Ford: ecco cosa fanno gli studenti al volante

I comportamenti pericolosi dei giovani alla guida, uno studio Ford mette a nudo le cattive abitudini dei ragazzi europei, compresi i selfie al volante

10 ottobre 2016 - 9:00

Uno studio commissionato dalla Casa costruttrice Ford mostra il preoccupante quadro del comportamento dei giovani europei alla guida. Per gli studenti del Vecchio Continente la percentuale di rischio di perdere la vita in un incidente stradale è due volte superiore alla media del resto del Mondo. Ciò che mette in pericolo e rende pericolosi i ragazzi europei sono le cattive abitudini al volante e le tante distrazioni hi-tech che li distolgono dalla guida (Leggi il Codacons boccia i Pokemon).

I GIOVANI, CATEGORIA AD ALTO RISCHIO Con le sue iniziative “sociali” Ford ha più volte ribadito l'esigenza di formare ed educare i giovani alla cultura della sicurezza stradale. Con l'intento di tracciare un quadro quanto più preciso della situazione attuale è stata commissionata dall'Ovale Blu una indagine su un campione di 6.500 giovani di età compresa tra 18 e 24 anni e residenti in Italia, in Francia, in Germania, nel Regno Unito e in Spagna. Gli intervistati hanno risposto a domande relative alle cattive abitudini alla guida, confessando i propri vizi al volante. I risultati del sondaggio sono indicativi e confermano che nell'età più verde si tende ad essere tendenzialmente riluttanti a obblighi e limitazioni, non va mai sottovalutato il fatto che gli incidenti stradali sono la principale causa dei decessi tra i giovani (Leggi anche per ACI gli automobilisti più a rischio sono i giovani).

ALTA VELOCITA', ALCOOL E SELFIE ALLA GUIDA Il 57% del campione intervistato ha ammesso di avere più volte superato i limiti di velocità, il 43% ha confessato di aver inviato messaggi di testo durante la guida e il 36% di effettuare telefonate senza vivavoce o auricolari, il 16% di non fare uso delle cinture di sicurezza, il 13% di essersi messo al volante dopo aver assunto alcolici. Nella casistica rientrano anche i fanatici del selfie, il 15% degli intervistati ha ammesso di non aver resistito alla tentazione di scattarsi una foto con l'auto in movimento. Se quest'ultima voce può aver strappato un sorriso a chi legge, è scontato dire che si tratta di una pratica irresponsabile e altamente pericolosa per l'incolumità propria, dei passeggeri che trasportiamo e per i mezzi e le persone che incrociamo.

I PRIMATI EUROPEI DELLE CATTIVE ABITUDINI Il campione italiano si è aggiudicato il primato con la più alta percentuale, il 49%, di coloro i quali telefonano alla guida; i tedeschi, con il 70%, sono i meno rispettosi dei limiti di velocità, mentre francesi e spagnoli, con il 18%, sono i giovani europei che più di altri si mettono alla guida dopo aver bevuto. Riguardo alla “tentazione” di un comportamento pericoloso, il 48% ha dichiarato che guiderebbe un'auto sovraccarica, il 75% non avrebbe remore a mettersi alla guida avendo dormito poco o nulla, il 28% salirebbe in un'auto guidata da qualcuno che ha bevuto. Complessivamente il 30% dei giovani interpellati è stato coinvolto in almeno un incidente stradale e 25% di essi ha terminato gli studi a 18 anni.

LE TAPPE ITALIANE DI DRIVING SKILLS FOR LIFE Sono trascorsi ormai 13 anni da quando Ford ha lanciato, negli Stati Uniti, il programma Driving Skills for Life il quale si rivolge a giovani da 18 a 24 anni proponendo corsi per riconoscere e gestire le situazioni di pericolo che possono verificarsi nella guida di tutti i giorni. Da 4 anni l'iniziativa del costruttore americano è organizzata anche in Europa (Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Belgio, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Polonia, Russia e Turchia). Le prossime tappe italiane dell'edizione europea saranno Milano, a Rho Milano Fiere il 18 e 19 ottobre, e Palermo, presso la facoltà di Ingegneria il 27 e 28 ottobre. Per partecipare è sufficiente registrarsi al sito www.drivingskillsforlife.it e scegliere la data e la tappa preferita (Qui trovi i dettagli dell'edizione italiana di Driving Skills for life). Riteniamo che sia lodevole l'iniziativa di educare le fasce più giovani degli automobilisti, ma perché non estenderla a quelle fasce più “mature” e spesso confidanti nella propria esperienza e abilità al punto da ignorare i limiti e rischi derivanti dalle distrazioni tecnologiche. 

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