Honda brevetta il cambio automatico a tre frizioni

Con una frizione in più Honda potrebbe avvicinare un cambio automatico classico ad un CVT, per migliorare l'efficienza

23 agosto 2016 - 11:30

Che da qualche tempo a questa parte i Costruttori stiano rincorrendo soluzioni sempre più complesse per sviluppare trasmissioni in grado di contenere i consumi non ci piove, ma un nuovo record è stato imposto da Honda: il brand giapponese ha depositato un brevetto per un cambio automatico che conta 11 rapporti e ben tre frizioni, “sfondando” il muro delle due che resisteva da tempo. Ci si avvicina sempre più alla concezione del cambio CVT.

IL BREVETTO HONDA In un'ottica di abbattimento di emissioni nocive e consumi Honda ha appena brevettato un cambio che potrebbe imporre un nuovo standard tecnologico per il futuro. All'ufficio brevetti giapponese, secondo quanto riportato dai colleghi di Auto Guide, il Costruttore nipponico ha messo sotto chiave un progetto che prevede una trasmissione automatica a 11 rapporti, non una novità in senso stretto poiché già Ford ha brevettato un sistema con il medesimo numero di marce (leggi del cambio ad 11 rapporti brevettato da Ford), e ben tre frizioni. Quest'ultimo dato è sicuramente quello più interessante, poiché è il fulcro del progetto: non è ancora stato reso noto il preciso funzionamento, ma la terza frizione dovrebbe servire a ridurre il calo di giri fisiologico che c'è nel passare da un rapporto al successivo, avvicinando sempre più un cambio di tipo tradizionale ad un cambio continuo CVT.

LA DIFFERENZA CON UN CAMBIO CVT La differenza tra un cambio di tipo tradizionale ed un cambio CVT sta nel numero di rapporti a disposizione, che nel primo caso è fisso e limitato mentre nel secondo caso è variabile e pressappoco infinito tra il valore minimo ed il valore massimo consentito dalle pulegge (leggi la prova su strada della Toyota Prius con cambio CVT). In entrambi i sistemi l'idea di fondo è quella di mantenere il motore ad un numero di giri ottimale per sfruttarne la massima efficienza: il cambio CVT riesce in questa operazione semplicemente variando la disposizione delle pulegge in base alle condizioni di guida, così da garantire sempre la rotazione del motore al regime stabilito, il cambio che Honda ha brevettato sfrutterà il gran numero di rapporti fissi a sua disposizione e la terza frizione per simulare lo stesso funzionamento. Il perché ci sia la necessità di adottare un cambio così complesso (Honda) quando esiste una soluzione già rodata e commercializzata che permetta di raggiungere quasi lo stesso scopo è d'obbligo chiederselo, ma la risposta non è del tutto scontata. Il difetto del cambio CVT, se vogliamo immaginarlo anche semplicemente sul piano marketing, è che non fa avvertire il cambio marcia ma restituisce la sensazione di essere su un'auto che abbia un solo e lunghissimo rapporto, come uno scooter. Questo destabilizza alcuni utenti, che quindi preferiscono dei cambi tradizionali. Resta comunque inteso che un cambio ad 11 rapporti e con una tripla frizione è insito di una complessità costruttiva forse oltre il limite dell'accettabile, poiché è cosa risaputa che la meccanica può fallire e che più componenti sono chiamate in gioco e più è facile che ciò avvenga, senza considerare l'aggravio di costo in fase di acquisto auto e di peso in ordine di marcia.

SEMPRE PIU' MARCE SULLE AUTO Non è chiaro su quali auto Honda sia intenzionata ad utilizzare il cambio appena brevettato – sarebbe da immaginare su auto ad alte prestazioni, fattore che permetterebbe di trovare un senso all'idea poiché il cambio CVT non potrebbe sopportare potenze particolarmente elevate – ma fatto sta che la corsa ai rapporti pare non fermarsi. Ormai sono di largo utilizzo già i cambi a 9 rapporti con Mercedes, Jeep ed FCA per citarne alcune (leggi la prova su strada della Fiat 500X con cambio a 9 rapporti) e nei piani di Volkswagen e GM c'è un 10 rapporti (leggi della necessità o meno di un cambio 10 rapporti): fortuna che viene tutto gestito da un computer di bordo e non da una schiera chilometrica di innesti manuali.

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