Fiat in difficoltà: pronto il piano FCA per risollevare le concessionarie USA

Su 206 concessionarie sarebbero in media 10 i modelli Fiat venduti negli USA: i saloni diventano multibrand e spariscono i modelli poco venduti

10 marzo 2016 - 10:55

Fca ha presentato in Usa un piano per aiutare le concessionarie Fiat, in difficoltà, ad esprimere le loro potenzialità e quindi a rafforzare il numero delle unità da vendere. Le parole chiave saranno “unione e semplificazione”, tutto il contrario del “diktat” imposto fino ad ora dal Gruppo italo-americano in terra statunitense. Ecco i provvedimenti resi noti da Tim Kuniskis, Responsabile dei marchi Fca in America.

L'UNIONE FA LA FORZA – Se fino ad oggi Fca (che vuole dare la produzione della Dodge Dart e Chrysler 200 a un altro Costruttore; leggi qui i dettagli della vicenda) aveva premiato il coraggio degli imprenditori americani di mettere su concessionarie esclusivamente Fiat, da adesso in poi la strategia sarà un'altra. Anche perché i risultati hanno evidenziato numeri critici, che hanno reso la vita molto difficile agli autosaloni Fiat in Usa, perciò Tim Kuniskis ha studiato nuove linee di condotta, che essenzialmente si “aprono con la chiave” “dell'unione e della semplificazione”. Perciò Fca sta invitando le concessionarie Fiat ad avvicinarsi a quelle già esistenti di Chrysler, Jeep, Dodge e Ram e semplificherà la sua linea di prodotti al momento poco efficiente

SEMPLIFICARE PER RIPARTIRE – A tal proposito la Fiat taglierà il numero dei livelli di allestimento per limitare la sovrapposizione di prezzo tra i modelli e le loro versioni. Kuniskis ha annunciato che i prezzi saranno interessanti, anche se ancora non sono stati resi noti i dettagli delle modifiche ai listini. Tutto ciò servirà ad arrestare il declino delle vendite di Fiat in Usa e a ripristinare la fiducia delle concessionarie nel Marchio italiano. Due terzi delle 206 concessionarie Fiat vendono in media meno di 10 vetture nuove al mese, ha riportato una fonte Fca ad Automotive News; molte di queste si trovano vicino a una “sorella” Chrysler-Jeep-Dodge-Ram, spesso anche attaccate tra loro e tutte, tranne 42 concessionarie Fiat, sono di proprietà di rivenditori Chrysler-Jeep-Dodge-Ram.

GLI OBIETTIVI – Con queste misure Fca (che non vede di buon occhio un'alleanza con Psa; leggi qui il perché) intende consolidare le operazioni in un unico “codice rivenditore”, consentendo loro di gestire le attività dei marchi in modo unificato, condividendo i costi, anche quelli pubblicitari (con un risparmio mensile che va dai 10.000 ai 24.000 dollari al mese). Così facendo le vendite delle automobili Fiat si aggiungeranno agli obiettivi mensili raggiunti con gli altri Marchi e questo aiuterà le concessionarie a ricevere premi e incentivi. Gli imprenditori potranno godere anche di contributi o sconti particolari se accoglieranno Fiat nelle loro concessionarie Chrysler-Jeep-Dodge-Ram; mossa questa che consentirà a Fca di mettere in risalto la differenza delle auto Fiat (come caratteristiche) da quelle degli altri Marchi, il che attirerebbe maggior curiosità da parte della clientela, con la speranza che questa possa orientare l'acquisto anche verso Fiat. Kuniskis ha così commentato questa strategia: “non sto dicendo alle concessionarie e quindi ai loro proprietari che tutto ciò è obbligatorio, sto soltanto offrendo loro una nuova strada da intraprendere insieme. Ci sono vantaggi per tutti, per loro e per Fca”.

SECONDO TENTATIVO – Dopo quello messo in atto tra il 2011 e il 2012, si tratta del secondo tentativo di salvataggio di Fiat (e delle sue concessionarie) in Usa. Attualmente le vendite negli Stati Uniti di Fiat continuano a far registrare cali preoccupanti: nel 2014 Fiat aveva venduto 46.121 automobili, scese a 42.410 lo scorso anno, mentre al momento anche il 2016 conferma il declino, con un -15% (a proposito di immatricolazioni, leggi qui i particolari delle “vendite gonfiate” in Usa).  A quanto pare il nuovo crossover di Fiat, la 500X, insieme alla 500L e alla 500 non riescono a trainare il Marchio verso un interesse migliore del cliente americano. Adesso, a dare una mano alla “famiglia 500” sta arrivando la 124 Spider, che già ha destato molto interesse negli Stati Uniti. Kuniskis ha detto che “bisogna evitare che i modelli di Fiat inciampino uno sull'altro. Bisogna evidenziare le loro caratteristiche, per questo semplificheremo gli allestimenti, diversi tra loro. Ora i modelli si cannibalizzano tra loro e il tutto, in alcuni casi, è messo in risalto dalla solitudine dei pochi modelli declinati in troppi allestimenti. Il cliente si confonde, si sente spaesato, questo andrebbe evitato”.

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