GM: ma quale crisi? Siamo in una botte di ferro

General Motors sottovalutata, lo pensa il CEO Mary Barra, ma rinfranca gli azionisti e ne spiega i motivi, pensando al futuro dei servizi di mobilità

 
GM: ma quale crisi? Siamo in una botte di ferro General Motors sottovalutata

General Motors sottovalutata, lo pensa il CEO Mary Barra, ma rinfranca gli azionisti e ne spiega i motivi, pensando al futuro dei servizi di mobilità

8 Giugno 2016 - 07:06

Il CEO General Motors Mary Barra ha presieduto ieri la riunione annuale degli azionisti e ha colto l'occasione per ribadire la solidità del marchio e i ricavi del primo trimestre, a dispetto del calo del 12% del titolo GM e delle vendite negli Stati Uniti. La donna al timone del colosso di Detroit ritiene il brand sottovalutato dai mercati azionari, ma ha voluto rassicurare gli azionisti, svelando i piani per il futuro.

CALA LA QUOTA, MA E' VOLUTO E PREVISTO La quota di mercato detenuta da General Motors negli States è scesa a maggio dal 17.7% al 16.6%, una performance che ha probabilmente influito sulla considerazione del titolo e dell'azienda stessa. Ma l'energica Mary Barra ha tenuto a precisare che si è trattato di un calo “fisiologico” e che ulteriori ribassi della quota possono essere tranquillamente gestiti senza patire perdite finanziari. Secondo quanto riportato dai colleghi di Autonews, il CEO GM avrebbe motivato la riduzione delle vendite con la decisione di limitare l'offerta di vetture a basso costo per le flotte da noleggio, considerato un business troppo poco redditizio. L'azienda preferisce concentrare i propri sforzi nelle vendite al dettaglio, le quali procederebbero speditamente, assicurandosi così maggior profitto.

PIANO D'EMERGENZA PRONTO Mary Barra ha inteso tranquillizzare gli azionisti riguardo le possibili evoluzioni del mercato nordamericano indotte dai nuovi servizi di mobilità, car sharing, ride sharing et similia : “Lo scorso anno sono state vendute 17,470 milioni di vetture lo scorso anno, General Motors può andare in pareggio anche se il mercato dovesse ridursi a 11 o a 10 milioni”. La top manager ha svelato i due punti di forza della sua gestione: il primo è la produzione, la quale anche in periodi floridi non è mai sovradimensionata, quindi in caso di recessione le scorte di magazzino rimarrebbero contenute; la seconda arma è la possibilità di ridurre rapidamente i turni di lavoro, abbattendo così i costi del personale, potendo contare sul 25% della forza lavoro con contratti a termine (Leggi come si è conclusa la trattativa tra GM e Sindacati). Nonostante GM abbia così dichiarato di avere un piano per le emergenze sembra determinata a respingere il corteggiamento serrato del Gruppo FCA e di Sergio Marchionne, il quale ha ormai collezionato una lunga serie di due di picche (Leggi FCA non abbandona l'idea della fusione).

PRONTI PER GUIDA AUTONOMA E RIDE SHARING La sottostima da parte degli investitori nei confronti di General Motors, secondo il CEO, deriverebbe in parte dalle “minacce” a lungo termine rappresentate dallo sviluppo della guida autonoma e dalle aziende che stanno mettendo a punto nuovi servizi di mobilità alternativi, destinati a stravolgere dal profondo il mercato auto. In questo ambito l'azienda ha già investito acquisendo il 9% della società di ride sharing Lyft, antagonista dell'ormai celebre Uber, e rilevando, si stima per 1 miliardo di dollari, la startup Cruise Automation, la quale ha messo a punto un kit aftermarket per la guida autonoma.

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