 2017 - 18:15

La scena tipica di qualche decennio fa era: spegnere il motore, estrarre l'autoradio, metterla sotto il braccio (i più avventurosi la lasciavano sotto il sedile, i meno galanti l'affidavano alla ragazza), chiudere l'auto e allontanarsi con il “fardello” sotto il braccio in funzione di antifurto. Se gli impianti stereo integrati hanno quasi portato all'estinzione le autoradio aftermarket, anche i moderni antifurto elettronici hanno abbattuto di molto i furti totali. I ladri si sono però organizzati e la loro “filiera” è così efficiente che bastano 36 ore per rendere introvabile l'auto rubata: a dirlo è uno studio di LoJack, che enfatizza anche l'aumento dei furti parziali di componenti (leggi il rapporto sui furti d'auto del 2011 in Italia).

MENO FURTI, MENO SPERANZE LoJack è molto nota per i suoi sofisticati sistemi antifurto, che si rivolgono anche ai gestori delle flotte e agli autonoleggi. L'Azienda ha preparato uno studio sui furti d'auto negli ultimi 10 anni in Italia ed è evidente una lenta diminuzione delle “sottrazioni criminali di auto” ma aspettate a cantare vittoria. Anche il tasso del recupero dei veicoli rubati, infatti, è in diminuzione, passando dal 53% del 2007 al 44% del 2016: sommando i dati scopriamo che in 10 anni sono avvenuti 1.259.000 furti e sono scomparsi nel nulla 670 mila veicoli contro i 589 mila restituiti ai legittimi proprietari.

GUERRA DI TECNOLOGIE L'Emilia Romagna ha 3.164 furti e l'84% dei recuperi mentre il ben più piccolo Molise (e meno popolato, ha 310 mila residenti contro 4,45 milioni) ha 417 furti e soltanto il 18% di recuperi. La maglia nera va a Campania e Lazio che, a fronte di 23.000 e 17.630 furti rispettivamente, hanno tassi di recupero al 33% e 32%. La Puglia ha molti furti (circa 16 mila) ma ha un recupero del 46%, lo stesso della Lombardia che conta però 14 mila furti. La Campania ha registrato un forte calo dei recuperi rispetto al 2015, a testimonianza di organizzazioni sempre più strutturate ed elusive dei controlli (leggi la classifica dei modelli più rubati). Il calo può essere attribuito sia alla minore incisività delle Forze dell'Ordine, che subiscono continui tagli dei loro fondi, sia dall'accresciuta potenza, anche tecnologica, delle associazioni a delinquere. Il “topo d'auto” occasionale non esiste quasi più, lasciando il campo a bande criminali molto tecnologiche, per le quali la rottura di finestrini o serrature è solo un accessorio.

Se pensiamo che circa il 20 – 30% delle auto rubate ha meno di 5 anni e che in Europa si rubano ogni anno 40 mila vetture con metodi elettronici si capisce il cambio di passo dei criminali. I metodi sono i più disparati, dalla sostituzione degli immobilizer alla clonazione della chiave, magari via porta OBD, fino agli attacchi telematici e a quelli che usano i ponti radio (leggi il test TCS su 76 nuove auto keyless facili da rubare).

TI FACCIO A PEZZI O RUBO I PEZZI Fra le tecnologie truffaldine emergenti si segnalano i cosiddetti “sistemi di ri-programmazione della chiave” via porta OBD (il ladro ottiene una nuova chiave in meno di un minuto, a volte in 15 secondi) e gli jammer che riescono a mettere fuori uso gli antifurto satellitari.

In futuro si prevede un incremento degli attacchi telematici e uno ancor più forte delle violazioni via cloud e servizi remoti (leggi della Jeep Cherokee aggiornata da FCA dopo una violazione degli Hacker). Dal rapporto capiamo anche che è importantissimo il ritrovamento dell'auto entro 36 ore perché, dopo talle termine, essa probabilmente sarà già partita per l'estero o sarà già stata spogliata di pezzi preziosi e poi distrutta. Anche in questo caso vengono usati jammer per “accecare” gli antifurti satellitari o box isolati per schermarli ma per fortuna LoJack ha predisposto dei moduli che, grazie alle particolari frequenze di lavoro, non sono facilmente schermabili. In aumento anche i furti parziali, ossia l'asportazione di componenti di valore: se i tempi dell'autoradio sono ormai tramontati, i furti degli pneumatici sono sempre in auge e si stanno diffondendo nuovi “filoni”.

I componenti più ambiti sono i navigatori integrati che, con i loro sofisticati display touch screen, se asportati possono causare un danno di 5 mila euro e più, anche perché in fase di furto il ladro danneggia la console centrale. Fra le nuove tendenze vengono segnalati gli attuatori della frizione del cambio robotizzato delle Smart, un componente soggetto a rottura e che può essere sottratto con facilità, senza dover entrare nell'abitacolo. L'allarme si estende alle ibride: cominciano ad essere rubate e poi ritrovate senza le loro costose batterie al Litio; “apprezzati” inoltre i fari a LED e i costosi volanti multifunzione.

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