Ford accelera sulla guida autonoma: i test al MIT sui mezzi intelligenti

Shuttle a guida autonoma usano LiDAR e videocamera per capire la domanda di trasporto dei pedoni. Ford e MIT alleati per i trasporti intelligenti

28 luglio 2016 - 15:56

È scritto che l'infotelematica, la mobilità, l'intelligenza artificiale e l'automotive confluiranno in un'unica entità. Non siete convinti? Qui di seguito potrete leggere una notizia che può confermare questa (facile) profezia. In quale direzione, se non quella che porta all'integrazione, procede infatti la collaborazione di Ford Motor Company con il Massachusetts Institute of Technology? Il Gruppo di Dearborn e una delle più quotate Università tecniche del Mondo stanno infatti conducendo una ricerca nel settore dei servizi di mobilità per migliorare i modelli di previsione per i trasporti on-demanda.

IMPARARE FRA I PEDONI Lo strumento questi esperimenti sono piccoli veicoli elettrici (le loro dimensioni sono paragonabili ai cart dei campi di golf) che vengono usati come shuttle nei campus del MIT e anche per le strade di Cambridge, la città che ospita l'Università. Questi 3 veicoli sono equipaggiati con videocamere e LiDAR, quel radar che usa la luce invece delle onde radio e che sembra quasi uno standard per le auto a guida autonoma (in effetti Ford li ha usati per testare un'auto capace di camminare anche di notte a fari spenti). I piccoli shuttle non hanno però soltanto lo scopo di testare la guida autonoma ma useranno i loro sensori per monitorare il traffico pedonale nel campus e creare, con il tempo, un database che ottimizzerà i loro spostamenti. Il sistema riconosce le persone (nel senso che le distingue dall'ambiente circostante), le “conta” e registra i dati.

UN RUOLO DA LEADER Nel corso del tempo, il MIT sarà così in grado di avere un'estesa casistica di dove vadano le persone e quali strade percorrano abitualmente, dati utili sia per posizionare gli shuttle sia per instradarli nella maniera più efficace possibile. Dal canto suo, Ford ha implementato un sistema simile nella sua sede di Dearborn (leggi di come la sede storica di Ford diventerà un polo tecnologico) per facilitare gli spostamenti dei suoi dipendenti. La Società ha inoltre spiegato che queste sperimentazioni daranno informazioni utili sia per lo sviluppo di servizi e applicazioni di mobilità sia per i sistemi di guida autonoma (leggi di quando Ford ha immatricolato la sua prima automobile autonoma). Sappiamo bene quanto i sistemi di scansione, imaging e processamento delle immagini sono e saranno vitali per qualsiasi tipo di funzione autonoma e quindi più ci sono opportunità di testarle, più un'azienda può migliorare questi sistemi. Questo investimento dimostra quanto Ford voglia diventare leader nel settore della mobilità futura (una posizione molto diversa da quella di FCA, che apprezza la guida autonoma più dell'auto elettrica ma non vuole fornire servizi). In questo modo Ford sta creando un ecosistema di ride-sharing (simile a quelli di Uber e Lyft) con il vantaggio di avere “in casa” un banco di prova per queste tecnologia, ossia le sue stesse automobili.

IL FUTURO DEL TRASPORTO Ken Washington, Vice president of Research and Advanced Engineering in Ford, spiega meglio: “I sensori di bordo e le telecamere raccolgono dati per stimare il flusso del traffico pedonale e questo ci aiuta a sviluppare efficienti algoritmi per aggregare questi dati così rilevanti. Questi test miglioreranno i servizi di mobilità on-demand e, perfezionando il rilevamento e la mappatura dei pedoni, ci aiuteranno nei nostri sforzi verso la guida autonoma”. Dal lato del MIT la ricerca è condotta dall'ACL (Aeronautics and Astronautics Department's Aerospace Controls Lab), fortemente impegnato in settori quali la stima e la navigazione, la pianificazione e l'apprendimento in condizioni di incertezza e l'autonomia dei veicoli. Il direttore di ACL, il professor Jonathan How, spiega che “Attraverso questo sistema di mobilità on-demand ACL può studiare nuovi algoritmi di pianificazione e di previsione in un ambiente complesso ma controllata, fornendo al tempo stesso sia banco di prova per i ricercatori sia un servizio alla comunità del MIT”. I ricercatori di Ford e del MIT pensano di introdurre il servizio a settembre. Lo studente o il docente utilizzerà una App per “chiamare” uno dei tre veicoli e chiedere di essere portato a un'altra destinazione nel campus. I ricercatori dovranno tener conto di molte variabili, dalle condizioni meteorologiche agli orari delle lezioni e, su scala maggiore, i cambiamenti delle abitudini di studenti e professori nei diversi semestri. L'accordo con il MIT (l'alliance di Ford con il MIT risale al 1988) fa parte degli oltre 30 progetti di ricerca nel campo delle soluzioni di mobilità che Ford ha con le università di mezzo mondo, ad esempio negli Stati Uniti, in Germania e in Cina (leggi di Ford che punta al Metano e sfida l'Università di Udine).

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