FCA: meglio l'auto robot che quella a batterie

Marchionne ha le idee chiare: le elettriche non sono redditizie e le Case non devono dare servizi di mobilità. Bene la guida autonoma

13 giugno 2016 - 19:20

Sergio Marchionne, in un'intervista concessa a Carmagazine, ha parlato di molte cose ma alcune linee guida del suo pensiero non cambiano. Il continuare a ritenere, almeno ad oggi, non profittevole l'auto elettrica è una di queste, così come la necessità delle alleanze.

UN BIVIO INDEFINITO Uno dei primi pensieri espressi dal CEO di FCA è che l'intero settore sia ad un bivio: “Credo che nessuno di noi abbia idea di quale sia la risposta giusta. Per me, il più grande problema è l'impatto della tecnologia su ciò che stiamo facendo, ad esempio la creazione di un ambiente per la guida autonoma: si tratta di un'opzione obbligatoria ma che non è nemmeno troppo costosa. I prodotti attraverseranno un ciclo che li potrebbe far diventare tecnologicamente obsoleti o, al contrario, tecnologicamente rilevanti. In ogni caso l'automobile ti riconosce ed è già oggi una delle più importanti interfacce fra te e il mondo esterno. Tutte queste innovazioni sono qui per rimanere e saranno disponibili alla velocità della luce, quindi dobbiamo essere velocissimi”.

POTREBBE ESSERE UNA BOLLA? Sergio Marchionne esprime le sue idee anche riguardo l'elettrificazione delle automobili: “La rilevanza dei motori a combustione diminuirà ma essi rimarranno ancora un importante ingrediente della mobilità. Anche se l'elettrificazione potrebbe essere the next big thing, rimango stupito dall'impatto della nuova Model 3 di Tesla. Con più 300.000 ordini in mano il loro titolo sale ancora una volta ma questa fiammata mi ricorda la bolla di Internet. Ma qual'è il modello di business che possa funzionare nel lungo periodo? I consumatori dovrebbero rendersi conto che non c'è nulla che un'altra società non possa replicare e che se decide di non farlo è perché ha i suoi motivi” (Marchionne è stato lapidario sulla Model 3: noi la faremmo meglio in un anno). Tesla è diventata famosa per essere stata la prima casa automobilistica a proporre auto di fascia alta elettriche al 100% e la cosa è riuscita piuttosto bene: la Model S, nel 2015, ha venduto 26.566 esemplari mentre la Mercedes Classe S ha totalizzato 21.926 vendite seguita dalle BMW Serie 7 (9.292) e Serie & (8.146). Tesla ha creato un'icona, proprio come Apple ha reso il suo iPhone iconico: anche FCA potrebbe pensare a prodotti-icona? Marchionne non vuole sentir però parlare in questi termini dell'industria automobilistica: “Non fabbrico smartphone, faccio automobili e non saprei come fare non dico a generare profitti ma anche soltanto a recuperare i costi attraverso l'elettrificazione. La risposta è da qualche altra parte e la domanda è: stiamo facendo abbastanza per cercare dov'è quell'altra parte?” (Marchionne prende la scossa con la 500e: ogni esemplare venduto è una perdita per FCA).

NOI FACCIAMO AUTOMOBILI Un'altra cosa che Sergio Marchionne non vede con favore è l'entrare nel settore dei servizi di mobilità: “Noi non facciamo muovere le persone ma diamo loro i mezzi per muoversi. C'è stato un momento nel quale i costruttori hanno iniziato a comprare società di noleggio auto, perché abbiamo pensato che fosse un canale di vendita facile e, analogamente, siamo stati nel settore finanziario. Ma alla fine costruiamo strumenti che rendono mobili le persone. Non ho intenzione di spendere 500 milioni di dollari come ha fatto General Motors per una quota del 10% in Lyft” (intanto Uber inizia a testare le auto robot per lo sharing autonomo). Questo ovviamente non porta Marchionne ad escludere a priori alleanze con organizzazioni che non sono direttamente nel mercato automotive ma l'AD dice che FCA non ha le competenze per fornire tali servizi. Esistono però potenziali partner che vorrebbero condividere le loro abilità: questo potrebbe essere un modello di business che funziona e per verificarlo si dovrebbe farli entrare nel mondo automotive. Il discorso implica necessariamente la guida autonoma, con Marchionne che afferma di essere completamente aperto alla tecnologia: “Penso che il prossimo paradigma di quest'attività sia il coinvolgimento per la tecnologia con i 'disruptor': Google, Apple e anche Uber. Una questione centrale è l'accesso alle informazioni riguardo quello che le persone fanno nelle auto. (i marchi tedeschi hanno comprato Here anche per non condividere i dati raccolti dalla guida autonoma). La chiave è trovare il modo nel quale possiamo coesistere con i disruptor e mettere sul tavolo le nostre competenze (un esempio è la fornitura di 100 Chrysler Pacifica a Google proprio per la sperimentazione della guida autonoma). La velocità è essenziale in questo schema: dobbiamo creare collegamenti al più presto e parlare con i grandi player, i nuovi arrivati e anche i perdenti. L'obiettivo è condividere il lavoro ad un livello elevato, come quello dei veicoli autonomi. Noi costruiamo auto, loro costruiscono la tecnologia che va nelle automobili stesse: idealmente possiamo utilizzare questa tecnologia nei nostri vari marchi”. Sembra quindi che Sergio Marchionne continui a credere fermamente nelle alleanze che però – visti i non brillanti risultati delle sue offerte con altri gruppi automobilistici – potrebbero virare, almeno in prima battuta, verso aziende non tradizionalmente automobilistiche.

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