Gli incidenti stradali sono la seconda paura dopo i furti

Lo dice un sondaggio: dopo i furti in casa, i sinistri stradali sono gli eventi più temuti dagli italiani. Ecco i dettagli di una recente indagine

17 novembre 2015 - 11:00

Subire un furto in casa è un trauma; ma anche un incidente stradale fa davvero paura. Infatti, quello di essere coinvolti in un sinistro rappresenta il secondo timore (dopo il furto nel proprio appartamento) per gli italiani, specie al Sud, lì dove l'incidentalità è più elevata che in altre zone del Paese. È il risultato del sondaggio condotto da Ipr Marketing per conto della fondazione Guccione attiva nella tutela delle vittime della strada: ne dà notizia adnkronos.com.

QUALI NUMERI – Ben il 71% degli intervistati indica i pericoli della strada fra le maggiori preoccupazioni personali; percentuale superata solo dal 77% di chi teme che i ladri entrino nel proprio appartamento per svaligiarlo. La fetta dei preoccupati lievita fino all'84% fra chi abita nel Mezzogiorno e in Sicilia e Sardegna. Un riscontro arriva dalla percentuale di chi ritiene la sicurezza stradale un problema della città in cui abita: 67% per gli italiani e 76% tra i meridionali. La pericolosità delle strade cittadine viene denunciata dal 65% di chi si sposta in auto, dal 74% di chi va solitamente a piedi e dall'81% di chi usa la moto o la bicicletta.

UN RISCHIO PER TUTTI – Il 60% degli intervistati dichiara di aver rischiato un incidente nell'ultimo anno. La cattiva condizione dell'asfalto stradale viene indicata dal 76% come primo fattore di rischio (un guaio particolarmente frequente sulle strade delle nostre città, spesso costellate di crateri), mentre minori sono le lamentele sulla segnaletica carente e sul malfunzionamento o sull'assenza di semafori. Infine, il 72% si dice d'accordo sull'introduzione dell'omicidio stradale come reato e dunque sull'idea che i responsabili debbano andare in carcere: vedi qui.

ALTRE PREOCCUPAZIONI – Il calo dei sinistri c'è da anni, in parallelo con la crisi (si circola meno, anche per risparmiare sul carburante, e quindi gli incidenti sono meno probabili), ma nel 2014, rispetto al 2013, il numero dei morti sulle nostre strade è diminuito solo dello 0,6%, a fronte di una flessione del 2,5% dei sinistri e del 2,7% dei feriti. Si tratta di una battuta d'arresto che comunque riflette un andamento registrato anche negli altri Paesi europei: vedi qui. Cautela anche con l'invocare l'omicidio stradale; come ricorda Maurizio Caprino sul Sole 24 Ore, l'inasprimento delle pene può avere un inaspettato effetto secondario: leggi qui. Per i guidatori ubriachi o drogati si alza la posta in gioco: le sanzioni sono più dure, e quindi l'automobilista in stato alterato è spinto ancora più di prima a scappare dopo l'incidente. Il ragionamento che può scattare nella testa di chi ha causato un incidente gravissimo è questo: se mi acciuffano, le pene sono severissime; meglio fuggire. Il giro di vite quindi può portare addirittura a un aumento dei casi di pirateria che s'intendeva contrastare.

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