Keyless a rischio furto: il test su 76 nuove auto facili da rubare

L'esperienza non insegna: anche le nuove auto keyless si rubano facilmente. I dati del TCS su 76 modelli non lasciano dubbi

22 marzo 2017 - 16:59

Sono nuove, desiderabili e seducenti: le novità di questi mesi hanno tutto per conquistare gli automobilisti. Alfa Giulia, Ford Edge, Jaguar F-Pace, Seat Ateca, Fiat 124 Spider sono solo alcune della auto messe in commercio da poco ma l'elenco potrebbe continuare con compatte, berline e tanto altro. Auto senza dubbio sicure, ricche come sono di evoluti sistemi di assistenza alla guida (leggi della dotazione di sicurezza della Ford Edge 2.0 TDCi AWD Powershift provata su strada) ma quelle attive e passive non sono le uniche sicurezze che vorremmo sulle nostre automobili. La protezione contro i furti non è meno importante ma sembra che le Case la stiano prendendo sottogamba: è passato una anno da quando il TCS ha lanciato l'allarme e la storia si ripete identica nel 2017: le auto keyless sono facili da rubare, a prescindere dal prezzo!

COMODITÀ PERICOLOSA I sistemi Keyless entry sono piuttosto diffusi, a testimonianza di un certo apprezzamento del pubblico, e questa dotazione si sta estendendo un po' a tutti i segmenti. L'adozione del pratico “fob” è infatti piuttosto trasversale: oltre alle auto citate sopra lo troviamo nelle Clio, Mini Cooper S, Mazda 3, Eco Sport, Hyundai i10, e, all'altro estremo, nelle Lexus RX 450h, Audi R8 e BMW 740. Queste automobili sono tutte in un elenco di 76 modelli (il PDF con la lista è allegato) appena pubblicato dal TCS, il Touring Club Svizzero, e le auto nella lista tutte indistintamente sono apribili e avviabili (e quindi rubabili) ad opera di malintenzionati proprio sfruttando le vulnerabilità dei sistemi keyless. Il meccanismo d'azione è sempre lo stesso (leggi delle auto senza chiave che il TCS ha provato essere facili da rubare) e sfrutta il funzionamento delle auto “senza chiave”: il dispositivo portatile (fob, scheda, chiave) ha infatti un raggio d'azione di qualche metro e quella che è una comodità si trasforma in un Cavallo di Troia per i ladri, come potrete capire dal video qui sotto che riporta gli esperimenti fatti da ADAC per conto del TCS; il video è dell'anno scorso ed è purtoppo ancora attuale.

FACCIAMO UN PONTE PER RUBARE La modalità d'azione di questo tipo di furto si basa infatti su questi pochi metri di portata: nella scena della caffetteria si vede bene uno dei malintenzionati, seduto ad un tavolo vicino a quello dell'ignaro automobilista, che attiva un trasmettitore nascosto in una borsa. Il segnale captato dal fob viene trasmesso all'esterno, formando un “ponte radio” lungo anche 100 e più metri e che arriva facilmente al complice, piazzato nel parcheggio antistante il locale.

Anche il complice ha un ricevitore-trasmettitore perché il ponte dev'essere bidirezionale: il sistema dell'auto riceve il segnale del fob e a sua volta ne lancia un altro verso il fob, sempre per mezzo del bridge truffaldino: la chiave approva e a questo punto la “stretta di mano” è completata. L'automobile quindi sblocca le portiere e si predispone alla partenza: il complice sale a bordo, preme il pulsante di avviamento e se ne va indisturbato. In pratica l'auto “pensa” che il fob sia a pochi metri e contro questo sistema risulta inefficace anche la generazione di codici pseudocasuali pur sofisticati (leggi della falla nei codici che ha messo a rischio 100 milioni di auto) perché il “ponte” li trasmette semplicemente senza generarli.

SOLUZIONI POSSIBILI Il TCS è abbastanza critico verso i Costruttori, dato che le vulnerabilità sono le stesse rilevate l'anno scorso, e li invita a”migliorare la protezione antifurto delle auto munite di sistemi 'Keyless'. Permanendo un rischio di furto elevato per le auto dotate di sistema keyless, il TCS raccomanda di rinunciare a questo accessorio. Anche se certi sistemi keyless possono essere disattivati, è poco sensato pagare alcune centinaia di franchi in più per questo accessorio per poi disinserirlo”. Sappiamo che una soluzione consiste nell'isolare il fob con un involucro di materiale conduttore, in modo che i suoi segnali non si propaghino, ma il TCS giudica gli astucci schermanti o un casalingo foglio di alluminio poco affidabili e cita una non meglio specificata “pulce” temporizzata che interrompa il segnale dopo qualche tempo. Il TCS cita anche il rimedio della SPF di Zurigo: un algoritmo intelligente che permetta al veicolo di riconosce un'eventuale “deviazione” del segnale della chiave e quindi rifiutare l'apertura delle portiere (il sistema Volvo che usa lo smartphone come chiave dovrebbe essere affidabile, se il cellulare non si scarica). In effetti il percorso di 100 metri, moltiplicato per 3, potrebbe introdurre un ritardo avvertibile nel segnale di conferma, facendo scattare un campanello d'allarme. 

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