Ergastolo della patente: un polverone inutile

Polemiche attorno al disegno legge sull'omicidio stradale: eliminato l'ergastolo della patente. In realtà, è un provvedimento giusto

29 aprile 2015 - 9:00

Il disegno legge per introdurre il reato di omicidio stradale perde un pezzo: l'ergastolo della patente. In definitiva, il nuovo ddl in discussione in parlamento prevede che, se un automobilista ammazza qualcuno in un sinistro, ponendosi consapevolmente alla guida ubriaco o sotto effetto di stupefacenti, verrà accusato di omicidio stradale. Quasi volontario. Un reato che prende il posto, nelle intenzioni del ddl, dell'omicidio colposo, per imprudenza e imperizia: quest'ultimo ha pene meno severe dell'omicidio stradale. Invece, quel guidatore potrà continuare a guidare, perché non gli verrà tolta la patente a vita, ossia non subirà l'ergastolo della patente.

UNA LUNGA STORIA – Nel disegno legge depositato il 20 giugno 2013 al senato (e di cui si parla dal 2010), l'articolo 6 comma 1a era dedicato all'impossibilità di conseguire nuovamente la licenza di guida da parte di chi fosse stato (definitivamente) condannato per il nuovo reato di omicidio stradale. Quell'ergastolo della patente chiesto dalle associazioni dei parenti delle vittime della strada che avevano manifestato in tutta Italia lo scorso 24 marzo. Il 21 aprile, durante la sessione della commissione giustizia che discute il disegno di legge, sono state depennate tutte le modifiche al codice della strada che prevedevano l'ergastolo della patente.

SENTIAMO LE RAGIONI – Il relatore Giuseppe Luigi Cucca (Pd) prima annuncia di aver presentato un nuovo testo, fra le cui modifiche c'è anche la cancellazione dell'ergastolo della patente, e poi “esprime forti perplessità sull'eventuale inserimento di una revoca permanente della patente come pena accessoria alla condanna”, in quanto un simile meccanismo sanzionatorio, per la definitività dei suoi effetti, non gli appare difendibile sul piano della legittimità costituzionale. La commissione gli ha dato ragione, se è vero che ha accettato di adottare il nuovo testo proposto da Cucca.

POLEMICHE, MA… La modifica ha suscitato polemiche, anche in ragione delle parole del dicembre 2014 del premier Matteo Renzi, registrate in un video indirizzato alla famiglia di Lorenzo Guarnieri, morto in un incidente: “Il tempo dell'impunità è finito. L'omicidio stradale e l'ergastolo della patente sono interventi che il parlamento ha iniziato ad affrontare”. Lasciando intendere che, in caso di mancata conversione del ddl, potrebbe essere il governo a scendere in campo con un decreto. In realtà, l'eliminazione dell'ergastolo della patente pare a SicurAUTO.it corretta. Prima di portare ancora avanti il ddl e di fare la legge, è meglio “coprirla” dal punto di vista costituzionale. Altrimenti il rischio è che, fatta la legge, venga poi dichiarata non costituzionale, magari per la lesione del diritto alla mobilità. L'errore, semmai, è di chi ha scritto il ddl, non di chi lo sta modificando. Resta poi, in parallelo, il ddl del nuovo codice della strada, e magari lì si potrà pensare a un allungamento della sospensione della patente, anche per 20 anni, così che il conducente beccato ubriaco alla guida non possa nuocere per quell'arco di tempo, e senza incorrere in difetti di incostituzionalità. E comunque, l'ergastolo della patente o una lunga sospensione “fanno il solletico” agli ubriachi e ai drogati che ammazzano in auto: non è certo l'ergastolo della patente a essere il punto chiave del ddl, ma l'omicidio stradale stesso.

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