GPL e Metano: nuovi incentivi 2016-18. La proposta di EcoGas

Secondo EcoGas, dopo lo scandalo diesel e i report dell'Agenzia europea dell'ambiente, è fondamentale il contributo di carburanti alternativi

4 dicembre 2015 - 9:00

Prima di parlare della proposta del Consorzio EcoGas è necessaria una premessa. Il 18 settembre 2015 è esploso lo scandalo dieselgate Volkswagen, uno tsunami (con gli ossidi di azoto protagonisti) la cui portata non è ancora conosciuta: potrebbe allargarsi ulteriormente, tanto che si sta affiancando un emissiongate (quest'ultimo riguarda le emissioni di anidride carbonica). In parallelo, l'Agenzia europea dell'ambiente ha snocciolato dati drammatici, in particolare per quanto riguarda lo smog in Italia: vedi qui. In questo contesto, arriva la soluzione avanzata da EcoGas.

ESENZIONE BOLLO – Secondo il Consorzio, l'emergenza sanitaria legata all'inquinamento atmosferico richiede azioni concrete per salvaguardare la qualità dell'aria, in vista dell'approvazione della Legge Stabilità 2016, alla quale sono stati presentati alcuni emendamenti che propongono l'esenzione per tre anni dal pagamento della tassa automobilistica per i veicoli leggeri a basso impatto ambientale di nuova immatricolazione e trasformati a gas. Due gli interventi proposti: a favore delle vetture nuove a trazione ibrida, a doppia alimentazione benzina/GPL o benzina/metano, a biometano, a biocombustibili e a idrogeno, con emissioni di anidride carbonica non superiori a 120 g/km, nuove di fabbrica e immatricolate in Italia dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018. E a favore delle autovetture immatricolate come Euro 4, 5 e 6, su cui è installato un sistema di alimentazione a GPL o a metano, collaudato in data successiva al 31 dicembre 2015 e precedente al 1° gennaio 2019.

MISURA UTILE – Il provvedimento, sottolinea il Consorzio EcoGas, sarebbe quanto mai opportuna alla luce delle esigenze sempre più pressanti a livello ambientale e dell'andamento del mercato automobilistico. A novembre 2015, la crescita delle motorizzazioni a benzina e diesel è a doppia cifra, mentre il dato positivo avuto fino a giugno per le auto a GPL e metano sta subendo una flessione dovuta soprattutto alla diminuita disponibilità di modelli Euro 6. In fortissima crisi invece il mercato delle trasformazioni a gas in after market: nei primi nove mesi del 2015, il comparto ha avuto cali che si attestano attorno al 17% per il GPL e al 43% per il metano. Un dato probabilmente spiegabile con la crisi: si hanno meno soldi da investire nella trasformazione. “Un andamento che ci preoccupa come settore ma anche come cittadini – sottolinea Alessandro Tramontano, presidente del Consorzio Ecogas -. Vediamo un comparto che è sempre stato un fiore all'occhiello per il settore della motoristica (siamo primi al mondo nelle tecnologie per l'alimentazione a gas dei veicoli), avviarsi verso uno stato di profonda crisi”.

PER RESPIRARE MEGLIO – Quanto richiesto dagli emendamenti si basa sia su fondamenti economici, a salvaguardia di un settore, sia ambientali: GPL e metano contribuiscono sensibilmente al contenimento delle emissioni inquinanti, in special modo particolato e biossido di azoto. Un fattore, quest'ultimo, determinante anche alla luce dei risultati della relazione 2015 Qualità dell'aria in Europa pubblicata dall'Agenzia europea dell'ambiente, nella quale l'Italia si trova in testa alla classifica dei 28 Paesi dell'Unione europea delle morti premature da biossido di azoto, dovuto, come è noto, agli scarichi delle auto, in particolare dei veicoli diesel. Sarà il dieselgate a spingere i consumatori verso il gas? Sarà la voglia di tutelare l'ambiente? Il destino di Gpl e Metano è strano in Italia: hanno momenti di grande interesse specialmente se incentivati, e invece meriterebbero maggiore attenzione da parte degli automobilisti sempre. In ogni caso, il nostro Paese è fra quelli dove il gas è più diffuso, e nei prossimi mesi le cose potrebbero migliorare.

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