Francia, la Polizia arruola i droni e piovono multe agli automobilisti

Invisibili e perciò efficaci, in Francia i droni ispirano fiducia alla Polizia. I guidatori insorgono: essere spiati fa distrarre dalla guida

20 novembre 2017 - 17:30

Prevenzione, repressione o un mix delle 2 azioni? Il dibattito sugli scopi delle forze di Polizia è grande e acceso da moltissimi anni. Un esempio per tutti: è meglio che gli Autovelox siano visibili in modo che agiscano come deterrente o è più efficace la multa a tradimento? (leggi del Ministero che salva i cartelli di preavviso degli Autovelox) I “partiti” a favore delle varie motivazioni sono ben popolati e agguerriti mentre la tecnologia rimescola periodicamente le carte. L'ultimo esempio di questi salti nella tecnica dei mezzi a disposizione della Polizia sono i droni-spia che si stanno sperimentando in Francia: per ora “guardano” solamente ma cosa accadrà se facessero anche le multe?

MULTE A BORDEAUX Il drone sale ronzando da una stradina nei pressi della trafficata tangenziale di Bordeaux e si ferma sopra la grande arteria di comunicazione, fissandola con il suo vitreo obiettivo. Scenari futuribili? No, la realtà odierna della Polizia Stradale francese: un gruppo di agenti osserva il drone e poi abbassa gli occhi sulle immagini che invia al monitor. Questa è la cronaca di una giornata della squadra che sta sperimentando, nella zona sud-occidentale di Bordeaux, l'uso dei droni per multare i conducenti che violano il Codice della Strada. La loro azione è iniziata in estate e ha fruttato centinaia di multe grazie a questa “spia” nel cielo. La storia ci viene raccontata da Marketinsider che ha anche raccolto la voce del capitano della Polizia Pascal Gensous.

LA SPIA IN CIELO L'utilizzo dei droni è molto più economico della sorveglianza con l'elicottero, un mezzo usato a volte dalla polizia. Il drone ha una visione chiara del traffico ma è praticamente invisibile, come gli agenti nascosti dietro gli alberi (leggi dell'idea di Ford per consegnare merci con furgoni elettrici autonomi e droni).

La giornata documentata dal giornalista è dedicata ai camion, che vengono osservati per documentare comportamenti pericolosi come la non osservanza della distanza di sicurezza o i sorpassi a destra. La Polizia non deve aspettare a lungo: Gensous controlla il monitor e poi parla nel suo walkie-talkie: “Un camion bianco con lettere rosse e nere sul lato, sorpasso a destra”. La sua segnalazione arriva agli agenti in motocicletta, in attesa nelle vicinanze e che partono per rintracciare il camion “colpevole” e scortarlo fino ad una piazzola nella quale un terzo gruppo di Poliziotti li sta aspettando per multare il malcapitato in tempo quasi reale. Gensous dice che “con il tipo di operazioni che stiamo effettuando oggi possiamo avvistare e multare dai 15 ai 20 camion in un'ora”. Questo tipo di “pattugliamento” ha, per ora, solo funzioni di sorveglianza: il drone può rilevare soltanto le violazioni connesse alla guida pericolosa, come lo slalom fra le corsie o i sorpassi vietati, ma non ha strumenti di rilevazione degli eccessi di velocità (leggi del progetto di montare gli autovelox in auto civetta e sui droni).

LIMITI E PROTESTE Eppure ce n'è già abbastanza per far mettere sul chi vive i gruppi di sostegno degli automobilisti, anche perché funzionari governativi incaricati della sicurezza stradale hanno dichiarato che sono necessarie misure punitive per cambiare i comportamenti dei guidatori. Gli autovelox fruttano al Governo francese multe per 750 milioni di euro l'anno e secondo Pierre Chasseray, esponente del gruppo Forty Million Drivers, l'uso di droni contro i conducenti è un'ulteriore escalation di questo salasso. Ma c'è di più: a suo parere “invece di incoraggiare gli automobilisti a tenere gli occhi sulla strada, li si mette in condizione di distrarsi sempre di più, dovendo guardare di lato per gli autovelox e in alto per i droni”. In effetti se fosse segnalata la presenza di droni in un tratto di strada si avrebbe un effetto di deterrenza ma anche un generale aguzzamento della vista per cercare di vederli mentre se non venisse comunicato nulla si ricadrebbe nella sempre antipatica azione di pura repressione. Il clima non sembra però molto propizio: se i droni sono pochissimo diffusi fuori Bordeaux, il Governo sta apprezzando la sperimentazione bordolese e ha già comunicato che intende acquistare altri droni per estendere queste operazioni di sorveglianza in altre zone della Francia.

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