Governo senza soldi: ci pensa una nuova accisa sulla benzina?

Esecutivo massacrato da impegni finanziari pressanti: si fa strada l'ipotesi di un rincaro della benzina

20 maggio 2015 - 9:00

Governo Renzi a caccia di quattrini. Al di là delle casse esauste e della crisi, e della difficoltà nello scovare i forti evasori fiscali, l'esecutivo ha almeno un paio di grane. Primo, deve rimborsare i pensionati; secondo, la Consulta per luglio si pronuncerà sul blocco degli adeguamenti Istat previsto per gli statali. E allora, dove potrebbe trovare i denari necessari, visto che di taglio del costo della politica non se ne parla? Se non sono i politici stessi a fare un passo indietro, e a rinunciare in modo pesante a tutti i guadagni, potrebbe essere ancora l'automobilista il bancomat della politica: si fa largo l'ipotesi di un ritocchino alle accise. Almeno momentaneo. Poi in passato è successo che il rincaro temporaneo sia divenuto definitivo, ma questa è un'altra storia.

SE LE COSE VANNO MALE… – Nel 2018, l'Iva potrà aumentare sino al 25.5% e le accise sui carburanti dovranno garantire maggiori entrate per 700 milioni di euro l'anno. Sono misure inserite nelle clausole di salvaguardia della Finanziaria, destinate a scattare automaticamente se non verranno raggiunti determinati obiettivi di bilancio e di spending review. Già negli scorsi anni, al momento opportuno, i politici hanno agito in maniera semplicissima, ossia rincarando le accise; e non si vede perché mai un governo che sa di politica vecchia e stantia dovrebbe discostarsi da questo “modus operandi”.

IL NO DEI CONSUMATORI – Evitare l'attuazione delle clausole di salvaguardia: lo dicono le associazioni dei consumatori: “Se il governo non riuscisse in tale operazione, le conseguenze per il Paese sarebbero catastrofiche”, rimarca una nota di Federconsumatori. L'aumento dell'Iva (dal 10 al 12% nel 2016, al 13% nel 2017 e dal 22 al 24% nel 2016, al 25% nel 2017 ed al 25,5% nel 2018) e delle accise sui carburanti comporterebbero a regime, tra ricadute dirette ed indirette, un aggravio di ben 842 euro annui a famiglia. Che già, in media, fa una fatica tremenda a superare la terza settimana del mese.

MA SERVE DAVVERO? – “Aumento di Iva e accise sono un'arma a doppio taglio – dice Federconsumatori -: non è detto che determineranno le entrate previste. Già in passato, in occasione di tali aumenti, la contrazione dei consumi è stata tale da annullare, o comunque ridimensionare nettamente, gli effetti stimati”. Ricordiamo che il crollo dei consumi di carburante è imputabile in larga misura all'effetto Laffer, cioè a una tassazione specifica troppo elevata che ha fortemente penalizzato i consumi. Abbiamo già il record negativo in Europa, e per gli italiani fare il pieno è un attentato al portafogli: per l'economia e per il settore automotive il rincaro delle accise (specie se unito a quello dell'Iva) potrebbe rappresentare la mazzata letale.

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