È davvero così semplice costruire un'auto elettrica?

Sempre più aziende stanno proponendo la propria visione del futuro della mobilità, come nel caso di Dyson. È davvero così facile?

16 febbraio 2018 - 11:16

Mobilità ecologica e sostenibile sono i temi più cladi degli ultimi anni legati al mondo delle auto. Proposte, progetti e una miriade di concept che spingono tutti verso la stessa direzione: creare auto a impatto zero. Proprio in questi anni abbiamo assistito anche alla proliferazione di aziende, non necessariamente legate al mondo delle auto, che stanno portando in strada, o su carta, le proprie proposte legate a questo genere di mobilità, allora viene da chiedersi: è così semplice progettare e sviluppare una vettura elettrica? In questa logica rientra anche il progetto di Dyson, importante costruttore di elettrodomestici, soprattutto aspirapolveri, che dal 2020 porterà, o almeno così dice, su strada non una, ma ben 3 auto elettriche.

2 MILIARDI DI STERLINE PER IL PROGETTO Vi starete chiedendo, cosa c'entra un costruttore di elettrodomestici con le auto elettriche? Evidentemente molto più di quanto si possa immaginare, visto e considerato che, il piano presentato, è tutt'altro che “campato per aria”. Saranno 2 i miliardi di sterline che verranno investiti nel progetto, per la produzione di 3 auto elettriche tra il 2020 e il 2021. Non si punta ad una produzione su vasta scala, almeno per il primo modello, ma verranno costruiti un numero limitato di veicoli, attendendo il perfezionamento delle batterie allo stato solido per puntare a una produzione di massa. Un progetto che partirà da zero, ma che punta proprio sulle batterie allo stato solido per superare la concorrenza delle Case auto.   

UN VANTAGGIO SULLE CASE AUTO DI 5 ANNI Questo fattore potrebbe portare, quindi, a pensare che qualsiasi impresa impiegata nella costruzione di elettrodomestici o apparecchi tecnologici, possa diventare un potenziale player nella corsa all'elettrificazione, non come partner, ma come protagonista. Il programma di Dyson punta fortissimo sullo sviluppo delle batterie a stato solido, tanto che, da programma, potrebbero essere i primi a portare sul mercato un veicolo con tale tecnologia a bordo, superando la concorrenza di vere Case, come Toyota, Honda, Bmw, Hyundai e Volkswagen – qui il suo piano per l'elettrificazione del gruppo – che puntano a portare sul mercato auto con batterie allo stato solido ma solo per il 2025. Un vantaggio tecnologico che potrebbe realmente portare Dyson nell'industria delle auto. Ma è davvero tutto così “semplice”?

COSÌ SEMPLICE BATTERE LE CUSE AUTO? Come ogni tipo di mercato, quello automotive ha si notevoli potenzialità, soprattutto guardando alle auto elettriche, ma ha anche i suoi punti critici. È difficile credere che costruttori come Volkswagen, Toyota, Mercedes e chi più ne ha più ne metta, non posseggano il know how e i giusti mezzi finanziari per poter portare sviluppare tecnologie, in questo caso le batterie allo stato solido, in breve tempo, magari appoggiandosi a partner di altissimo livello. Per questo il progetto lanciato da Dyson, potrebbe diventare un clamoroso buco nell'acqua. È vero, dei 2 miliardi di sterline stanziati per il progetto, uno verrà utilizzato per sviluppare le batterie allo stato solido, ma basterà un investimento del genere a superare la concorrenza delle Case auto e dei loro partner?

L'ESPERIENZA DI APPLE E GOOGLE Inoltre, costruire un'auto, non è esattamente un gioco da ragazzi, soprattutto partendo completamente da zero e con tempi decisamente molto stretti – progettare, testare, e mettere sul mercato un'auto in meno di 2 anni sarebbe un record assoluto – nonostante attualmente siano impiegate circa 400 persone per lo sviluppo di questo progetto. Il timore che sia un'astuta mossa di marketing – si sa che parlare di un Marchio può portare notevoli benefici – c'è. Inoltre abbiamo l'esempio di un altro colosso dell'elettronica, Apple, che una volta avviato il proprio progetto sulla costruzione di un'auto elettrica- il Project Titan, qui maggiori dettagli -, ha pensato di accantonarlo per le notevoli criticità, puntando sullo sviluppo dei software per la guida autonoma – stesso percorso intrapreso da Google, possessore di uan città fantasma per testare la sua tecnologia. In ogni caso il 2020 è “dietro l'angolo” quindi non resta che aspettare per vedere se, e quando, Dyson riuscirà a portare su strada la sua prima auto elettrica.

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