Etichetta energetica pneumatici: c'è ancora tanto da fare

A un anno dall'adozione obbligatoria dell'etichetta sui nuovi pneumatici è necessario che sia modificata e compatibile con le gomme invernali

1 novembre 2013 - 10:40

L'etichetta energetica da apporre obbligatoriamente agli pneumatici in vendita a partire dal 1 novembre 2012 oggi compie un anno. L'etichetta nacque con obiettivi precisi: stimolare i Costruttori di pneumatici a produrre gomme più efficienti; garantire una leale concorrenza tra i prodotti di qualità e gli pneumatici economici di origine asiatica; aiutare i consumatori nello scegliere gli pneumatici più adatti alle loro esigenze. Tuttavia dopo un anno l'etichetta stenta a farsi conoscere e cela ancora numerose lacune che nessuno, sino ad oggi, ha voluto colmare.

INCOMPATIBILE CON LE GOMME INVERNALI – L'etichetta è uno strumento di supporto ai consumatori nella scelta tra i tanti pneumatici offerti dal mercato, tuttavia abbiamo fin dall'inizio espresso le nostre perplessità sulla reale efficacia dell'etichetta energetica che considera solo alcune performance dello pneumatico. Rumorosità, aderenza sul bagnato e resistenza al rotolamento raccontano solo in parte il carattere di una gomma, mentre bisognerebbe integrare almeno l'aquaplaning, l'aderenza sull'asciutto e il consumo del battistrada. E' importante ricordare che l'efficacia di uno pneumatico deriva dall'equilibrio delle prestazioni in tutte le condizioni di guida. Di conseguenza una gomma che faccia consumare poco carburante, garantisca spazi di frenata brevi su asfalto asciutto e bagnato, sia poco rumorosa e duri per diverse migliaia di chilometri rappresenta un traguardo da conquistare. A questo si aggiunge anche la totale inadeguatezza nei criteri analizzati dall'etichetta apposta indifferentemente sia su pneumatici estivi sia su quelli invernali, che hanno caratteristiche e funzionalità totalmente diverse. Insomma, per chiarirsi adeguatamente le idee, i consumatori più attenti devono ancora affidarsi alle valutazioni dei test comparativi indipendenti sugli pneumatici.

2 SU 3 GUARDANO L'ADESIVO – Secondo i dati diffusi da Goodyear-Dunlop il 71% degli automobilisti che ha acquistato pneumatici nuovi nel 2013 ha basato la sua scelta sull'analisi dell'etichetta. La ricerca effettuata da IPSOS MarketQuest avrebbe constatato che oltre la metà dei rivenditori di gomme europei fa leva proprio sull'etichetta nel proporre gli pneumatici ai clienti, tuttavia la denuncia di molti lettori a SicurAUTO.it mette in luce un'evidente difficoltà da parte dei gommisti stessi nel presentare le gomme con i migliori rating. Il resoconto della ricerca Goodyear parla anche di una buona risposta da parte delle flotte commerciali: oltre il 54% dei parchi auto aziendali (500 flotte in Spagna, Germania, Francia, Italia e Polonia) si orienta su gomme più efficienti grazie all'etichetta energetica, fattore chiave per risparmiare carburante nel 66% dei casi. Peccato che, da quanto ci risulta, l'effetto dell'etichetta europea non si verifichi presso tutti i rivenditori al dettaglio. E' il disagio di molti lettori che, informati sull'etichetta energetica e orientati nella scelta di pneumatici meglio classificati, si sono trovati di fronte rivenditori poco o male informati, che proponevano le scorte di pneumatici “dall'aderenza eccellente” ma senza fare alcun cenno sul consumo di carburante. Dubbi dei lettori e nostre domande che abbiamo rivolto direttamente a Goodyear durante un recente incontro.

L'OPINIONE DEGLI ESPERTI – In occasione dell'evento Tyre Label – On year on, organizzato da Goodyear-Dunlop, che ha riunito gli esperti dell'industria dello pneumatico, della sicurezza e dell'Unione europea per discutere i progressi compiuti finora dall'etichetta europea degli pneumatici, abbiamo posto a Goodyear-Dunlop e a un rappresentante della Fia (Fédération Internationale de l'Automobile) alcune nostre domande scarurite dalle riflessioni che facevamo sopra. Ai nostri dubbi sull'incompletezza delle informazioni riportate dall'etichetta, sulla genuinità dei dati rilevati nei test fatti in casa dai Produttori e sulla reale reperibilità di gomme efficienti, ci hanno risposto Goodyear-Dunlop Italia e Luca Pascotto, Fuzionario FIA incaricato della mobilità presente alla tavola rotonda dell'evento.

Perché l'etichetta non tiene conto delle prestazioni sull'asciutto?

Goodyear: “Perché questi tre parametri (resistenza al rotolamento, aderenza sul bagnato e rumorosità, ndr) derivano da informazioni raccolte sul mercato europeo: gli automobilisti europei chiedono sicurezza, soprattutto sul bagnato.”

Luca Pascotto: “L'etichetta nasce prevalentemente con finalità ambientali, in linea con la strategia Europea di riduzione di CO2. Il criterio sicurezza (in frenata) è stato scelto in un secondo momento, grazie ai contributi di altri stakeholder, tra i quali la FIA e i club affiliati, come l'ACI. Allora occorreva trovare un'area di compromesso e il Parlamento Europeo si è orientato nell'incorporare solo questo specifico aspetto.”

Non credete sia rilevante istituire un organo di controllo che vigili sulle reali prestazioni degli pneumatici, visto che l'etichettatura attuale è un'autocertificazione dei Produttori?

Goodyear: “Teoricamente ci dovrebbe essere un organo di controllo europeo e nazionale, ma i controlli a carico dello Stato (eu o locale) faticano a decollare.”

Luca Pascotto: “Questo è un limite dell'attuale sistema di etichettatura ed è proprio per questo che test comparitivi promossi da autorità indipendenti e associazioni di consumatori sono fondamentali nel 'validare' la certificazione del Produttore e spingere l'industria a migliorare i proprio prodotti. I Club FIA da diversi anni svolgono questa attività, informando i consumatori europei sulle diverse performance con punteggi che coprono 15 criteri, tra i quali anche la guidabilità su asciutto, citata nella prima domanda.”

Cosa o chi impedisce a un Produttore di enfatizzare o adulterare i risultati dei test svolti in casa per assegnare una lettera migliore?

Goodyear: “La serietà e credibilità del Produttore che, per i grandi, non è messa in discussione.”

Luca Pascotto: “Ritengo che nel lungo periodo non sia possibile imbrogliare. Prima o poi uno pneumatico capita sotto test di associazioni di consumatori.”

Cosa si sta facendo per la formazione e l'informazione capillare dei professionisti in Italia?

Goodyear: “Goodyear Dunlop Tires Italia si sta impegnando in una ampia attività di formazione.”

Luca Pascotto: “Ritengo ci sia uno sforzo da fare nell'educare i dealers, che dovrebbero perdere un po' più tempo nel consigliare e spiegare le diverse performance dei prodotti, piuttosto che cercare di vendere quelli in stock. Occorre un maggiore sforzo nello spiegare ai consumatori i benefici di prodotti con maggiore efficienza, probabilmente sostituendo la parola 'efficienza'. Se cominciamo a spiegare che questo specifico pneumatico farà risparmiare X euro (in funzione della percorrenza) o permetterà di ridurre la frenata di X metri (a seconda della velocità), sono sicuro che i consumatori cominceranno a chiedere al dealer prodotti in funzione dell'etichetta.”

Se e quanto le vendite si sono spostate su modelli che hanno un'etichetta più favorevole ai best seller di un anno fa?

Luca Pascotto: “Ritengo sia assolutamente prematuro giungere a precise indicazioni: la maggioranza dei conducenti non sostituisce gli pneumatici ogni anno e chi compra un'auto nuova, generalmente non sceglie gli pneumatici. L'etichetta è una buona cosa in se, ma bisogna darle più tempo, farla conoscere, educare i dealer.”

Quale dei tre requisiti (risparmio carburante, silenziosità o frenata) è stato più premiato dal mercato?

Goodyear: “Secondo la percezione dei nostri dealers: 1) aderenza su bagnato  2) Resistenza al rotolamento 3) Rumorosità.”

Luca Pascotto: “La combinazione prezzo del prodotto e aspetti di sicurezza credo siano fattori guida nella scelta. Ma nei mercati europei in cui c'è più abitudine e disponibilità ad informare i consumatori, gli automobilisti si dimostrano molto più esigenti e probabilmente non si accontenteranno dei tre criteri e della scala.”

Su quale dei tre fronti (risparmio carburante, silenziosità o frenata) i Costruttori di pneumatici stanno operando di più?

Goodyear: “Continuare a seguire i parametri dell'etichetta, i parametri testati dalle riviste specializzate e i parametri considerati dai Produttori.”

Luca Pascotto: “Quello che abbiamo notato dalle prime comparazioni di test effettuati dai nostri Club, a seguito dell'introduzione della nuova etichetta, è che occorre migliorare l'efficienza energetica. Pneumatici con significative differenze sui consumi di carburante si trovano in molti casi sulla stessa classe di efficienza, il che non sembra coerente. Ma anche qui, è troppo presto per fare un'analisi e occorrono più dati.”

E' ipotizzabile e in che tempi un'evoluzione dell'etichetta tipo le cinque stelle Euro NCAP? Inoltre, visto che tutti i costruttori si adattano ai requisiti, la Ue li renderà più severi?

Goodyear: “Sarebbe auspicabile maggiore severità.”

Luca Pascotto: “Euro NCAP nasce per migliorare la sicurezza stradale. L'etichetta pneumatici è ancora troppo orientata ad aspetti ambientali per il momento: difficile nel breve periodo immaginarsi una specie di 'EU tire assessment programme'.  Le tre azioni più urgenti, a nostro avviso, sono: 1) migliorare la conoscenza dell'etichetta (consumatori, dealer, dipartimenti governativi) 2)usare questi primi anni per comparare l'effettività dell'etichetta, prendendo nota dei risultati di test indipendenti 3) affrontare il problema degli pneumatici invernali: i test su questi pneumatici sono condotti nelle stesse condizioni di quelli relativi a pneumatici estivi e agli 'all seasons'. Di conseguenza l'etichetta per pneumatici invernali non può essere accurata e non può fornire informazioni coerenti al consumatore.”FIA: “Euro NCAP nasce per migliorare la sicurezza stradale. L'etichetta pneumatici è ancora troppo orientata ad aspetti ambientali per il momento: difficile nel breve periodo immaginarsi una specie di 'EU tire assessment programme'.  Le tre azioni più urgenti, a nostro avviso, sono: 1) migliorare la conoscenza dell'etichetta (consumatori, dealer, dipartimenti governativi) 2) usare questi primi anni per comparare l'effettività dell'etichetta, prendendo nota dei risultati di test indipendenti 3) affrontare il problema degli pneumatici invernali: i test su questi pneumatici sono condotti nelle stesse condizioni di quelli relativi a pneumatici estivi e agli 'all seasons'. Di conseguenza l'etichetta per pneumatici invernali non può essere accurata e non può fornire informazioni coerenti al consumatore.”

1 commento

Antonio
20:24, 1 novembre 2016

SALVE, DOVENDO ACQUISTARE DEI PNEUMATICI 255/35/18 E NON AVENDO LA POSSIBILITA' DI GOMME PREMIUM VORREI GOMME ECONOMICHE MA ANCHE SICURE CON UN MARCHIO PREMIUM ALLE SPALLE TIPO UNA GOMMA CHE E' COSTRUITA DA UN GIGANTE DELLE GOMME, QUALE SCEGLIERE??? GRAZIE MILLE
karlitoo164@gmail.com

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