Apple, BMW & Co: al centro degli accordi c'è la guida autonoma?

BMW apre ad Apple e Tom Tom, alleata di Bosch, presenta la prima mappa per la guida autonoma: l'automotive prepara cambiamenti profondi a Francoforte

15 settembre 2015 - 14:57

Francoforte inizia bene, fra una pioggia di novità e grandi manovre fra i produttori: di auto, certamente, ma anche dell'elettronica di consumo e del software. Un esempio per tutti: Harald Krüger, nuovo AD di Bmw (è stato nominato a maggio) ha aperto ufficialmente alla Mela rispondendo ad una domanda su una possibile partnership con Apple, che “BMW Group e Apple hanno un qualcosa che le rende simili. Si tratta di due aziende con marchi forti”.

LE REGOLE (CAMBIATE) DEL GIOCO – Krüger, in occasione di un incontro alla vigilia del Salone di Francoforte, ha infatti dichiarato che la digitalizzazione cambierà il settore dell'automotive più di quanto possiamo immaginare oggi e che BMW dovrà “essere veloce in molti settori perché i nuovi player, consolidati come Tesla o novizi come Apple e Google, cambieranno radicalmente l'industria. BMW ha capito le nuove regole del gioco e lo vuole padroneggiare”. La stanchezza e lo stress hanno poi tradito l'AD di BMW, che ha avuto un malore proprio durante la presentazione delle novità, ma il messaggio è forte e chiaro: “il design e il marchio sono ancora importanti per un produttore premium come BMW. Tuttavia, guardando al futuro, il fatto che i veicoli abbiano le capacità di accedere al digital networking potrebbe diventare un motivo di acquisto almeno altrettanto importante”.

TRAVASI TECNOLOGICI NEI DUE SENSI – I giochi delle alleanze appaiono intricati: BMW fa infatti parte del consorzio di costruttori tedeschi che ha comprato Here da Nokia anche nell'ottica del non dover dipendere da Apple per la cartografia e i dati. Se, come si vocifera, BMW fornirà ad Apple il know-how telaistico/motoristico della i3 ricevendo da Cupertino soluzioni software, digitali e di connettività, quel che è stato messo alla porta potrebbe rientrare dalla finestra: vedremo cosa succederà. Questi argomenti non possono che essere molto presenti nell'esposizione IAA 2015, che ha come headline le semplici quanto pregnanti parole “Mobility Connects”. Parlando di connettività non si può non pensare alle automobili a guida automatica, che avranno bisogno di dati quanto, se non di più, necessiteranno di carburante. Ecco quindi la presentazione ufficiale, all'IAA di Francoforte, del primo frutto della rinvigorita alleanza fra Tom Tom e Bosch finalizzata alla guida autonoma, la mappa HDA ad alta precisione studiata appositamente per le driverless cars, che in questo modo “vedranno” anche oltre la portata dei loro sensori. La copertura è estesa a tutta la rete autostradale tedesca (24.000 km) e sono mappate in 3D le linee di mezzeria, quelle laterali, le banchine ed i guardrail, oltre ai limiti di velocità delle singole corsie e i vari tipi di delimitazione delle stesse.

TUTTO IN NOME DELLA GUIDA AUTOMATICA – L'abbondanza di queste informazioni permette già oggi di migliorare i sistemi cruise control adattivi (ACC, anche in funzione del risparmio energetico) e quelli contro il cambio di corsia oltre a migliorare la gestione predittiva dei powertrain. Sembra quindi che si stiano gettando basi serie e concrete per il “highly automated driving”, per usare le parole di Tom Tom. In effetti il gran parlare di auto che guidano da sole genera un po' di confusione: molti pensano che si potrà partire la notte, dormendo saporitamente mentre la vettura ci porta a destinazione ma questa visione non sembra realistica, se non altro per questioni legali e legislative piuttosto difficili da dipanare. Solo il tempo potrà dirà quanta sostanza c'è dietro annunci trionfalistici ma, probabilmente, velleitari in più di un caso e dettati dal desiderio di partecipare a un business che farà guadagnare molto.

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