Il futuro è nella connettività: BMW a tutto gas nell'auto digitale

Il marchio luxury più grande al mondo è convinto che il business digitale sarà uno dei più importanti nel futuro dell'automotive

18 settembre 2015 - 16:11

Motori raffinati, interni di pelle pregiata, finiture impeccabili, meccaniche sofisticate e servizi al cliente impeccabili: l'identikit di un marchio premium sembra essere completo. Invece qualcosa manca ancora e, nella visione di BMW, questo qualcosa è il lato digitale del business.

ENTRARE NELLE DIGITAL FEATURES – A margine del Salone di Francoforte ci sono state diverse dichiarazioni in tal senso da parte di esponenti del board della casa bavarese. Come non ricordare, per esempio, l'apertura di BMW nei confronti di Apple pronunciata dall'AD di BMW di recente nomina Harald Krüger? Il pensiero di Krüger fa emergere ancor di più una verità consolidata: l'automotive è ormai inestricabilmente intercciato con l'elettronica e BMW lo sa bene, avendo portato Internet nelle sue auto. Un altro membro del board BMW, Ian Robertson, responsabile di vendite e marketing, ha infatti dichiarato ieri come la domanda finale per i costruttori e le aziende tecnologiche – sulla scorta di quello che Google sta facendo in questo campo – coinvolte nelle autonomous cars sia ormai: “la tua auto sta imparando?”. È infatti fuori di dubbio come i giganti dell'elettronica stiano considerando l'industria automobilistica come una nuova fonte di profitti. Ma lo step-up nel digitale non è soltanto questo dato che, per BMW, il maggior fattore di cambiamento per l'automotive è oggi l'ambiente digitale nel suo complesso, comprese le sue ricadute nel retail.

NUOTARE NEL MARE DIGITALE – Robertson ha rafforzato il concetto, ritenendo come oggi il vero catalizzatore dell'innovazione sia proprio il mondo digitale e riferendo che BMW ha intenzione di padroneggiarlo in tutti i suoi aspetti, dal comportamento dei clienti all'environment della vendita. I consumatori potranno godere di una maggiore focalizzazione sui servizi a loro dedicati, resi più trasparenti ed efficienti, mentre una connettività sempre migliore e persino la guida autonoma si intrecceranno in tutte le prossime architetture delle auto BMW. Un altro tema importante è quello che saranno capaci di fare le auto nei confronti di quel mondo digitale a loro esterno (fino a quando rimarrà tale?). Una delle domande sullo sfondo è: l'industria automobilistica e quella informatica potranno convergere? e la risposta che dà Robertson, neanche troppo inaspettata, è positiva, anche alla luce delle tendenze che si delineano già oggi: il settore automotive sta infatti dimostrando di essere in grado di “innestarsi” con l'IT. La nuova Serie 7, la più tecnologicamente avanzata auto BMW, incorpora una quantità di linee di codice definita da Robertson “mind-blowing”, software necessario per implementare le sue avanzate caratteristiche di guida semi autonoma, fra le quali c'è anche il parcheggio con il guidatore fuori dell'abitacolo.

UN FIUME DI ELETTRONI – I transistor ed i circuiti integrati sono in realtà presenti in forze da decenni, con la diffusione delle accensioni elettroniche prima e dei sistemi di iniezione e gestione del motore poi. La diga che separava il “metallo” dal software si è poi rotta definitivamente con l'avvento dei bus di derivazione informatica, uno standard planetario che rende digitale anche la gestione di spie, ventilatori, climatizzatori, lunotti termici e tutte le altre utenze del veicolo. Il fiume dell'elettronica a quel punto ha potuto scorrere liberamente dentro i veicoli ed era inevitabile che sentisse il richiamo del mare informatico, un Oceano che porta molte cose positive, come la possibilità di aggiornare le caratteristiche e le funzioni delle auto, e anche le tempeste della pirateria hacker. La marcia di avvicinamento fra l'automotive e l'IT è segnata anche dalle storie professionali dei suoi protagonisti: in questo post sui nuovi manager delle auto potrete leggere anche di Alan Mulally che, dopo aver indirizzato Ford verso i servizi online, tramite le piattaforme Sync, è approdato al board di Google certamente non per caso.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Esame patente: come funziona e quanto costa nei vari Paesi del mondo

Taxi NCC Decreto Cura-Italia

Decreto Ristori: indennizzi anche per taxi e NCC, ecco quali

Cambio gomme invernali: solo il 34% va in officina in Germania