Divieto di fumare in auto con minori e gestanti: ci siamo

Il decreto legge del ministero della salute mira a introdurre un giro di vite sul consumo di tabacco anche in auto, e sulla vendita

21 luglio 2015 - 9:00

Come SicurAUTO.it aveva preannunciato qui, il governo Renzi ha preparato una bozza di decreto per vietare di fumare in auto se si viaggia con bimbi a bordo o con donne in gravidanza. Così vuole il ministero della Salute che così recepisce la direttiva dell'Unione europea sul tabacco. Il tutto rientra in un progetto più ampio: sulle confezioni ci saranno le “avvertenze combinate” relative alla salute, composte da frasi forti e da una foto a colori di persone malate, oltre a informazioni utili come il numero verde per smettere di fumare.

L'UNIONE EUROPEA CI PRESSA – L'Ue mira ad armonizzare la disciplina dei prodotti del tabacco nei Paesi europei e assicurare un elevato livello di protezione della salute attraverso maggiori restrizioni e avvertenze, per dissuadere in particolare i giovani dal fumo. In macchina, si punta a tutelare le future mamme e i nascituri. Il testo dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri la prossima settimana, quindi le commissioni parlamentari competenti avranno 60 giorni per esprimere un parere, e per settembre 2015 dovrebbe esserci il decreto.

QUALCHE DUBBIO – Nulla si sa sulle multe. Forse, si modificherà l'articolo 173 del Codice della strada: 160 euro e sottrazione di cinque punti della patente al guidatore che fuma se nella vettura c'è un minorenne o una donna in dolce attesa. E chissà, forse verrà punito (160 euro) pure il passeggero pizzicato a fumare in presenza di bimbi o gestanti. Sentiamo in proposito Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerca farmacologiche Mario Negri di Milano: “Spero che nell'iter vengano aggiunte le cose che realmente disincentivano la vendita di sigarette, in primo luogo l'aumento di prezzo, vera forma di dissuasione dei consumi. Inoltre, fumare negli stadi e nei ristoranti all'aperto equivale a fumare in faccia alla gente, andrebbe quindi vietato così come nei parchi dove giocano i bambini”. Ma più che altro restano i dubbi sugli effettivi controlli da parte delle forze dell'ordine, che già oggi fanno quello che possono (in relazione alle risorse disponibili) per acciuffare chi guida col cellulare in mano, senza cintura o in stato alterato da alcol o droghe.

COME LI “PRENDONO”? – Sarebbe problematico far rispettare il divieto (anche perché le forze dell'ordine su strada calano e aumentano i controlli elettronici). Inoltre, fa notare Maurizio Caprino sul Sole 24 Ore, l'iniziativa del ministro rischia di finire nel nulla o – nel caso arrivi in porto – di avere scarsi risultati: accertare che nell'abitacolo ci sono minori è difficile senza fermare immediatamente il veicolo, salvo esporsi al rischio di aumentare il contenzioso. E le infrazioni che di fatto richiedono l'alt sono quelle che le forze dell'ordine riescono a punire più di rado. Per avere un'idea delle difficoltà, basta ricordare che una prima proposta di questo tipo fu accantonata proprio perché poco applicabile. Era stata presentata da alcuni senatori nel maggio 2008 e, nell'autunno 2009, era confluita nel disegno di legge che a luglio 2010 sarebbe diventato la riforma del Codice della strada (legge 120/2010). Era previsto il divieto assoluto di fumo, con sanzione raddoppiata in caso di minori a bordo. Ma già nel dicembre 2009 il divieto proposto è stato completamente espunto dal testo.

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