L'EPA avverte FCA sulle emissioni: Suv più venduti a rischio

FCA avrebbe mancato il target 2014 sulle emissioni di CO2 e in mancanza di una fusione o di modelli elettrici, quelli più pesanti saranno fermati

21 gennaio 2016 - 16:37

Di emissioni si può star male, basta vedere cosa sta capitando a Volkswagen ma anche ai cittadini di intere città “chiuse” per smog (leggi come le emissioni dei veicoli siano una piccola parte del totale). Ma se il DieselGate è esploso all'improvviso, una bomba ad orologeria rischia di deflagrare fra qualche tempo nei conti di FCA.

LA SERRA È TROPPO CALDA – I motori a scoppio bruciano idrocarburi, ossia composti a base di Idrogeno e Carbonio, e nei fumi di scarico troviamo sempre qualche molecola che contiene Carbonio. Se il monossido di Carbonio è schiettamente velenoso non altrettanto si può dire dell'anidride carbonica, quella CO2 che non è tossica di per sé ma è indiziata di contribuire, grazie alle sue proprietà serra, a quel global warming che sta sciogliendo i Poli. È per questo che l'Environmental Protection Agency americana ha predisposto vari regolamenti che disciplinano le emissioni di CO2 per vari settori industriali, compreso l'automotive. Fra le iniziative destinate ai veicoli c'è un variegato sistema normativo che valuta le emissioni medie dei modelli e delle gamme, ponendo limiti sempre più stringenti fino al 2025, ed è qui che si annidano le insidie per FCA.

L'ELETTRICO LOGORA CHI NON CE L'HA – Se le vendite negli States fossero costituite dalle compatte Fiat, Alfa Romeo e Lancia la situazione sarebbe molto meno critica ma lo zoccolo duro di Fiat Chrysler negli USA sono i pickup RAM, le Jeep ed i Minivan: essi valgono il 78% delle vendite americane. Questa polarizzazione, elevata in assoluto, è anche superiore a quella dei competitor diretti, dato che questo segmento “pesa” il 70% sul totale di GM e il 69% per Ford. Per i model year 2014 il consumo medio dei veicoli nel segmento light truck valeva 17,3 miglia/gallone per FCA contro i 19,2 mpg dell'omologa gamma GM. Il risultato, alla luce del fatto che consumi e CO2 sono strettamente legati, è che le emissioni medie della gamma FCA sono 428 grammi/miglio, ben superiori ai 302 della leader Mazda (leggi come sono fatti gli ecologici motori Mazda Skyactiv) e molto distanti dai 163 g/miglio che sono il target per il 2025.

Se aggiungiamo il fatto che la California chiede che il 15% delle vendite siano di veicoli a emissioni zero alimentati da batterie o celle a combustibile (leggi degli accordi fra Honda e GM per le fuel cell, che funzionando emettono solo vapore acqueo) ci rendiamo conto di quanto Fca sia indietro avendo in gamma soltanto un'elettrica, la 500E.

UN CERCHIO DIFFICILE DA QUADRARE – Quello dei modelli 2014 è il quarto anno consecutivo nel quale FCA è risultata ultima nella classifica delle emissioni medie (leggi quali sono le Case a rischio sanzioni in Europa) e, se le cose continuassero così, potrebbe essere costretta a sospendere temporaneamente la produzione degli ingordi light truck, per quanto fortunati nelle vendite. Le soluzioni possono essere la veloce introduzione di veicoli elettrici e/o ibridi o la fusione con una Casa che abbia una gamma molto più “pulita” (Marchionne vuole da tempo le nozze con GM, che le teme, ma anche General Motors non è molto in linea con le riduzioni della CO2). L'analista indipendente Maryann Keller è netta: “FCA non ha le risorse necessarie per soddisfare i requisiti di emissioni e non potrà sopravvivere nella sua forma attuale; in effetti nessun altro marchio ha bisogno di fondersi con essa”. Questo ritardo non sarà colmato dalla 500E (non ha mai venduto più di 650 esemplari in un mese) ma forse più gradito sarà il minivan ibrido Pacifica, presentato a Detroit. FCA ha dovuto “comprare” diversi milioni (circa 8) di crediti verdi da Tesla, Toyota, Honda e Nissan, con una spesa stimata di circa 250 miloni di dollari fino al 2014. In quell'anno non li ha utilizzati e ne ha addirittura guadagnati circa 13,8 milioni vendendo veicoli alimentabili con miscele ad etanolo e migliorando l'efficienza dei climatizzatori delle sue auto. Riusciranno queste strategie ad evitare le multe – 55 $ per veicolo e per ogni mpg di scostamento dai traguardi fissati – dell'EPA?

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