Incidente con cane randagio

Incidente con cane randagio: si può avere un risarcimento?

Come comportarsi in caso di incidente con cane randagio? Si può avere un risarcimento per i danni subiti? E da chi? La risposta a tutte le domande.

4 ottobre 2019 - 20:35

È un’eventualità più comune di quanto si pensi visto l’alto numero di animali randagi che imperversa sulle strade italiane. In caso di incidente con un cane randagio che ha causato danni a persone e/cose, si può ottenere un qualsivoglia risarcimento? E da chi? Belle domande, tornate tra l’altro d’attualità dopo una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha fissato alcuni paletti per la richiesta di indennizzo complicando non poco la vita agli automobilisti.

INCIDENTE CON CANE RANDAGIO E LE ASSICURAZIONI

Da un punto di vista assicurativo ci sono poche possibilità di ottenere un risarcimento per un incidente provocato da un cane randagio. Il motivo è presto detto: la collisione con un cane randagio è un evento troppo imprevedibile; inoltre la diffusione del fenomeno del randagismo non incoraggia a confezionare polizze ad hoc, che risulterebbero poco convenienti per le compagnie assicurative. Anche le coperture esistenti risultano inefficaci. La garanzia kasko in effetti protegge pure dagli urti contro ostacoli mobili e fissi (e fino a prova contraria un cane è un ostacolo mobile), ma di solito gli impatti con gli animali sono esclusi. Ci sono poi alcune compagnie che propongono una garanzia accessoria che tutela in caso di collisione con animali selvatici (a volte è una semplice estensione della polizza eventi naturali), ma generalmente la definizione ‘animali selvatici’ non comprende i cani randagi.

INCIDENTE CON CANE RANDAGIO: RESPONSABILITÀ DI ASL E COMUNI

Quindi non c’è nessuna possibilità di ottenere un risarcimento per un sinistro con un cane randagio? Le cose non stanno proprio così. La legge quadro n. 281/1991 fa infatti piena luce su questo punto disponendo che “la responsabilità per i danni causati dai cani randagi spetta esclusivamente all’ente cui è attribuito dalle singole normative regionali il compito di prevenire i pericoli connessi al randagismo, e quindi il compito della cattura e della custodia dei cani vaganti o randagi”. La legge quadro, quindi, non indica direttamente l’ente competente in materia di randagismo. Ma in tutte le regioni è prassi comune affidarsi alle ASL, a cui spetta perciò l’onere di assumersi la responsabilità di catturare e custodire i cani randagi. A seconda del regolamento di ogni regione, la responsabilità può però estendersi in via solidale anche ai singoli comuni. Che, ricordiamolo, detengono il potere di controllo e di vigilanza sul territorio e hanno altresì l’obbligo di munirsi di canili e ristrutturare quelli già esistenti.

INCIDENTE CON CANI RANDAGI: COSA FARE PER OTTENERE IL RISARCIMENTO

Individuato l’ente responsabile, che, come abbiamo visto, può essere l’ASL, il Comune dove si è verificato il sinistro o entrambi (dipende dalla normativa regionale), il proprietario dell’auto scontratasi con il cane randagio per ottenere il risarcimento deve presentare relativa richiesta all’ente o agli enti proposti allegando tutta la documentaristica necessaria. Che deve necessariamente comprendere la denuncia del fatto alle forze dell’ordine con la precisa descrizione dell’incidente; le foto della macchina incidentata e, se possibile, anche dell’animale coinvolto; eventuali certificati medici se ci sono stati dei danni fisici al conducente e/o ai trasportati; generalità dei testimoni (se ci sono); fatture dei costi sostenuti per la riparazione dell’auto e per le cure mediche; importo dell’indennizzo richiesto. Fino a non molto tempo fa l’ente chiamato in causa poteva appigliarsi a pochi pretesti per non pagare. Cercando di dimostrare per esempio l’assoluta accidentalità dell’evento, non ascrivibile alla responsabilità di nessuno ma dovuta a circostanze totalmente imprevedibili. Ma, come anticipavamo all’inizio, una recente pronuncia della Cassazione ha parzialmente cambiato le carte in tavola.

INCIDENTE CON ANIMALE RANDAGIO: PER IL RISARCIMENTO BISOGNA DIMOSTRARE UN COMPORTAMENTO COLPOSO

Con l’ordinanza 11591 del 2018, la Suprema Corte ha infatti precisato che per essere risarciti dei danni subiti a causa di un incidente con un cane randagio, non basta più individuare l’ente competente in materia di randagismo. Ma bisogna dimostrare una sua specifica colpa od omissione. La responsabilità dell’ente deve quindi dipendere da un suo comportamento colpevole e non da una responsabilità oggettiva. Ovviamente, giusto per complicare ulteriormente le cose, è l’automobilista danneggiato a doversi far carico di attestare il comportamento colposo della ASL o del Comune, o di ambedue. Provando per esempio che c’erano state specifiche segnalazioni della presenza abituale di uno o più cani randagi nel luogo dove poi si era verificata la collisione, e che nonostante ciò nessuno degli enti preposti si era adeguatamente attivato per risolvere la situazione.

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