Inquinamento: l'incontro ministero-Comuni è un bluff colossale

Lo smog è alle stelle, ma per il ministro Galletti: "È colpa della pioggia se i blocchi non servono a nulla" e riconvoca i sindaci

2 febbraio 2016 - 8:00

Ci sono due tipi di inquinamento. Quello atmosferico e quello dovuto alle parole, agli annunci, alle promesse della vecchia politica italiana che – dopo tavole rotonde e riunioni fiume – non ottiene risultati. A fine 2015, ministero dell'Ambiente, Regioni e Comuni hanno firmato il protocollo anti-smog. Che non vincola i Comuni. I tipi di misure quelle da mettere in atto subito (emergenziali), e quelle a lungo termine. Si è addirittura creato un Comitato di coordinamento ambientale e una task force fra sindaci delle Città metropolitane e i presidenti di Regione, presieduta dal ministro dell'Ambiente: “È una grande alleanza, è un grande successo da ascrivere a Regioni, Comuni e al ministero”, aveva detto il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. In caso di sforamento per più di 7 giorni consecutivi dei limiti di PM10, quali: l'abbassamento dei limiti di velocità di 20 km/h in aree urbane estese al territorio comunale (30 km/h anziché 50 km/h, vedi qui). Più sistemi di incentivazione per l'utilizzo dei trasporti pubblici e della mobilità condivisa, e altro ancora. Condividendo le azioni, omogenee a livello regionale. Ma adesso, a febbraio, cosa è stato realizzato per migliorare l'aria?

POCA ROBA – Il primo elemento che emerge è questo: ogni Comune si regola come crede. Con Milano che chiede ai Comuni dell'hinterland di seguire il proprio esempio (vedi qui), sulla scorta dell'accordo (vincolante? fino a che punto?) firmato in Provincia tempo addietro. Ma adesso la Provincia non c'è più; se già prima i Comuni limitrofi erano restii a seguirlo, figuriamoci adesso che ci sono le Città metropolitane in Italia. Per non parlare dei vari blocchi del traffico, con modalità diverse, con lo stop a vetture di classe Euro differenti a seconda dell'area.

DECIDONO I SINDACI – Quel protocollo firmato da ministero e Comuni venne annunciato in pompa magna, e poi presentato con tanto di slide mirabolanti sul sito ministeriale. Peccato che non sia vincolante, che i Comuni siano liberi di agire come credono, che nella stessa zona ogni ente adotti provvedimenti diversi. Qualcuno ha sentito parlare, in modo concreto e omogeneo nella regione, di limitazioni agli impianti a biomassa laddove ci siano altre forme di riscaldamento? E di sconti sui mezzi pubblici? E di limiti di velocità ridotti di 20 chilometri orari nei centri urbani

DALLA GRANDE ALLEANZA AL GRANDE BLUFF – Quella che il ministro Galletti aveva definito “la grande alleanza”, in riferimento al protocollo, è in realtà “il grande bluff”. Di una politica parolaia. Solo su un punto c'è convergenza d'intenti fra i sindaci: bussare a quattrini alla porta del Governo. Ammontano a 405 milioni di euro le risorse programmate e disponibili per la strategia di medio periodo contro lo smog nelle grandi città: 35 milioni sono per la mobilità sostenibile casa-scuola, casa-lavoro, car e bike sharing, pedibus, 50 milioni per la realizzazione di reti di ricarica elettrica, 250 milioni per l'efficienza energetica in scuole, strutture sportive e condomini, 70 milioni per riqualificazione degli edifici della pubblica amministrazione centrale. Ecco, i Comuni attendono quel denaro, e già tirano per la giacca Galletti.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Pressione pneumatici invernali: perché le gomme si sgonfiano col freddo

Automobilisti senza cintura multa

Automobilisti senza cintura: una multa ogni cinque minuti

Furti auto: i 10 modelli più rubati al 2019