Divieto di fumare in auto: sarà la volta decisiva?

Più volte accantonato, il divieto della sigaretta alla guida e in pubblico sarà contenuto in un ddl. Intervista ad Aldo Ferrara

13 gennaio 2015 - 15:41

In base a un disegno legge, l'uso delle sigarette potrebbe essere bandito anche in spazi pubblici. E in auto verrebbe vietato di fumare in presenza di minori. Non si tratta di una novità, visto che se ne parla da anni. Sentiamo il ministro della Salute Beatrice Lorenzin in occasione dei 10 anni della legge Sirchia (che diede un giro di vite contro il fumo): “Il prossimo passo delle istituzioni sarà quello di vietare le sigarette nelle automobili, per proteggere i passeggeri, specie i minori, dai pericoli del fumo passivo, e garantire la sicurezza stradale”.

DIFFICILE MULTARE – Sarebbe problematico far rispettare il divieto (anche perché le forze dell'ordine su strada calano e aumentano i controlli elettronici). Inoltre, fa notare Maurizio Caprino sul Sole 24 Ore, l'iniziativa del ministro rischia di finire nel nulla o – nel caso arrivi in porto – di avere scarsi risultati: accertare che nell'abitacolo ci sono minori è difficile senza fermare immediatamente il veicolo, salvo esporsi al rischio di aumentare il contenzioso. E le infrazioni che di fatto richiedono l'alt sono quelle che le forze dell'ordine riescono a punire più di rado. Per avere un'idea delle difficoltà, basta ricordare che una prima proposta di questo tipo fu accantonata proprio perché poco applicabile. Era stata presentata da alcuni senatori nel maggio 2008 e, nell'autunno 2009, era confluita nel disegno di legge che a luglio 2010 sarebbe diventato la riforma del Codice della strada (legge 120/2010). Era previsto il divieto assoluto di fumo, con sanzione raddoppiata in caso di minori a bordo. Ma già nel dicembre 2009 il divieto proposto è stato completamente espunto dal testo.

DI CHI SONO LE STATISTICHE – Comunque, a lanciare l'allarme fu anni addietro il professor Aldo Ferrara, professore di malattie cardiopolmonari dell'Università di Siena, e direttore dell'associazione Ego-Vai-Q (European Group On Vehicle Air Indoor).

Professor Ferrara, torna di moda il divieto di fumo in auto: è in un disegno legge. L'idea non è certamente nuova…

“Sì. L'ho lanciata io nel ?1995, quando ho presieduto il Premio Diesel 1995. Lanciammo l'idea della 'Medicina respiratoria al servizio dell'auto' e da lì nacquero progetti e ricerche sperimentali anche nella galleria del vento. Questo filone affiancava anche la ricerca sulle patologie da smog sul lavoratore a rischio come il vigile urbano. Quantizzare le polveri sottili che si respirano in auto dopo appena una sigaretta fumata, numero che ascende a 5 volte quello che si verifica in un normale appartamento indoor, significa capire il significato della nostra proposta (europea) di divieto del fumo in auto come causa primaria di riduzione di apporto di ossigeno al cervello e quindi fattore di rischio assoluto per l'incidente. Se si vieta il fumo in un cinema, teatro ristorante, ambienti che godono di centinaia di metri cubi d'aria, perché non vietarlo in 2 metri cubi di abitacolo, specie con i bambini a bordo?”.

Ma l'abitacolo è un ambiente inospitale?

“Lo è già in città, con lo smog. Figuriamoci con il fumo di sigaretta. Una camera a gas: ecco cos'è l'abitacolo quando si fuma. La sigaretta sprigiona migliaia di sostanze nocive, fino a 250 microgrammi di PM10 (polveri sottili), cinque volte il limite massimo previsto dall'Unione europea: provoca danni anzitutto al sistema cardiorespiratorio?, come testimonia il drammatico effetto sulle coronarie?. Senza contare che il fumo peggiora i guai causati dallo smog: irrita le mucose, facilitando l'ingresso di sostanze nocive nei polmoni. Così, chi fuma abitualmente 10 sigarette al giorno, accorcia la propria vita di cinque minuti per ogni sigaretta fumata. Poi c'è il guaio della vettura ermetica”.

Cioè?

“Se il riferimento è all'auto, basti pensare che se si tengono aperti i finestrini durante il rifornimento, la saturazione dei vapori è tale che occorrono ben 30' di viaggio per ricambiare l'aria?, come ha dimostrato il collega Minoia di Pavia.? Inoltre, a vettura ermetica, la respirazione è viziata dal mancato rinnovo di anidride carbonica prodotta dal guidatore e dai passeggeri. Entro 2 ore la percentuale di CO2 sarà così alta da provocare cefalea. Se poi si fuma, la percentuale di polveri sottili raggiunge picchi fino a 300 PPm nel breve volgere di 60'. La macchina diventa così una camera a gas irrespirabile e inconciliabile con una buona performance. Queste ricerche sono complesse e devono essere condotte in modo affidabile”.

Per la precisione, quali conseguenze immediate per chi guida?

“Non è sufficiente tutelare gestanti e bambini. Il danno maggiore del fumo in auto è a carico del conducente che riduce la sua performance alla guida per il ridotto apporto di ossigeno trasportato alle cellule in termini di ossiemoglobina. Significa che il guidatore ?perde la sua performance alla guida e la risposta sensoriale per via del fumo: ci vede peggio e ragiona meno bene che se non fumasse. Un brutto guaio per la sicurezza stradale. Chi fuma guidando ha i riflessi compromessi del 20%. E 42 incidenti su 100 sono dovuti a riduzione dell'apporto di ossigeno (ipossia), con contemporaneo incremento di monossido di carbonio causato anche dal fumo. Attenzione, la qualità dell'aria in macchina è fondamentale per stare al volante in sicurezza: aggiungere la sigaretta alle altre sostanze nocive che si trovano nell'abitacolo, vuol dire aumentare le probabilità di fare incidenti”.

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