La precedenza ai soccorsi può salvare il 40% in più. Gli esempi in Europa

Cosa fare quando arriva l'ambulanza e siamo nel traffico? Ecco le indicazioni e gli esempi dai Paesi europei dove il tunnel di sicurezza lo fanno bene

27 settembre 2018 - 13:37

Ci sarà capitato di assistere ad un incidente in autostrada. Si innescano subito code chilometriche e c'è grande difficoltà per i mezzi di soccorso nel raggiungere il luogo dell'impatto. Eppure queste situazioni non si verificherebbero se gli automobilisti si attenessero a due semplici accortezze; rispetto delle distanze di sicurezza e formazione del corridoio di emergenza per agevolare l'arrivo dei soccorsi. Eppure tra gli Stati dell'Unione europea non tutti si attengono a queste misure di buon senso. In Italia, come anche in Slovacchia, i soccorritori sono costretti a farsi largo tra le auto assiepate sulle carreggiate. I ritardi, in questi casi, possono costare davvero caro.

COSA SI INTENDE PER CORRIDOIO DI EMERGENZA Quando si verifica una collisione stradale, l'accesso al luogo dell'incidente può essere ostacolato dalla congestione del traffico. Ambulanze e Vigili del Fuoco devono essere in grado di raggiungere i feriti nel minor tempo possibile. Per questo motivo alcuni paesi europei hanno adottato leggi sui corridoi di emergenza per obbligare i conducenti a seguire condotte specifiche in tali situazioni. I driver in alcuni Stati membri dell'UE (Finlandia, Francia, Spagna e Regno Unito) devono fare strada ai veicoli di emergenza che procedono a sirene spiegate posizionandosi laterlamente. In altri Stati membri, come Italia e Slovacchia, a regolare queste situazioni e soltano il buon senso degli automobilisti (Leggi corridoio d'emergenza l'esempio della Polonia). Un corridoio di emergenza è, quindi, una corsia libera destinata ai veicoli impegnati in operazioni di soccorso. Il corridoio deve essere creato per consentire il transito di mezzi che possono raggiungere i 3 metri di larghezza.

IMPORTANZA DEL CORRIDOIO Nonostante le principali arterie a scorrimento veloce siano provviste di corsia di emergenza i mezzi di soccorso potrebbero non passarci. Se pensiamo, ad esempio ad una autoscala dei pompieri, questa può facilemente raggiungere i 3 metri di larghezza. In aggiunta a ciò, in alcune regioni europee l'infrastruttura stradale potrebbe essere sprovvista di corsia dedicata ai mezzi di soccorso. Come confermato dagli studi condotti dall'European Transport Safety Council, la formazione l'incolonnamento laterale del traffico agevola i soccorsi con ripercoussioni importanti sulle sorti dei feriti. E' provato che il corridoio di emergenza correttamente formato innalza, fino al 40%, le possibilità di sopravvivenza delle vittime di un incidente.

AUTOMOBILISTI RESPONSABILI Importante diffondere correttamente, tra gli automobilisti, tutte le informazioni necessarie su quanto previsto dalla normativa vigente in materia di corridoi di emergenza; imprescindbile sapere come formarli e quale lato della strada occupare. Una volta che il livello di consapevolezza tra la popolazione aumenta, i conducenti meno informati possono imparare da quanti agiscono correttamente nel traffico congestionato. È fondamentale che tutti i conducenti rispettino la legge, ove prevista, in quanto questa particolare misura è funzionale solo se tutti i conducenti rispettano (Leggi cosa prevede il Codice della Strada in materia). Persino un solo veicolo può bloccare l'intero corridoio.

 

1 commento

Paoblog
14:25, 27 settembre 2018

Driver? Evitiamo gli anglicismi inutili. Scrivere conducenti e/o conducenti non era fattibile?

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