Dopo il Diesel l'EPA spara agli accessori auto: in bilico 36 miliardi

Il mondo del tuning americano vacilla dopo la proposta dell'EPA di far rientrare le auto da competizione entro certi limiti di emissioni inquinanti

14 aprile 2016 - 10:08

L'Agenzia di Protezione Ambientale americana, EPA, ha puntato il dito contro i tuner e le vetture modificate, con una proposta di legge che vorrebbe far rientrare anche la auto da pista entro certi limiti di emissioni inquinanti. Bufera in atto da parte degli operatori del settore, che potrebbero vedere tagliati numerosi posti di lavoro.

LA PROPOSTA DI LEGGE L'EPA vorrebbe mettere al bando le elaborazioni estreme delle auto negli Stati Uniti, mercato florido e che ogni anno vede fruttare un giro di miliardi di dollari (nel 2014 sono 36 i miliardi spesi dagli americani in questo settore), con una proposta di legge che vorrebbe far rientrare le auto “truccate” nei normali limiti di emissioni, rendendo di fatto impossibili alcuni upgrade prestazionali del motore. Qualche mese fa noi avevamo già posto l'attenzione su questo fenomeno (leggi qui il giro di vite del tuning negli Stati Uniti), che nel frattempo ha cominciato ad espandere la propria influenza fino a varcare i confini degli addetti al settore e raggiungere quelli della politica.

LA RISPOSTA DEGLI STATI Se da un lato troviamo Gina McCarthy, amministratrice dall'EPA, dall'altro si sono schierati i rappresentati della florida industria dell'aftermarket statunitense, affiancati dalle autorità di stato di West Virginia, Ohio, Arkansas, Alabama, Louisiana, Michigan e Georgia, che hanno inviato una lettera di disappunto all'Agenzia, nella quale chiedono di ritirare la proposta di legge. Dato che l'EPA ha, in 50 anni, soprasseduto in maniera ufficiosa alle elaborazioni automobilistiche con un tacito consenso, ed essendosi sviluppato un mercato avente queste stesse modifiche come fulcro, i cittadini hanno provveduto ad effettuare determinati upgrade con la convinzione di essere nel giusto. Finora. Che la libertà tutta americana di poter montare componenti aftermarket sulla propria auto sia davvero destinata ad essere contenuta ad un solo fattore estetico e non più prestazionale? Per adesso nulla è ancora definito, soprattutto perché i membri del Congresso hanno chiesto alla stessa EPA come intenderebbe vigilare sulla faccenda e quali metodologie sarebbe intenzionata ad applicare, nei controlli, per verificare il reale rispetto di una eventuale norma anti inquinamento.

UN'INDUSTRIA IN CRISI Gli Stati Uniti sono da sempre considerati un paradiso per il tuning, tanto che numerose industrie sono nate solo con lo scopo di fornire pezzi dedicati all'aumento di prestazioni. La chiusura di un tale mercato potrebbe recare un danno non indifferente all'economia USA, oltre che togliere lavoro ad un cospicuo numero di persone, poiché gli appassionati verrebbero lasciati liberi di “ritoccare” la propria auto solo in termini di estetica, senza andare ad intaccare le prestazioni.

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