#Guardalastrada: lo smartphone è pericoloso, ma non solo per i giovani

La campagna sulla sicurezza stradale ACI è giusta, ma fondata sul falso mito che solo i giovani si distraggono con il cellulare alla guida

15 luglio 2016 - 13:13

L'ACI ha lanciato una campagna di sensibilizzazione stradale contro l'utilizzo dello smartphone alla guida, che ad oggi diventa parte sempre più integrante della vita di tutti i giorni e crea di conseguenza distrazioni al volante. Testimonial d'impatto e canali di diffusione di #Guardalastrada puntano però solo alla fetta giovane degli automobilisti, come se i più “anziani” siano al riparo dalla tentazione di “smanettare” con il telefono alla guida.

MESSAGGIO GIUSTO, TARGET SBAGLIATO Con in primo piano l'attore Francesco Mandelli ed i canali social pronti al bombardamento mediatico parte la campagna promossa dall'ACI #Guardalastrada, che cerca di sensibilizzare i giovani a non usare lo smartphone durante la guida poiché crescente causa di incidenti, anche mortali. Non utilizzare il telefono alla guida è una prerogativa di tutti gli automobilisti, ed è assolutamente valida l'idea di una campagna che spieghi quanto dei secondi di distrazione dal guardare la strada possano essere fatali, ma il fatto stesso che questa punti esclusivamente ai giovani appartenenti alla fascia 18-29 anni crea un pericoloso equivoco: lo smartphone è appannaggio di tutta la popolazione, non solo di una ristretta fascia d'età, quindi sarebbe stato più opportuno contestualizzarla meglio e direzionare fondi e forze ad ampio spettro.

I GIOVANI CONOSCONO MEGLIO LE TECNOLOGIE Le perplessità che ci lascia una campagna del genere ci fanno pensare non solo ad un serie di risvolti non propriamente positivi della faccenda, ma anche al rafforzamento di un cliché non del tutto fondato. Partendo dal presupposto che i giovani non sono gli unici ad utilizzare smartphone alla guida ed a creare incidenti, ma anzi sono le fasce d'età più “esperte” ad aggiudicarsi questo primato negativo (leggi come non si parli degli over 30 che fanno più incidenti alla guida rispetto ai giovani), porre come indirizzo della campagna i 29enni potrebbe creare l'illusione, a partire da trentenni, di essere svincolati da questo messaggio e quindi di essere intrinsecamente “più bravi” alla guida. Completamente sbagliato, anche perchè l'utilizzo di cellulari mentre si guida mette in pericolo la vita di tutti, giovani e meno giovani, e noi lo condanniamo a prescindere dall'età. Tutto questo tralasciando il fatto che i ragazzi tra i 18 ed i 29 anni hanno spesso una maggiore abilità nel gestire le nuove tecnologie, smartphone in primis, fattore che li renderebbe paradossalmente più veloci nel controllare notifiche arrivate sul cellulare: le altre fasce d'età impiegano mediamente più tempo a percorrere le stesse operazioni e questo non solo non farebbe demordere dalla stessa volontà di controllare il telefono, ma potrebbe creare un'ostinazione ancora più pericolosa, poiché porterebbe il conducente a distrarsi dal guardare la strada per più tempo. Sottolineiamo, però, che anche l'ampia offerta di servizi e giochi attivi sui cellulari non rende di certo facile la sensibilizzazione, tanto che il recente rilascio dell'applicazione Pokèmon Go è stato già causa di un incidente stradale. La Polizia di Washington ha infatti mandato un tweet indirizzato ai cittadini: quando guidi non giocare!

LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO Ormai la tecnologia ha portato a garantire un interfacciamento completo dei sistemi infotainment delle auto con i dispositivi mobili, grazie al Mirror Link ed a sistemi operativi dedicati (leggi della sfida tra Android Auto e Apple Car Play), cosa che permette di gestire tutto, magari, comodamente dal volante. Anche qui la capacità e la velocità dei giovani di apprendere ed interiorizzare l'utilizzo di tali tecnologie potrebbe giocare un ruolo fondamentale, poiché incentiverebbe a non prendere fisicamente il telefono per compiere delle azioni, cosa che la minore inclinazione tecnologica degli over 30 potrebbe non garantire. In definitiva la sicurezza stradale è uno dei punti chiave da perseguire, ma quando vengono chiamate in causa realtà che ormai hanno preso un posto d'onore nella vita quotidiana di ognuno sarebbe il caso di non puntare il dito solo su minoranze, ma abbracciare l'utenza della strada in tutta la sua ampiezza.

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