Emissioni auto: Greenpeace attacca Daimler e Opel, ma la KBA difende i test
Greenpeace punta il dito sulle emissioni di Opel Astra e Smart fortwo ma la KBA parla di un clamoroso malinteso sulla lettura dei test
La legge sulle emissioni inquinanti Euro 1
Greenpeace punta il dito sulle emissioni di Opel Astra e Smart fortwo ma la KBA parla di un clamoroso malinteso sulla lettura dei test
Ci troviamo ancora una volta a parlare di sforamento dei limiti in termini di emissioni, dopo che il polverone alzato dal Dieselgate Volkswagen pareva essersi diradato. Stavolta è Greenpeace a puntare il dito e non l'International Council on CleanTransportation (ICCT), organo che sollevò lo scandalo che ha interessato il gruppo avente base a Wolfsburg: un modello sotto la stella della Daimler ed uno dietro il fulmine di Opel avrebbero ottenuto dei risultati non conformi durante alcuni test di laboratorio. Non è mancata una pronta risposta da parte della KBA, Autorità dei Trasporti tedesca, che ha difeso la natura stessa dei test e la loro validità.
DAIMLER E OPEL NEL MIRINO A finire nell'occhio del ciclone sono due modelli di auto in particolare: Smart fortwo e Opel Astra, quest'ultima nella versione con motore da 2 litri. La piccola citycar e la hatchback segmento C avrebbero superato i limiti concessi per le emissioni di gas nocivi (leggi come sono effettuati i test per valutare consumi ed emissioni), a sostenerlo è l'associazione ambientalista Greenpeace dopo aver ottenuto una lista di dati redatta direttamente dall'Autorità dei Trasporti tedesca.
LA KBA SPIEGA COME STANNO LE COSE Sono prontamente arrivate le risposte sia da parte delle Case costruttrici interessate sia dalla stessa KBA: l'Autorità tedesca spiega come i risultati in questione siano semplicemente dei dati di ingresso, forniti per valutare se le auto usate fossero adatte ad essere sottoposte ad un test completo e quindi senza nessuna validità definitiva, mentre Daimler fa sapere che non teme una pubblicazione dei valori in discussione ed Opel asserisce di non essere a conoscenza dei risultati dei test in questione.
IL FANTASMA DIESELGATE Non è la prima volta che Daimler finisce sotto accusa, basti pensare alla Mercedes Classe S350 che ha fatto registrare consumi anomali (leggi qui i particolari) o che negli USA i motori BlueTec sono stati accusati di oltrepassare le soglie concesse, ma il colosso tedesco non ha mai abbassato la guardia ed ha sempre risposto colpo su colpo. A dirla tutta addirittura la faccenda dieselgate avrebbe potuto prendere forma molto prima rispetto a quanto realmente avvenuto: nel “lontano” 2011 la stessa Greenpeace manifestò lanciando la campagna DarthVader contro i diesel di Volkswagen, ma nulla si mosse in quel frangente. A 6 mesi dallo scandalo siamo comunque (ormai) in pieno post-dieselgate, nonostante il fantasma continui a svolazzare di tanto in tanto sulle Case automobilistiche creando perplessità, e l'incerto futuro di Volkswagen (leggi del ritorno di Winterkorn a Wolfsburg)fa l'altalena tra le minacce legali e l'impennata di vendite e produzione.