Gli Head-Up Display diminuiscono veramente le distrazioni al volante?

Uno studio della University of Toronto suggerisce come gli HUD siano una soluzione informativa non priva di effetti collaterali: vediamo il perché

30 giugno 2015 - 18:50

In questo periodo si parla moltissimo di Realtà Aumentata come se fosse una novità assoluta ma in effetti gli Head Up Display, che di essa sono una declinazione, vengono usati ormai da decenni in vari settori. La loro utilità non sembra però essere alta sempre e comunque.

FIGLI DEL DOPOGUERRA – Gli HUD sono stati concepiti diversi decenni addietro e si basano sulla proiezione di immagini su di un elemento ottico (si chiama combiner) la cui trasparenza non ostacola la visione dell'ambiente circostante. Particolari lavorazioni lo rendono però in grado di agire come uno schermo in grado di visualizzare delle immagini proiettate da tubi catodici, agli inizi, e oggi da LCD, OLED, DMD o Laser. Gli Head Up Display sono stati ideati, già dalla fine degli anni Sessanta, per gli aerei da caccia e gli elicotteri militari, i cui piloti non potevano distogliere lo sguardo dal parabrezza neppure per un istante. Le informazione sono proiettate con fuoco all'infinito, in modo che guidatore non abbia bisogno di rimettere a fuoco la visione spostando lo sguardo, e non mancano sperimentazioni di HUD con laser a bassa intensità che “scrivono” direttamente sulla retina: c'è solo da sperare che il controllo delle potenza sia affidabile! Gli HUD sono arrivati ovviamente anche sulle automobili, con diverse Case che li propongono su vari modelli e ne fanno anche uno strumento di marketing (guarda la sperimentazione di Land Rover). La loro diffusione è ancora ridotta anche perché sono vietati in diversi Paesi ma è indubbio che oggi, con i progressi della tecnica, sarebbe possibile una penetrazione più ampia.

TROPPE INFORMAZIONI DANNO DISTRAZIONE – Se la fattibilità tecnica non è in discussione, questo studio dell'Università di Toronto pone dei dubbi proprio sull'usabilità e l'effettiva utilità di questa soluzione contro la distrazione. Il punto, secondo i ricercatori canadesi, è che l'HUD potrebbe rappresentare un altro task per il guidatore, cosa che non soltanto non assicurerebbe il margine di sicurezza ulteriore promesso ma potrebbe essere addirittura controproducente. Gli estensori dello studio focalizzano le loro riserve sul fatto che i conducenti potrebbero veder visualizzate sul parabrezza molte (troppe) informazioni di vario tipo: dalla banale telefonata all'avviso di un imminente tamponamento con il veicolo che ci precede. Il professore che ha guidato la ricerca, Ian Spence del Dipartimento di Psicologia, ha infatti rimarcato come “i conducenti non soltanto dovranno concentrarsi su ciò che accade nella strada, come hanno sempre fatto, ma saranno impegnati anche badare a qualsiasi avvertimento che potrebbe comparire sul parabrezza, deviando una parte dell'attenzione nell'interpretazione la causa di un allarme”. Uno dei testi ideati per la ricerca faceva vedere ai soggetti coinvolti un certo numero di punti disposti a caso, chiedendo loro di riportare, il più velocemente e accuratamente possibile, il numero dei puntini apparsi.

IL QUADRATO CHE DISTOGLIE DAI PUNTINI – A volte, contemporaneamente agli spot, compariva anche un quadrato (box) dai contorni neri intorno ad uno dei punti. I risultati hanno indicato che l'accuratezza nella conta dei punti era molto alta nel caso dei soli puntini, mentre se questi ultimi erano pochi i soggetti al test non vedevano il box circa una volta ogni 15, una prestazione già peggiore. La situazione “molti puntini senza box” dava poi un tasso di errore molto inferiore rispetto allo stesso test con il box. Un altro test inframezzava, a volte, forme geometriche semplici con gli spot e anche in questo caso l'accuratezza della conta dei puntini e nel riconoscimento delle forme decadeva visibilmente se gli stimoli erano contemporanei. Questi risultati hanno indotto il team di ricerca a ritenere che compiti secondari possano ridurre l'attenzione rivolta ad un compito primario: nel mondo reale ciò potrebbe dire che che i guidatori sottoposti a stimoli multipli potrebbero non essere abbastanza efficaci nel distinguere tra un vero pericolo ed una semplice informazione, come quella di girare a destra. Tirando le somme, sembra proprio che gli HUD – e le informazioni da essi visualizzate – dovranno essere sperimentati molto bene per poter aggiungere la sicurezza che promettono.

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