Europa: strade e auto intelligenti nel 2019, in nome della sicurezza

Connettività per i veicoli e le infrastrutture in vista della guida autonoma: il piano dell'Europa per regole comuni della sicurezza entro il 2019

1 dicembre 2016 - 15:14

La tecnologia, anzi, l'Hi-Tech può aiutare la sicurezza? Sicuramente si: non sono forse tecnologie sofisticate gli ormai “antichi” airbag, il controllo di stabilità e via elencando fino ai moderni ADAS quali la frenata d'emergenza (leggi il funzionamento delle diverse frenate di emergenza a confronto). Possiamo però salire di livello e pensare che se anche le strade fossero intelligenti e parlassero con le automobili la sicurezza aumenterebbe ancora, ad esempio perché un semaforo “avvertirebbe” i veicoli che stanno arrivando che qualcuno è passato con il rosso. L'idea è buona e l'Unione Europea sta preparando un maxi-piano per metterla in pratica, il C-ITS.

L'EUROPA PUNTA IN ALTO La visione dell'Unione Europea ha un orizzonte preciso, il 2019, ed un nome e cognome al quale associare questo piano ambizioso: si tratta della slovena Violeta Bulc, Commissario europeo per i trasporti dal 1° novembre del 2014. La Buic ha recentemente affermato, parlando dell'idea del Cooperative-Intelligent Transport System, che “la mia ambizione è quella di vedere i veicoli connessi e cooperativi sulle strade europee entro il 2019 e la strategia che abbiamo adottato oggi (ieri 30 nombre, N. d. R.) è un passo decisivo in questa direzione. Esso creerà le condizioni necessarie perché i veicoli possano comunicare tra loro e con le infrastrutture. Questo renderà le nostre strade più sicure e ridurrà il consumo di energia; nel lungo periodo, questa strategia aiuterà inoltre l'integrazione dei veicoli automatizzati nel sistema dei trasporti”.

CONNESSIONE TOTALE Il piano guarda quindi in avanti, verso la guida autonoma, ma i benefici arriveranno ben prima di una massiccia diffusione delle auto-robot. L'idea è infatti quella di rendere smart tutta la mobilità, per preparare la torta sulla quale poggerà la ciliegina delle autonomous car, le più intelligenti di tutti. Si adegueranno quindi le infrastrutture, integrando anche il trasporto pubblico e prevedendo investimenti che supereranno i tre miliardi di euro: la connettività digitale dovrebbe migliorare in modo significativo la sicurezza stradale, l'efficienza del traffico e il comfort di guida. Leggendo la copiosa documentazione e gli studi si capisce inoltre che il C-ITS poggerà su vari pilastri. Un suo importate sottosistema è senza dubbio quello a bordo dei veicoli, collegato ai loro bus di comunicazione interni ed in grado di assicurare le comunicazioni V2V (è meglio la comunicazione V2V o la guida autonoma?) e V2I nelle strade e nelle aree adeguatamente equipaggiate. Esisteranno poi sottosistemi personali (quali telefoni cellulari, tablet, navigatori satellitare portatili e altri dispositivi mobili): essi non saranno collegati ai bus dei veicoli ma consentiranno comunque le comunicazioni V2I tramite le reti cellulari. Il lato stradale prevederà una sorta di “fari” (collegati ai veicoli con il Wi-Fi e/o le reti 5G) sistemati su strutture quali i pannelli a messaggio variabile e pali, semafori intelligenti e simili. Ci saranno ovviamente anche i sottosistemi ITS centrali, che faranno parte di un sistema di gestione centralizzato del traffico e delle infrastruttura stradali.

VANTAGGI DA SUBITO Lo studio sottolinea che l'attuazione del C-ITS darebbe importanti vantaggi: al 2030, data stimata della sua completa implementazione, i Benefit-Cost Ratios potrebbero essere compresi fra 2 e 8, in dipendenza degli scenari; lo scenario neutro dà un valore per il BCR di 6,3, ben superiore quindi all'unità. Ma vantaggi sono attesi anche prima del 2030: l'utilizzo delle reti cellulari (utili anche per la connettività V2V di Volvo tramite cloud) esistenti per fornire servizi V2I, in attesa dell'infrastruttura stradale dedicata, permetterebbe infatti una penetrazione molto elevata di questa connettività già dai primi anni di implementazione. Conviene comunque un po' a tutti facilitare l'arrivo delle automobili a guida autonoma: uno studio di Policy Network commissionato da Nissan Europa stima infatti che fino al 2050 i veicoli autonomi avranno contribuito al PIL europeo per un 5.3 %, un totale di 17 trilioni di euro. Non è però di sola economia che si regge il previsto successo delle auto-robot: importantissimo sarà anche l'atteggiamento degli automobilisti e le sensazioni sembrano positive, come descritto da un altro studio, l'Indice Sociale Nissan, compiuto in ottobre su 6.000 persone in UK, Italia, Francia, Germania, Spagna e Norvegia. Gli intervistati pensano che la guida autonoma sarà di aiuto per disabili (lo pensa il 57% degli intervistati), anziani (34%) e non vedenti (33%). Riguardo la sicurezza il 52% degli intervistati pensa che i veicoli autonomi potrebbero ridurre gli incidenti provocati da errori umani, il 43% dice che non ci sarebbero più guidatori pericolosi in strada e il 34% ritiene che si ridurrebbe il problema della guida in stato di ebbrezza (uno studio dice che la guida autonoma farebbe vendere più alcol). In effetti, ricordando che l'81% del campione ha ammesso di svolgere anche altre attività mentre è al volante, il 68% ha detto di aver cambiato stazione radio durante la guida e il 42% ha dichiarato di aver mangiato in auto (mentre guidava), ben vengano le auto-robot!

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