Esiste un'auto ibrida più brutta della Tartan?

Ha doppia alimentazione, 4 retrovisori e due facce, ma ovunque la si guardi sembra terribilmente strana dentro e fuori

28 agosto 2015 - 10:00

Il bello e il brutto è come l'eterno duello tra il bene e il male, rivalità che campeggiano in ogni ambito, anche cinematrografico e perché no, anche automobilistico. Se uniamo i due mondi, esce fuori la Tartan Prancer, che, come avrete ben capito e come vedete nelle immagini di seguito, è bruttissima.

NON E' SUL MERCATO – La bella notizia per molti (almeno quelli che amano il bello) è che la Tartan Prancer non sarà venduta, quindi, nessuna paura di vederla passare accanto alla vostra bella automobile o timore che qualcuno vi inviti a provarla, rovinando la vostra reputazione di “amanti delle belle macchine”. Seconda precisazione: non sappiamo moltissimo sugli aspetti tecnici di questo strano mezzo e quello che si sa non è certo, o meglio, non sappiamo se è una montatura cinematografica o reale aspetto tecnico. A proposito di cinema, è questo il dato che ci mancava per offrirvi la corretta informazione. La Tartan Prancer è il protagonista motorizzato del quarto sequel di “National Lampoons Vacation” (1983), di cui riprende la saga dei Griswold, all'epoca in giro con la loro Wagon Queen Family Truckster. Oggi il film “Vacation”, che ha visto la regia di John Francis Daley e Jonathan Goldstein è nelle sale italiane con il titolo di “Come ti rovino le vacanze”.

TUTTO CIO' CHE SI SA DELLA TARTAN – Dunque, ci limitiamo fedelmente a riportare le caratteristiche della Tartan Prancer: le porte ad apertura ad “armadio” sono il dato che forse meno impensierisce, sembra tutto più strano quando si osservano i suoi quattro specchietti retrovisori esterni perché la Tartan è guidabile in entrambe le direzioni. Quindi è di facile intuizione capire che questa “automobile” (che coraggio chiamarla così!) ha frontale e posteriore praticamente identici, una lieve differenza è la diversa inclinazione del parabrezza/lunotto. Il motore, ibrido plug-in è un mistero, anche se l'aspetto curioso (l'ennesimo!?) è la presenza di tre sportellini per il rifornimento. Passiamo agli interni: anche qui regna la fantasia e idee strane dell'ideatore albanese, come ad esempio i portabicchieri nelle maniglie delle portiere o un enorme telecomando (o tablet) con tasti dal difficile apprendimento, con simboli particolari. Secondo voi il tasto con un coniglio raffigurato sopra, a cosa servirà? Il “bello” (ops, meglio dire “il fatto divertente) è che di bottoni ce ne sono 24, tutti più o meno identici a quello appena descritto; solo che dal coniglio si passa alle forbici per finire alla papera. Non manca infine un'apparecchiatura CB ed una fontanella per l'acqua.

ALTRE COME LEI – Fino ad ora ci siamo andati abbastanza leggeri, anche perché, se è vero che il Tartan Prancer è un modello “albanese” basato su Toyota Previa (con marchio slavo Yugo), è altrettanto confortante sapere che è  destinato soltanto alla produzione di un film (per la quale sono stati necessari sette esemplari di Tartan Prancer). La realtà però è che nella storia dell'automobile di modelli davvero brutti o bizzarri ce ne sono stati tanti, tutti per anni “protagonisti” dei mercati dell'automobile, a dimostrazione che, come dicevamo all'inizio, la rivalità tra il bello e il brutto è possibile constatarla nella vita di tutti i giorni. Un ricordo veloce fa risaltare alla mente la Fiat Duna, poco gradevole sia nella versione berlina che station wagon, ma anche l'Alfa Romeo Arna, che non incontrò mai l'interesse dei veri “alfisti” e così a seguire la Fiat Multipla, la Daihatsu Materia, la Dacia Logan (rispetto alla prima, la nuova è cambiata molto), la Nissan Cube, la Kia Pride Wagon e la Ssangyong Rodius. Solo la minima parte di una lista che in realtà è davvero lunga.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

DPCM 14 gennaio 2021: spostamenti vietati anche tra regioni in zona gialla [PDF]

Vision Zero: la maggior parte di automobilisti non sa cos’è

Pass invalidi

Pass invalidi falsificato: la Cassazione esclude la tenuità del fatto