Guida autonoma: negli USA il 71% è preoccupato dagli incidenti

1 persona su 5 è favorevole alla guida autonoma. E' quanto emerge da un'indagine USA sulla fiducia nelle auto driverless

15 marzo 2019 - 20:40

Il settore automotive si apre alla rivoluzione tecnologica più importante della sua storia. La guida autonoma e connessa rappresenta una sfida per tutti i costruttori ma restano davvero tante incognite senza risposta. Ecco che uno studio mette in luce che il 71% degli automobilisti non ha alcun interesse a salire a bordo di un veicolo a guida autonoma e si dice spaventato. A pesare in negativo sono stati gli incidenti che hanno coinvolto alcune vetture in fase di test; tristemente noto quello che ha visto un mezzo Uber investire ed uccidere un pedone negli Usa. Eppure, prosegue l’AAA, è tutta questione di fiducia perché il 68% dei driver che ha guidato con l’aiuto degli ultimi ADAS ha maggiore propensione a fidarsi di queste funzionalità rispetto ai conducenti che non le possiedono. Vediamo i dettagli.

QUESTIONE DI DIFFIDENZA

Il sondaggio svolto dall’istituto di ricerca AAA ha rilevato che il 71% delle persone ha paura di viaggiare a bordo di veicoli completamente autonomi. I dati indicano che il sentimento generale non è ancora tornato ai livelli precedenti agli incidenti che hanno coinvolto alcuni veicoli in fase di test; prima era “solo” il 63% a manifestare timori. Secondo lo studio la chiave per aiutare i consumatori a sentirsi maggiormente a proprio agio sui veicoli a guida completamente autonoma sarà il contatto vero con le auto autonome pronte per il commercio. Secondo Greg Brannon, direttore del dipartimento Automotive Engineering presso l’AAA: “Avere l’opportunità di interagire con la tecnologia dei veicoli parzialmente o completamente automatizzata contribuirà a rimuovere alcuni dei dubbi che hanno i consumatori e ad aprire la porta per una maggiore accettazione” (Leggi Seat punta sul futuro 5G).

IL SONDAGGIO

L’esperienza sembra, infatti, giocare un ruolo chiave nell’impatto delle nuove tecnologie sul mercato. Oggi molte auto circolanti sono dotate di sistemi avanzati di assistenza alla guida, i cosiddetti ADAS, il cui funzionamento si lega a molte tecnologie che vederemo sui veicoli completamente autonomi. Il recente sondaggio AAA ha rivelato che un’interazione regolare con gli ultimi sistemi ADAS come l’assistenza al mantenimento di corsia, il cruise control adattivo, la frenata automatica di emergenza ed il parcheggio automatizzato migliorano significativamente il livello di fiducia del consumatore medio. In media, i conducenti che hanno una di queste quattro tecnologie sulla propria auto hanno circa il 68% di probabilità in più di fidarsi di queste funzionalità rispetto ai conducenti che non le possiedono. Dallo studio emerge che gli americani sono ricettivi all’idea della tecnologia dei veicoli automatici in applicazioni più limitate. Circa la metà, parliamo del 53%, si troverebbe a proprio agio con forme di trasporto a bassa velocità e a breve distanza, mentre “solo” il 44% vede i buon occhio mezzi completamente autonomi per la consegna di cibo o pacchi. Sul trasporto persone solamente uno su cinque è favorevole alla guida autonoma (Leggi big data una risorsa ancora inesplorata).

I TIMORI

“Nonostante le paure ancora alte, lo studio AAA mostra anche che gli americani sono disposti a compiere piccoli passi verso l’integrazione di questo tipo di tecnologia nelle loro vite, ha continuato Brannon, il quale si dice comunque certo che “L’esposizione pratica in ambienti più controllati e a basso rischio accoppiati a un’educazione più forte giocherà un ruolo chiave nell’attenuare i timori riguardo alle auto a guida autonoma”. Attualmente, più della metà degli americani (55%) pensa che entro il 2029, la maggior parte delle auto avrà la capacità di guidare da sola. Insomma questo sondaggio, condotto a gennaio 2019 su un campione di 1.008 soggetti dai 18 anni in su, ci restituisce uno spaccato vero dell’opinione pubblica in uno dei paesi maggiormente esposto nel settore. Sarà veramente questione di tempo e fiducia? Non resta che aspettare.

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