Dove sono gli automobilisti peggiori? L'indagine internazionale sugli incidenti

La Svizzera ha diffuso un'indagine sui comportamenti stradali in Europa e nel Mondo con feriti e vittime e il primato non va ai giovani

4 novembre 2016 - 21:47

La piaga degli incidenti stradali, con feriti o persino delle vittime, dà segni di miglioramento: a dirlo è un ponderoso studio uscito in Svizzera ad opera dell'Ufficio Prevenzione Infortuni e che esamina in dettaglio la situazione della Confederazione ma estende qualche risultato anche agli altri Paesi. I risultati, raccolti in un PDF di 68 pagine, danno un quadro abbastanza confortante riguardo le tendenze dei sinistri nelle strade e mostrano che la poco ambita corona di fascia di età con il maggior numero di incidenti non spetta ai giovani.

DISCESA BENEFICA Gli abitanti della Confederazione Elvetica e le loro Istituzioni (ma gli uni si specchiano nelle altre) hanno fama di essere molto precisi, ai confini con la pignoleria (leggi che per prendere la patente in Svizzera servono 3 anni e molti euro) ma la loro costanza e lungimiranza sta producendo risultati piuttosto positivi. Lo studio prospettico, che parte dal 1965 e arriva fino al 2015, evidenzia infatti una quasi costante diminuzione della “letalità”, ossia del numero dei decessi per 10.000 danni alle persone. Se nel 1965 questo indice della pericolosità degli incidenti valeva 423, 10 anni dopo era sceso a 398 e nel 1985 valeva 295; passando al 1995 si registrava un'ulteriore calo a 235, confermato dal valore di 151 registrato nel 2005. L'andamento non è mai stato monotono (i valori per i 6 anni dal 2010 al 2015 sono rispettivamente 133, 136, 150, 124, 112 e 116) ma la tendenza ad un salutare ribasso è ben evidente.

LA PREVENZIONE PAGA La forte diminuzione della pericolosità degli incidenti stradali emerge prepotentemente esaminando la ripartizione del tipo di danni alla persona: se nel 1965 le fatalità erano state il 4%, i feriti gravi il 49% e quelli leggeri il 47%, nel 2015 le percentuali rispettive erano 4%, 18% e un impressionante 81% di feriti lievi. Auto più sicure, guidatori più consapevoli, controlli intensificati e strade migliori e meglio attrezzate sono sicuramente importanti ma qualcuno potrebbe giustamente pensare che potrebbe essere cambiata anche l'esposizione al rischio: se si facessero mediamente meno chilometri ci sarebbero meno probabilità di incorrere in un sinistro. Anche in questo caso i numeri dicono che la tendenza alla diminuzione è reale: esaminando i feriti ed i morti per 100 milioni di veicoli/chilometro si evidenziano, per la Svizzera, dati in discesa per tutte i tipi di strada e per tutti i veicoli. Se nel 1970 si registravano, per le automobili, 75 feriti e 2,9 decessi (sempre per 100 milioni di veicoli/chilometro), nel 2000 si era scesi a 38 e 0,6 rispettivamente mentre l'anno scorso le cifre si sono attestate a 18 e 0,1.

COSA SUCCEDE NEL MONDO? La Confederazione guarda però anche oltre i suoi confini e in questo studio inserisce una tabella preparata in base ai dati dell'OCSE e dell'IRTAD (International Road Traffic and Accident Database).

Anche in questo caso, per consentire confronti omogenei, i dati da paragonare non sono i numeri assoluti ma il numero dei morti per incidente stradale per 1 milioni di abitanti. Anche questo dato è in discesa in Svizzera: si passa dai 192 decessi del 1980 agli 83 del 2000 per arrivare 30 del 2014. Per il nostro Paese questi dati valgono rispettivamente 164, 124 e 56, per una discesa meno marcata (leggi come i decessi sono aumentati nel 2015) ma comunque importante. Il confronto con la Francia (sapevi che in Francia fra le materie della scuola guida c'è il primo soccorso?) è interessante: pur partita da cifre peggiori (254 nel 1980), questo Paese si è allineato rapidamente: 137 fatalità/milione nel 2000 e 53 nel 2014. Le tabelle del rapporto dicono anche che non è del tutto vero che i più giovani siano le categoria più spericolate e imprudenti (SicurAUTO.it ne è convinto, leggi come negli incidenti stradali muoiono più adulti che giovani). È sicuramente vero che gli Under 24 sono una delle categorie più a rischio ma se guardiamo la letalità media fra il 2011 e il 2015 in Svizzera possiamo vedere che, se la causa è l'eccesso di velocità nelle città, la fascia di età 18-24 ha un indice di 129, quella 25-44 scende a 119 ma la 45-64 risale a 132 e quella 65-74 arriva a 287. L'andamento è simile per le strade extraurbane, con valori rispettivi di 248, 232, 298 e 391, e per le autostrade, che registrano indici pari a 145, 117, 185 e 256. Le campagne di educazione stradale, insomma, andrebbero fatte a tutti.

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