Google Street View, ripartono le riprese in Austria dopo il blocco del 2010

Entro novembre saranno "visitabili? da casa Vienna, Graz e Linz. Google archivia le beghe legali in Austria

20 luglio 2017 - 11:58

Quanti di voi hanno utilizzato, almeno una volta, il servizio Street View di Google? Lanciato nel 2007, il servizio di Google, offre una visione a 360°, in orizzontale, e 160° in verticale di città e luoghi sparsi in tutto il mondo. Un servizio utilizzato spesso da chi viaggia e gradisce avere un'anteprima dei luoghi che sta andando a visitare come palazzi storici, alberghi e campeggi. Sono pochi i Paesi esclusi da questo servizio (vedi la cartina qui sotto di quelli in cui è disponibile), tra cui i Paesi Arabi, parte dei Paesi Orientali e, fino ad oggi, Austria e Germania. Proprio riguardo all'Austria arriva una notizia che farà molto piacere ai turisti fino ad oggi tagliati fuori dalla possibilità di visitare le strade austriache in remoto a causa di un blocco imposto a Google che ormai sembra acqua passata.

FOTO E DATI LA CAUSA DEL BLOCCO In realtà, Google, ha già tracciato gran parte dei territori austriaci e tedeschi, salvo poi dover prendere tutti i dati raccolti e metterli da parte, a causa di un blocco richiesto dalle autorità austriache e tedesche, per violazione della privacy. Nonostante Google utilizzi un algoritmo per permettere la censura delle targhe dei veicoli e dei volti delle persone nel suo Street View, ciò non è bastato alle autorità austriache e tedesche, che chiedevano una completa censura degli individui in prossimità di centri religiosi, ospedali, musei ed altri centri “sensibili”. Inoltre dovevano scomparire tutti quei luoghi privati non visibili dalla strada, come giardini privati, appartamenti, e molto altro ancora. Insomma, un lavoro di censura enorme, che avrebbe portato a Google una mole extra di faccende non indifferente. A ciò si aggiungono i dati personali che involontariamente, le Google Car – le famose vetture utilizzate per scattare le foto panoramiche, ed anche loro non avulse da problemi (leggi qui della Google Car andata a fuoco) – hanno registrato agganciandosi ad alcune reti wireless aperte durante l'invio dei dati, tanto da ricevere un blocco dalla DKS (Data Protection Commission).

IN GERMANIA SOLO 20 CITTÀ In Germania Google annunciò l'abbandono del progetto Street View nel 2011, per le troppe complicazioni in materia di privacy, compresa una maxi multa da 145.000 Euro per le riprese effettuate tra il 2008 e il 2010. Non certo la prima multa ricevuta da Google per il suo Street View, dopo i casi in Francia (100.000 Euro) e degli Stati Uniti (7 milioni di Dollari). La multa non è certo stata l'unica causa dell'abbandono del progetto Street View in Germania. Infatti, una volta lanciato, Google, sotto richiesta delle autorità tedesche, avviò un servizio di opt-out, che permetteva agli utenti, qualora si fossero visti ritratti in una delle foto scattate dalle Google Car, di oscurare la propria immagine. Detto fatto, circa 250.000 famiglie utilizzarono il servizio tanto da rendere quasi inutilizzabili le foto scattate. Per questo Google ha deciso di bloccare le riprese in Germania, limitando l'offerta a sole 20 città.

ENTRO NOVEMBRE VIENNA GRAZ E LINZ In Austria, invece, già dal 2011, il blocco venne cessato, con la possibilità di riprendere le riprese. Secondo Xinhua (L'Agenzia Nuova Cina è la maggiore e più antica delle due agenzie di stampa ufficiali della Repubblica Popolare Cinese), il colosso statunitense ha mostrato una delle sue Google Car (o forse era una delle tante prove che stanno effettuando con le auto a guida autonoma, dopo gli ultimi successi?) in giro per il centro di Vienna qualche giorno fa, confermando il suo interesse a coprire nuovamente il Paese al centro dell'Europa. Il nuovamente nasce dal fatto che, Google, è in possesso delle immagini scattate nel 2010, ma ha confermato il loro inutilizzo per non rischiare altri problemi con le autorità austriache. Proprio per non incorrere in nuovi blocchi e sanzioni, Google ha confermato che seguirà le regole richieste dalle autorità per coprire, con il suo Street View, la quasi totalità delle strade austriache: potranno essere utilizzate le sole foto, e non video, e tutti i dati dovranno essere memorizzati in un registro centrale e non più trasmessi attraverso le reti wi-fi.

DALLE CITTÀ AI LUOGHI PIÙ REMOTI DEL PIANETA Quello austriaco sarà un nuovo tassello da inserire in un mosaico già ricco, potendo contare più di 65 Paesi. Un'assenza che aveva pesato anche nelle scelte di viaggio per alcuni turisti, soprattutto esteri, che non potendo “visitare” in anteprima alcuni luoghi con lo Street View, avevano espresso il loro dissenso e stupore sui principali social media dedicati ai viaggi. Un servizio che Google sta evolvendo continuamente, cercando di portare i propri utenti anche in luoghi quasi del tutto irraggiungibili, a meno che non siate esperti escursionisti. Ripide montagne, laghi ghiacciati, isole sperdute e sentieri quasi inesplorati, il tutto grazie agli escursionisti e scalatori (meglio noti come Google Trekker) che l'azienda statunitense ha assoldato per portare gli utenti di tutto il mondo nelle zone più remote del pianeta. Il tutto con uno zaino che pesa poco più di 20 kg. Pronti a visitare il Monte Bianco comodamente dal divano di casa?

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