Ford va alla ricerca della mobilità del futuro

Al CES di Las Vegas Ford ha presentato venticinque progetti di ricerca che verranno attivati in tutto il mondo nel 2015

19 gennaio 2015 - 15:12

Ford va alla ricerca della strada giusta per indagare la mobilità del futuro e lo fa con venticinque progetti di ricerca, sparsi sui cinque continenti, monitorando gli automobilisti sperimentando forme di car sharing non convenzionali e testando le tecnologie più avanzate (come quella sulla guida autonoma). Gli esperimenti verranno attivati in tutto il mondo nel corso del 2015, un impegno ampio e diversificato che la pone all'avanguardia tra le tante case automobilistiche che guardano al domani. Ma Ford ha voluto dare una visibilità inedita al suo “Smart Mobility Plan”.

DA DETROIT A LAS VEGAS – Infatti non è stato presentato in un classico Salone dell'auto, come quello di Detroit in corso in questi giorni, ma al Consumer Electronics Show di Las Vegas, che è la più importante fiera del mondo sull'elettronica di consumo, dove le automobili sono iniziate a comparire solo negli ultimi anni (qui la partenership con Microsoft). Ford, inoltre, ha voluto porre una certa enfasi su questo progetto, andando addirittura a tirare in ballo i padri costituenti “L'obiettivo è quello di rivoluzionare la mobilità globale – ha dichiarato l'ad Mark Fields – esattamente come fece il nostro fondatore Henry Ford 107 anni fa con la Model T”.

LA SFIDA AGLI SVILUPPATORI – Ma quali sono gli argomenti di questi venticinque focus di ricerca e quale è il loro scopo? L'obiettivo è quello di fornire le informazioni per decidere gli investimenti fino ai prossimi dieci anni. Innanzitutto c'è l'Innovate Mobility Challenge, una sfida lanciata da Ford ai creativi e agli sviluppatori di tutto il mondo affinché presentino applicazioni e software studiati appositamente per le Americhe, il Portogallo, l'Africa, l'India, la Cina, l'Inghilterra e l'Australia. Soluzioni informatiche connesse per trovare parcheggi, avere un navigatore efficiente o cercare cure mediche nelle zone più isolate. Il punto è che non si tratta solamente di evolvere le automobili, ma anche il modo in cui vengono utilizzate e come interagiscono con gli eco-sistemi metropolitani di tutto il mondo, tenendo ben presenti le specificità di ogni scenario locale. Così le iniziative saranno equamente divise nei diversi continenti: nove tra Africa ed Europa, otto in Nord America, sette in Asia e una in Sud America.

IL CAR SHARING E' IN CONCESSIONARIA – Gli altri quattordici progetti, invece, sono già partiti e dipendono direttamente da Dearborn. Il più singolare è quello che coinvolgerà la rete di concessionarie Ford in cinquantacinque città tedesche. Gli utenti che si registreranno potranno prenotare uno qualunque dei modelli di tutta la gamma Ford, veicoli commerciali compresi, con il servizio di car sharing (leggi qui dell'app che riunisce tutti i servizi diversi) che sarà gestito direttamente dall'autosalone. Gli altri esperimenti sono di natura più varia, invece, con il car sharing che fa la parte del leone in ben quattro località diverse: Germania, India, USA e UK. A Bangalore, per esempio, si cercano soluzioni per condividere l'auto nelle piccolissime comunità, cioè quelle formate da famiglie, coinquilini e colleghi, mentre i manager americani Ford scambiano le proprie auto aziendali e gli iscritti di Londra e New York condividono le spese per uno shuttle tramite una app. Infine, c'è tutta l'area della raccolta dati e del monitoraggio, coi progetti relativi al mero utilizzo dell'auto, al comportamento alla guida e alla ricerca dei parcheggi, fino a quelli più avanzati per guidare l'auto da remoto, senza escludere i due focus sulle colonnine di ricarica per le vetture elettriche e sull'utilizzo delle biciclette.

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