Guida senza patente: la depenalizzazione scatena polemiche

Guidare senza patente non è più reato: la multa però raddoppia a 5.000 euro. Confarca molto critica

18 gennaio 2016 - 11:00

È entrata in vigore la norma che ha depenalizzato l'articolo 116, comma 15, del Codice della Strada: prima chi guidava senza patente perché mai conseguita, oppure revocata o sospesa subiva una multa di 2.257 euro, e veniva denunciato (aveva commesso un reato). Ora (o meglio, dalla pubblicazione del decreto legislativo in Gazzetta Ufficiale), stando al volere del Governo Renzi, non verrà più denunciato: niente reato, solo un illecito (vedi qui). Al posto della denuncia, ci sarà un verbale di 5.000 euro, ossia circa il doppio di prima. La nuova regola sta scatendando un putiferio.

CONFARCA ALL'ATTACCO – Secondo Paolo Colangelo, presidente di Confarca (Confederazione autoscuole riunite e consulenti automobilistici), la depenalizzazione della guida senza patente “è un errore. La maggior parte delle persone che in Italia guidano senza patente è senza fissa dimora, spesso risulta nullatenente e dunque non in grado di pagare una multa. In questo modo, si darà il via libera a un'ulteriore impunità di cui godranno quei soggetti, spesso immigrati, che continueranno a guidare senza documenti e che non pagheranno mai un verbale così salato”.

NORMA PERICOLOSA? – La depenalizzazione della guida senza patente, che diventa un illecito amministrativo sanzionabile con una pena pecuniaria di 5.000 euro, e non più considerata un reato perseguibile con una sanzione penale, secondo Confarca è pericolosa: “Basta dare un'occhiata alle statistiche per rendersi conto che il più delle  a commettere questo reato sono soggetti che non hanno alcun interesse ad avere la patente, figuriamoci poi a pagare multe così salate”.

QUALCOSA NON QUADRA – C'è chi vede la depenalizzazione della guida senza patente in contrasto con il futuro reato di omicidio stradale. Da una parte, il Governo dà un assist ai nullatenenti che si mettono al volante senza i documenti; dall'altra, con l'omicidio stradale, pare combattere quegli stessi guidatori che sono mine vaganti sulle strade. Chissà: forse un sacrificio necessario per svuotare le galere, e combattere il sovraffollamento carcerario, e diminuendo il lavoro a carico del sistema penale: almeno questo pare essere l'obiettivo del Governo. Che, in materia di sicurezza stradale, pare non avere le idee molto chiare: prima un omicidio stradale che da doloso (volontario) diventa colposo (per imprudenza, vedi qui); poi l'ergastolo della patente che scompare (vedi qui); quindi, la depenalizzazione della guida senza patente, passando per il tanto atteso decreto che regola i proventi da autovelox (vedi qui), sino alla riforma del Codice della Strada, che da anni marcisce in qualche cassetto (vedi qui). Tanti annunci, pochissima sostanza: un Esecutivo che, in termini di sicurezza stradale, pesa come una piuma. Senza dimenticare la malinconica telenoleva Aci (PRA)-Motorizzazione, che ha portato al nulla (vedi qui). In compenso, il bollo per le auto storiche è legge (vedi qui), col Governo attentissimo affinché le Regioni si adeguino in fretta.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Bambini a rischio sugli scuolabus: la tecnologia V2X potrebbe salvarli

Monopattini in sharing

Monopattini in sharing: chiesta la rimozione per elevato rischio di contagio

Acquisto auto online: lo farà il 10% degli italiani entro il 2030