Dieselgate Volkswagen: sale a 16,7 miliardi il risarcimento ai clienti

Soldi come noccioline: Volkswagen stanzia altri 175 milioni di dollari per gli avvocati americani e il conto del Dieselgate sale a 16,7 miliardi

17 ottobre 2016 - 17:30

Ci si abitua a tutto, anche ai miliardi (solo a parlarne, intendiamoci): a furia di raccontare delle spese enormi che sosterrà Volkswagen a seguito dello scandalo Dieselgate le centinaia di milioni passano quasi inosservate. Stiamo parlando del sostanzioso assegno che il Gruppo dovrà sborsare agli avvocati americani (in effetti sono molti) che stanno seguendo le complicate cause innescate dalle emissioni truccate. La notizia è recentissima e porta il totale delle spese stimate a quota 16,7 miliardi di dollari (leggi come gli investitori vogliono 8 miliardi da VW e hanno intasato i tribunali), una cifra impegnativa anche per un gruppo con le spalle molto larghe come Volkswagen.

IN ATTESA D'APPROVAZIONE Secondo fonti che avrebbero conoscenza della questione e la cui testimonianza è stata raccolta da Reuters, Volkswagen AG ha accettato di pagare 175 milioni di dollari agli avvocati che rappresentano i guidatori statunitensi nel contenzioso aperto dalla crisi scatenata dalle emissioni taroccate dei diesel tedeschi. L'importo, che deve comunque essere ancora approvato da un giudice federale, paga il lavoro svolto da questi legali per il vortice di cause, dal valore complessivo di circa 14,7 miliardi di dollari, che Volkswagen sta subendo da parte delle agenzie governative, gli investitori e i 475.000 conducenti di veicoli diesel con i motori 2.0 litri. Una decisione ufficiale dovrebbe essere presa martedi, quando il giudice distrettuale Charles Breyer (è lo stesso che aveva fissato il termine dell'accordo con VW, poi slittato) terrà un'udienza a San Francisco per decidere se Volkswagen dovrà riacquistare ogni singola auto in quella che potrebbe diventare la più grande azione di questo tipo mai vista negli Stati Uniti.

DECISIONI SU AUTOMOBILI VERE Questa cifra, seppur elevata, è di gran lunga inferiore ai 324 milioni di tasse e gli 8,5 milioni di spese che il comitato dei difensori dei querelanti ha comunicato essere il massimo che si aspetta di chiedere per il lavoro effettuato riguardo la questione. “Questa faccenda comporta decisioni reali su automobili reali, così come ben reale è il tempo deve essere speso da un avvocato per assistere i consumatori nei meandri del processo”, ha dichiarato il comitato nella memoria depositata a giustificazione dell'importo. Queste parcelle saranno una spesa aggiuntiva di Volkswagen e non potranno essere coperte dai soldi stanziati per i consumatori o per le iniziative a favore dell'ambiente che fanno parte degli accordi per riparare i danni del Dieselgate. La decisione di martedì in realtà non contempla soltanto il buyback ma darebbe anche, ai consumatori, la possibilità di aspettare il fix che renderebbe le automobili conformi alle normative sulle emissioni degli Stati Uniti. La contabilità dei danni che dovrà pagare Volkswagen è composta di voci molto pesanti. Oltre ai potenziali miliardi di dollari di multe inflitte dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, VW ha già accettato di spendere fino a 10,033 miliardi per il buyback e le compensazioni ai proprietari, o per implementare i fix se le autorità di regolamentazione le approvano.

IN EUROPA, IL SILENZIO Volkswagen ha anche previsto di compensare i suoi concessionari con 1,21 miliardi di dollari e di erogare 2,7 miliardi di dollari per danni ambientali. Altri 2 miliardi serviranno per la promozione delle auto elettriche e le loro infrastrutture di ricarica (leggi dei piani di VW per avere 1 milione di EV entro il 2025), e potrebbe dover pagare più di $ 600 milioni a 44 tati degli USA. Le tasche degli avvocati potrebbero gioire ancora, dato che gli Enti degli Stati Uniti e la Casa stanno ancora discutendo di un eventuale riacquisto (e compensazione dei proprietari) di circa 85.000 veicoli VW, Audi e Porsche dotati dai grossi TDI V6 3.0 litri, che hanno lo stesso software che trucca le emissioni (leggi come il Dieselgate è nato per i motori Audi V6). I quattrini scorrono quindi a fiumi, verso le Autorità, i clienti ed i legali, negli USA: e nella nostra cara Europa? Volkswagen ha già detto “nein” a risarcimenti per i clienti europei, nonostante la contrarietà della UE (leggi come l'Europa striglia VW perché vuole che risarcisca tutti i clienti): sarà che nel Vecchio Continente la Germania fa la parte del leone e negli USA le autorità sono meno intimidite? Può essere, come è possibile che VW pestasse qualche callo ai costruttori americani e le sue manchevolezze sono state un ottimo pretesto per provare ad affossarla.

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