Emissioni auto. L'EPA torna alla carica: giù i consumi fino a 23 km/l

L'EPA non vuole tornare indietro sulla riduzione di emissioni e consumi e ribadisce il traguardo delle 54,5 miglia per gallone concordato con Obama

2 dicembre 2016 - 15:17

La riduzione dei consumi e delle emissioni dovrebbe essere importante per tutti i cittadini, che avrebbero un ambiente migliore e più soldi in tasca, grazie ad automobili che consumano meno. Si potrebbe anche aggiungere che il petrolio è una risorsa troppo preziosa da poterla bruciare in quantità nei motori: si tratta infatti di una materia prima utilizzata per produrre innumerevoli materiali. Alcuni Enti sono molto attivi nel perseguimento di questi risparmi, ad esempio l'EPA degli Stati Uniti. Dato che l'elezione di Trump a Presidente potrebbe suonare minacciosa per la sua azione, la sua contromossa è stata anticipare a quest'anno una proposta che doveva arrivare più in avanti nel tempo.

TANTE MIGLIA, POCHI GALLONI I consumi negli USA sono indicati in MPG, Miles per Gallon, e per fare un esempio possiamo dire che un consumo di 6 litri per 100 km equivale a 39,2 MPG. L'Environmental Protection Agency, creata nel 1970 su proposta del presidente Nixon, appare piuttosto attenta e decisa nelle sue azioni (leggi di come EPA ha preteso di più da Volkswagen per il Dieselgate) e aveva fissato un traguardo ambizioso per i consumi (e quindi le emissioni di CO2) per l'anno 2025. Si parla infatti di 54,5 MPG nel ciclo di omologazione, equivalenti ad un impegnativo valore di 4,32 litri/100 km, che nella guida reale equivarrebbero a 40 MPG, pari a 5,88 l/100 km.

TIMORI PER IL FUTURO La combattiva e coriacea amministratrice dell'EPA (leggi come l'EPA spara sugli accessori auto), Gina McCarthy, mercoledì scorso aveva ribadito che i traguardi fissati erano attuali e raggiungibili, affermando che: “Una vasta documentazione tecnica ha messo in luce che questo programma di riduzione dei consumi rimarrà conveniente ed efficace. Questa proposta riconferma la nostra fiducia nella capacità che l'industria automobilistica ha di guidare l'innovazione e rafforzare l'economia americana e, nello stesso tempo, far risparmiare gli automobilisti e salvaguardare la nostra salute, il clima e l'ambiente”. Più di qualcuno ha voluto vedere in questa riaffermazione la volontà di mettere al riparo questi limiti da un eventuale (e già dichiarato) allentamento della “tensione” ambientale della nuova Amministrazione, che si insedierà il 20 gennaio. La proposta prevede un periodo di consultazione pubblica di 30 giorni, che finirebbe in effetti prima del fatidico 20 gennaio. Un'altra tappa era prevista per l'aprile del 2018 ma, dato che era flessibile, EPA potrebbe fissare gli standard già alla fine dei 30 giorni di consultazione, in dipendenza dagli esiti della consultazione stessa. Quest'accelerazione è stata probabilmente catalizzata anche dal fatto che i Costruttori avevano già iniziato a fare lobbing chiedendo di ridiscutere i limiti al 2025 (leggi come i Costruttori bussano a Trump per rivedere le norme sulle emissioni).

PIOVONO LACRIME STRUMENTALI I Costruttori si sono sempre lamentati dell'eccessiva durezza dei limiti fissati ma la stessa EPA, in una bozza di relazione tecnica, ha detto che le Case potrebbero raggiungere a breve 50,8 MPG, equivalenti a circa 36 MPG nel “mondo reale”. L'Ente ha anche riportato che il 2015 è stato il quarto anno consecutivo nel quale le Case statunitensi hanno persino superato i requisiti richiesti dal Governo USA. Secondo Scientific American, in realtà essi potranno rispettare quelle future perché stanno raccogliendo i frutti di importanti innovazioni tecnologiche messe in cantiere qualche anno fa (iniezione diretta, pneumatici speciali, start e stop, climatizzatori più efficienti, materiali leggeri e così via) e che permettono di migliorare anche in presenza di una crescente incidenza dei SUV, veicoli tutt'altro che risparmiatori. In questo modo è diventato relativamente facile soddisfare i limiti con queste tecnologie ormai correnti, accumulando fra l'altro “crediti verdi” che possono tornare utili più tardi, in caso di difficoltà e considerando il fatto che un modello completamente nuovo può richiedere 3 – 4 anni per vedere la luce. I rapporti dell'EPA relativi ai Model Year 2015 hanno evidenziato che 9 delle 12 principali Case attive nel mercato USA erano in regola. Le 3 “birichine”, FCA (leggi di come l'EPA ha avvertito FCA sulle emissioni dei SUV e Pickup), Mercedes, e Kia, avevano però abbastanza crediti dagli anni precedenti (eventualmente comprati dai Marchi intrinsecamente verdi, come Tesla), da essere “fittiziamente” in regola.

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