Divieto di fumo in auto: torna il ddl in senato

La sigaretta equiparata al cellulare: è la proposta non nuova, stavolta da Forza Italia, di riforma del CdS con tanto di sanzioni fino a 646 euro

9 luglio 2015 - 15:00

Torna alla ribalta la proposta di vietare il fumo in automobile. Ogni volta che in passato se ne è parlato, vi abbiamo sottoposto l'argomentazione in virtù della quale decidere se è giusto o meno bandire l'atto del fumare così come quello di telefonare. Come finirà questa volta?

È UN DDL NECESSARIO? – Prima di approcciare allo stato della situazione vogliamo dedicare qualche riga a delle considerazioni che riteniamo essere guidate da una logica fondata. Ci chiediamo per esempio perché questa proposta non ha trovato il suo “protagonismo” nei tempi passati, bensì è sempre stata una meteora caduta giù velocemente per poi schiantarsi al suolo senza lasciare alcun ricordo. Dopo tutto, se, come crediamo, è giusto vietare per i tanti motivi (che nei paragrafi successivi prenderemo in considerazione) il fumo in auto, allora la pratica si sarebbe dovuta chiudere in tempi passati. Insomma, i nostri politici non si sono mica resi conto ora che gli automobilisti italiani amano fumare…anche in automobile e se dunque animano questa gestualità con così tanta passione, allora sono decenni che l'automobilista italiano mette in pericolo se stesso/a e il prossimo. Infine, come potrebbero le Forze dell'Ordine accertare (a meno che non vi colgano in flagranza di reato) che avete il vizietto di “trasgredire” la legge, fumando in auto?

ANCORA UNA VOLTA, LA PROPOSTA – In altri Paesi è già bandito; in Inghilterra e Svezia non è concesso guidare e fumare allo stesso momento. Nel nostro Paese un gruppo di 17 senatori di area Forza Italia, fra cui Antonio Razzi e Domenico Scilipoti, hanno sottoscritto un disegno di legge (n. 1902) di modifica al Codice della strada, presentato al Senato il 30 aprile e assegnato ieri alla Commissione lavori pubblici, che recita così: “Accendere una sigaretta mentre si è alla guida di un'automobile provoca una diminuzione del proprio livello di attenzione, con conseguente aumento delle probabilità di provocare un incidente”; … “Anche il fatto che l'aria dell'abitacolo diventa irrespirabile può incidere sulla reattività del guidatore senza che egli se ne avveda, aumentando il pericolo di incidenti”.

LA SIGARETTA COME IL TELEFONINO – E' evidente come questo ddl metta in stretta connessione l'azione di telefonare e fumare mentre si è al volante. A tal proposito, nel testo si esplica quanto appena riportato: “fumare mentre si guida determina una situazione equiparabile a quanto accade in caso di uso di apparecchi radiotelefonici mentre si è al volante”. Da qui la proposta di inserire un articolo nel Codice della strada (173 bis, “È vietato al conducente fumare durante la marcia”) che punisca chi si accende una sigaretta al volante con la stessa sanzione con cui viene multato chi usa il cellulare: da 161 Euro a 646 Euro. Ci sono poi altre argomentazioni che intendono rafforzare il ddl: “la necessità della tutela della salute dei terzi viaggiatori, in particolare i bambini, i quali sono sottoposti al dannosissimo fumo passivo” (come già denunciato a inizio anno dal ministro alla salute Beatrice Lorenzin) e “il fatto che spesso, e per consuetudine quasi automatica, il conducente getta fuori dal finestrino il mozzicone acceso”, rischiando di appiccare incendi sia a bordo strada, sia in auto, perché il “gesto di eliminare dall'abitacolo di un veicolo in corsa la sigaretta provoca, a contatto con il vento, la dispersione all'interno del veicolo di ceneri accese che possono causare incendi all'interno del veicolo stesso”. Non ci resta che aspettare per capire quale volere campeggia dietro le quinte di questo nuovo ddl.

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