Vittime stradali in Italia 2014, la battuta di arresto preoccupa

Il calo irrilevante delle vittime rispecchia una crisi non solo economica. I centri urbani sono pericolosi e i pedoni ad alto rischio di mortalità

3 novembre 2015 - 11:43

L'ultimo rapporto Aci-Istat appena presentato a Roma, relativo gli incidenti stradali nel nostro Paese durante lo scorso anno, ha messo in mostra un trend non troppo positivo, infatti rispetto al 2013 il numero dei morti sulle nostre strade è diminuito solo dello 0,6%, a fronte di una flessione del 2,5% dei sinistri e del 2,7% dei feriti. Si tratta di una battuta d'arresto che comunque riflette un andamento registrato anche negli altri Paesi europei.

I NUMERI – In totale nel 2014 si sono registrati in Italia 177.031 incidenti stradali con lesioni a persone (181.660 nel 2013), che hanno causato un totale di 3.381 decessi(3.401 nel 2013) e 251.147 feriti (258.093 nel 2013). Lo scorso anno, in media, ogni giorno, si sono verificati 485 incidenti, sono morte 9 persone e ne sono rimaste ferite 688. In Italia pesa molto l'incremento della mortalità stradale all'interno dei centri urbani (+5,4% rispetto al 2013), dove si concentrano il 75,5% degli incidentie il 44,5% dei morti. Il Presidente dell'Aci, Angelo Sticchi Damiani commenta così i dati: “sono risultati negativi. Lo 0,6% è nulla e mi preoccupa il fatto che nelle città si muoia di più che altrove. Bisogna rivedere una logica, un'impostazione che va dalle periferie al centro, abbiamo bisogno di città sostenute anche nella sicurezza stradale. Bisogna riqualificare la segnaletica, valorizzare l'illuminazione, soprattutto in alcuni punti nevralgici delle città. Servono investimenti importanti e una maggiore educazione nell'informare e nell'educare alla sicurezza stradale.”

E' COSI' ANCHE IN EUROPA – La situazione italiana trova riscontro anche in Europa, dove il calo delle vittime nella UE28 si è infatti attestato tra il 2014 e il 2013 su una media del -0,5%. Probabilmente come nel nostro Paese anche altrove contano i tagli ai budget relativi la sicurezza stradale. Il Presidente dell'Istat, Giorgio Alleva spiega che “in Europa siamo al 15° posto, siamo messi male e non dobbiamo assolutamente confortarci del fatto che anche negli altri Paesi il ritmo è in calo. Siamo l'Italia e dobbiamo essere trainanti anche in questo impegno, dobbiamo mettere in pratica politiche che aiutano a sviluppare dinamiche in grado di aiutare a far diminuire le vittime della strada. Tra l'altro a preoccupare è il numero dei feriti gravi(circa 15.000, in aumento del 16% rispetto al 2013), che vuol dire che quello delle vittime potrebbe tornare a crescere; pertanto bisogna lavorare sulla qualità delle infrastrutture e sulla cultura dei comportamenti, quindi bisogna promuovere la cultura della guida”.

ALTRI DATI – E' purtroppo tornato a crescere il numero delle vittime tra i pedoni (578, +4,9% rispetto al 2013) e tra i ciclisti (273, +8,8% rispetto al 2013), mentre tra i motociclisti il numero delle vittime è in calo, cioè del -4,3% rispetto al 2013. Cresce il numero delle vittime in due particolari fasce, ovvero quella degli over 75 (+11,1% rispetto al 2013) e quella dei bambini tra i 0 e i 14 anni (+12,7% rispetto al 2013). Tra le prime cause di incidente stradale sulle strade extraurbane ci sono la distrazione (21,4%), la velocità elevata (17,3%) e distanze di sicurezza non adeguate (13,4%). Per quanto riguarda gli incidenti in città, per lo più avvengono perché non si rispettano le precedenze e i semafori (18,6%), seguita da distrazione (15,4%) e velocità (9,2%).

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