Cambio automatico a 10 rapporti: necessità o marketing?

Un cambio a 9 marce era impensabile solo pochi anni fa, ora sono addirittura superati con l'arrivo di unità a 10 marce. Ma a cosa servono?

25 marzo 2016 - 13:55

In quella che sembra una gara a chi ha più marce si inserisce il cambio 10 rapporti che alcuni brand hanno cominciato a proporre, come GM sulla nuova Chevrolet Camaro ZL1 presentata al Salone di New York – scopri le novità per l'Europa – o Ford sulla F-150 Raptor. Altri brand non sono andati oltre le 9 marce, forse un traguardo già troppo estremo. Servono davvero 10 rapporti? C'è anche chi andrebbe oltre.

CHI VUOLE LA DOPPIA CIFRA  Tra i brand che hanno puntato ad avere un numero di rapporti in doppia cifra ci sono General Motors, Ford e Volkswagen (ma di recente sembra averci ripensato), che per giunta hanno dichiarato da tempo gli sviluppi in atto e quindi hanno semplicemente mantenuto fede alla parola data. Certo è che sul piano marketing fa un bell'effetto leggere in una scheda tecnica “cambio automatico a 10 rapporti”, ma poiché la meccanica esula dal semplice marketing la perplessità sulla reale e tangibile utilità del 10 marce, per il cliente comune, sorge spontanea. C'è poi da aggiungere che un costruttore specializzato come ZF Friedrichshafen ha deciso volontariamente di fermarsi a 9 rapporti, così come altri costruttori hanno scartato l'idea di fare il balzo a 10 (noi abbiamo provato la Jeep Renegade con il cambio a 9 rapporti, la trovi qui).

PIU' OCCHIO AI CONSUMI, MENO A CHI GUIDA Per riuscire a dare un quadro completo su questa tipologia di cambio bisogna innanzitutto capire il perché i costruttori stiano puntando ad avere sempre più marce. La risposta è semplice, in realtà, ed alla portata di chiunque conosca il meccanismo che governa la trasmissione in generale: i consumi. Con un occhio sempre più attento proprio ai consumi e (soprattutto) alle emissioni di CO2 si punta a ridurre costantemente il regime di rotazione medio del motore, cercando di sfruttare ugualmente il range di coppia disponibile. Da anni case coreane e giapponesi hanno puntato l'occhio al cambio continuo, in sintesi un meccanismo che varia costantemente per far girare sempre il motore al regime di coppia massima ma, essendo “il resto del mondo” deciso a mantenere i rapporti fissi, si sta cominciando a convergere su una situazione nella quale un classico doppia frizione ha così tante marce da comportarsi come un cambio continuo. I paddle al volante a corredo di ognuna di questa trasmissioni permettono al guidatore anche di scegliere in autonomia la marcia, entro i limiti consentiti dall'elettronica, ma immaginatevi a premere in rapida sequenza nove volte la levetta destra per passare dalla prima alla decima…

FORD IMMAGINA QUELLO A 11 E se un costruttore decidesse addirittura di andare oltre le 10 marce? Ford ha depositato un brevetto per un'unità che punta gli 11 rapporti (ne parliamo qui), ma la convenienza del suo utilizzo comincia a non essere così scontata come si può credere. Per adesso è solo un brevetto, non c'è ufficialità, ma c'è da specificare che una tale unità innanzitutto pesa di più, dato relativamente importante per l'automobilista medio che usa l'auto per il tragitto casa-lavoro-casa, poi potrebbe cominciare a scarseggiare in termini di affidabilità, considerando la complessità progettuale. Tutto questo senza parlare dei costi di sviluppo. Insomma 9 marce sembravano il giusto compromesso, tesi portata in alto da esperti del settore, ma ci si è voluti spingere oltre e così vedremo a breve su strada Cadillac ATS o Escalade, Chevrolet Tahoe e Camaro con 10 rapporti: la contromossa, ora, spetta solo a Ford.

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