Germania, mega richiamo per risanare i diesel coinvolti nel cartello

Gli aggiornamenti software non bastano più e le Case tedesche si preparano a sanare i diesel accusati di cartello: miliardi di euro in ballo

1 agosto 2017 - 17:06

Lo scandalo dieselgate ha messo in moto una valanga di effetti che ormai toccano diversi altri settori altre all'automotive. In Germania, per esempio, sta montando un crescente malumore verso le automobili diesel, che rischiano di essere bandite da intere città (leggi che la Germania va verso il blocco dei diesel fuorilegge). Anche i politici stanno prendendo le distanze, con le elezioni a settembre e la popolazione che guarda male le auto a gasolio. Ma non finisce qui: i diesel moderni consumano poco e sono molto utili per abbassare le emissioni di CO2 e le Case hanno quindi bisogno del loro contributo in questo senso. Questo essere presi fra due fuochi potrebbe aver portato alla decisione di un richiamo generalizzato per tutti i Marchi tedeschi.

ACCORDO IN NOME DELL'ARIA PULITA La notizia raccolta da Bloomberg era forse non-inaspettata, vista la marea montante di negatività che, dopo il dieselgate, si era progressivamente creata verso i motori diesel. Come riportato da Süddeutsche Zeitung, 12 milioni di proprietari di diesel sono preoccupati per il valore dei loro veicoli e recenti sondaggi rivelano che persino a Stoccarda, patria di Marchi Illustri, la maggioranza dei cittadini accetterebbe restrizioni in cambio di un'aria più pulita.

Bene: fonti informate sull'argomento hanno riferito che i Costruttori tedeschi stanno definendo un accordo per richiamare le auto diesel e dotarle di fix hardware. Questa ed altre iniziative potrebbero valere fino a 5 miliardi di euro. Fra le misure rientra anche la sostituzione del serbatoio dell'AdBlue – urea, a sua volta la centro di uno scandalo nello scandalo. Ricorderete sicuramente le accuse alle Case tedesche, che si sarebbero accordate per risparmiare 80 euro ad auto: il loro “cartello” aveva infatti stabilito una sorta di standard per il contenitore dell'AdBlue, capace di soli 8 litri perché a limitare il consumo dell'additivo avrebbe pensato il software truccato.

RIUNIONE CRUCIALE La sola sostituzione del serbatoietto potrebbe costare fino a 3 miliardi di euro, hanno detto le fonti che hanno chiesto di rimanere anonime perché i colloqui sono riservati. In effetti domani 2 agosto si svolgerà un negoziato, il cosiddetto Diesel Summit, che riunirà dirigenti politici e quelli dell'industria automobilistica. Il programma è semplice nella sua complessità: discutere dell'inquinamento urbano e cercare di risollevare le reputazioni, in calo non soltanto per l'industria ma anche per la politica. In ballo ci sono le elezioni di settembre, il malumore dei cittadini e centinaia di migliaia di posti di lavoro.

L'attuale attivismo del Ministro dei trasporti Alexander Dobrindt (leggi delle Cayenne da richiamare per il dieselgate degli Euro 6) va letto anche in quest'ottica così come una sua recentissima dichiarazione resa ai microfoni di ARD TV e riportata da Reuters: “Quello che è chiaro è che l'industria automobilistica ha causato i danni e ha la responsabilità di rimediare. Le Case devono garantire che le automobili siano ottimizzate rapidamente e diminuiscano le loro emissioni”.

DO UT DES La situazione è delicata perché agli occhi dell'opinione pubblica le Case hanno imbrogliato e approfittato della buona fede degli automobilisti mentre il Governo e il Ministero hanno agito tardivamente o, addirittura, sono stati in qualche modo collusi. Il richiamo che prevede una modifica dell'hardware è molto più oneroso di un fix software e va oltre quello chele Case pensavano di mettere sul tavolo delle trattative. I fornitori dovranno progettare e produrre i componenti e il personale dei service dovrà essere formato e impiegherà delle ore per procedere con la modifica. Il richiamo di Daimler per aggiornare il software su più di 3 milioni di auto diesel costerà circa 70 euro ad esemplare mentre una modifica “fisica” potrebbe causare un esborso fino a 1.000 euro a veicolo. Piccolo inciso: a nostro parere queste modifiche potranno abbassare le emissioni ma un qualche prezzo in termini di prestazioni lo si dovrà pagare, a partire dall'aumentato consumo di AdBlue. Anche se onerosa, questa soluzione aumenterebbe il potere contrattuale del Case, che potrebbero (sempre secondo le fonti) chiedere al governo sostanziosi contributi per aiutare i Comuni all'installazione di un gran numero di stazioni di ricarica per incentivare le auto elettriche. Questo migliorerebbe l'immagine del Governo ma potrebbe far lievitare il pacchetto delle misure al già citato valore di 5 miliardi di euro; del resto i Costruttori stanno investendo molto sulle elettriche (leggi delle nuove elettriche e ibride presentate da Volkswagen al Vienna Motor Simposium) e le colonnine sono essenziali perché le vendite decollino.

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