Guida autonoma: via ai test in California, ma quasi nessuno è interessato

È in vigore la norma per effettuare test pubblici di guida autonoma in California, solo un'azienda richiede i permessi, colpa dell'incidente di Uber?

4 aprile 2018 - 13:44

Forse non è ancora il tempo della guida autonoma, l'ennesima conferma arriva dalla California dove è appena entrata in vigore la normativa che regola i test su strade pubbliche. Eccezion fatta per un'azienda, nessuno ha richiesto i permessi per avviare la sperimentazione nonostante siano state concesse già più di 50 licenze. Forse spaventati dall'incidente mortale di Uber degli ultimi giorni, forse non ancora pronti per fare il grande passo, fatto sta che i costruttori prendono tempo prima di immettere su strada i propri veicoli driver-less.

AUTORIZZAZIONI Va detto sicuramente che non sarebbe stato possibile vedere già oggi in circolazione auto a guida autonoma in California, c'è prima un attento percorso di valutazione da affrontare. La commissione ha tempo dieci giorni a partire dal 2 aprile, giorno di entrata in vigore della norma, per dare una risposta sulla completezza della domanda e solo in seguito valuterà l'idoneità del richiedente. Per quest'ultimo passaggio non sono previste scadenze, la commissione può prendersi tutto il tempo che necessita per capire se l'azienda che si propone per i test rispecchi i requisiti per ottenere il permesso (vedi qui quali sono); ricordiamo che esistono tre tipi di licenze: con conducente, senza conducente e messa in circolazione definitiva.

SOLO UNA RICHIESTA, COLPA DELL'INCIDENTE? Quella della commissione non è una decisione che può essere presa di getto, ci sono delle vite umane che potrebbero essere tirate in ballo e non è assolutamente il caso di agire in maniera frettolosa. E se già da principio era necessario essere scrupolosi, dopo il tragico incidente di pochi giorni fa lo sarà ancora di più: la morte di una donna causata da un veicolo driver-less di Uber (puoi vedere qui il video)ha sicuramente scosso la commissione invitandola ad una maggiore cautela sull'introduzione di veicoli a guida autonoma. Non sappiamo se questo abbia influito anche sui richiedenti perché in realtà le domande potevano essere inoltrate già dal 3 marzo, in ogni caso ad oggi è arrivata solo una richiesta di permessi, il DMV (Department of Vehicle Motors) della California non ha ancora reso noto quale azienda abbia inoltrato la richiesta e non lo farà fino a quando non sarà possibile rilasciare in via definitiva il permesso valido due anni e successivamente rinnovabile.

NON SOLO I VEICOLI Dopo quel 18 marzo Uber ha deciso di interrompere i test e di non rinnovare la licenza, la società di San Francisco sta collaborando con la polizia dell'Arizona per far luce sull'incidente di Tempe e ha comunicato la propria “consapevolezza di non avere veicoli a guida autonoma abbastanza sviluppati per essere messi in circolazione su strade pubbliche”. Anche gli altri costruttori allora potrebbero aver rivisto le proprie politiche di lancio della guida autonoma, probabilmente i loro veicoli, nonostante vantino un livello 4 o 5 (scoprili tutti qui)non sono pronti al grande esordio e incappare in un incidente come quello di Uber avrebbe grandi risvolti negativi in termini di immagine e non solo. Ma proprio dall'incidente emerge un altro aspetto che riguarda il “controllore non guidatore” del veicolo, apparso distratto nel momento della comparsa del pedone sul percorso – causa dello stress?. Considerando che la normativa prevede la presenza di persone specializzate sui veicoli a guida autonoma pronte a prendere il controllo della vettura in caso di pericolo, è possibile che le case non abbiano ancora ultimato la formazione e per questo stiano aspettando per presentare domanda.

TEST RIMANDATI Sembra assurdo pensare che nessuno abbia intenzione di avviare test concreti di guida autonoma su strade pubbliche, fosse solo per tutti gli investimenti che sono stati fatti dai costruttori e delle aziende interessate. Parliamo di affari dalla portata di miliardi di euro, Volkswagen, Mercedes, Tesla e Nissan sono solo alcuni dei nomi che figurano nella lista dei 52 che hanno già ottenuto una licenza per eseguire i test investendo il proprio denaro nello sviluppo di nuovi sistemi. Risulta ancor più difficile quindi credere che ora rimangano con le mani in mano e con i veicoli autonomi parcheggiati in garage; è evidente, anche loro si sono resi conto di non aver raggiunto la perfezione e non possono rischiare brutte figure, ma è solamente una questione di tempo.

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